Enzo Coccia, Gino Sorbillo e Antonio Starita hanno creato Libera, la pizza della legalità. Una pizza bianca come tutti immaginano la giustizia e l’etica con la mozzarella di bufala prodotta negli stabilimenti e nei caseifici confiscati ai Casalesi e ora gestiti dalla cooperativa “Le Terre di Don Peppe Diana”, il prete anticamorra ucciso 15 anni fa a Casal di Principe.

Alla mozzarella “Libera Terra”, i tre pizzaioli napoletani hanno abbinato ricotta di bufala, ciccioli, pecorino e basilico. La pizza potrà essere degustata dal 2 dicembre nel corso delle Giornate Gastronomiche Sorrentine. Gli appassionati la troveranno nelle tre pizzerie napoletane, La Notizia a Via Caravaggio, Sorbillo a Via dei Tribunali e Starita (la stessa pizzeria dove fu girato L’oro di Napoli con Sofia Loren) in Via Materdei. Ordinare Libera significa anche un gesto concreto nella lotta alla criminalità organizzata poichè per ogni piza un euro sarò destinato all’Associazione di don Ciotti, “Libera contro le mafie”.

Un’iniziativa che ricorda come uno dei settori economici e culturali di eccellenza dell’Italia, l’agroalimentare, possa essere al tempo stesso fonte di profitto per le mafie, come ha ricordato Peppe Ruggiero al festival di cinema, cibo e videodiversità “Tutti nello stesso piatto” (qui la bella intervista di Augusto Goio su unimondo.org)e ha denunciato Roberto Saviano, e mezzo di lotta con il suo linguaggio comune.

La mozzarella di bufala, il gIusto della mozzarella come recita l’etichetta, è uno di questi mezzi. E il messaggio è rafforzato con la pizza dei tre moschettieri di Napoli.

(Foto Mario Barbaro)

3 Commenti

  1. Per arrivare ad indicare una persona come un Maestro bisogna essere consapevoli del fatto che, è tale, colui che ha raggiunto livelli di eccellenza artistica, di abilità tecnica e sensibilità interpretativa; e che quindi ogni sua prestazione risulterà essere, davvero, una performance magistrale…ciarlatani!

  2. ha risposto a De Angelis: Non riesco davvero a capire come le venga di fare polemica su un’apposizione non utilizzata, soprattutto nel momento in cui si parla di un’iniziativa di così alto valore civile e sociale.
    Spero lei non sia di Napoli.

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