Nonostante l’orlo del precipizio e sfidando il bagno di realtà, in attesa che scoppi lo spred nella notte di San Silvestro eccoci alla fine dell’anno a stilare la classifica dei vini più buoni/interessanti/nuovi/eccitanti di questo strano 2011.

Come per i piatti l’unica domanda che abbiamo posto agli amici che ci hanno accompagnato per tutto l’anno è stata: tre nomi. La scelta è stata assolutamente libera e giocata su tutti i campi a riassumere il nostro approccio che punta sulla qualità senza se e senza ma e senza troppe chiacchiere.

Alessandro Bocchetti

  1. Domaine Fichet Bourgogne Blanc vieilles vignes 2009. Da un produttore giovane finalmente una borgogna bianca piacevolissima e semplice, non gravata da legni e concentrazioni tanto alla moda Oltralpe. Buono e fresco come una passeggiata a primavera
  2. Oasi degli Angeli Kupra 2008. Un Bordò (nome locale del Grenache, ndr) convincente: dolce, succoso e mediterraneo. in bocca è potente, ma agile, si muove con scioltezza ed estrema piacevolezza. dolce senza essere smaccato. Il Rodano incontra le Marche
  3. Emidio Pepe Montepulciano d’Abruzzo 2008. Un grande rosso contadino che non nasconde la sua origine ma anzi la nobilita. Al naso si riconosce tra mille, in bocca è piacevolissimo e pieno, ne berresti un secchio. Tra terra, humus e frutto!

Sergio Ceccarelli

  1. Cristo di Campobello Grillo la Luci 2010
  2. Il Mosnell Saten Franciacorta docg 2007
  3. Giacomo Conterno Cascina Francia Barbera d’Alba doc 2008

Daniele Cernilli

  1. Gianfranco Fino Es Primitivo di Manduria doc 2009
  2. Giacomo Conterno Monfortino Barolo riserva docg 2004
  3. Garofoli Selezione Gioacchino Garofoli Verdicchio dei Castelli di Jesi doc riserva 2006

Cristiana “Black Mamba” Lauro

  1. Dom Perignon Oenotheque 1975
  2. Coche-Dury Caillerez Mersault 1° cru 1999
  3. Chateau Leoville Las Cases Saint Julien 2° cru classé 1961

Coche-Dury perché è semplicemente il piu grande bianco del mondo e l’annata 99 è fantastica. 75 di Oenotheque perche’ ho un debole per Oenoteque, quest’annata è perfetta e a New york alla Wine Experience l’hanno capito solo i grandi (fra cui BM). 1961 di leoville las Cases perché ha fatto impazzire sia me che il crotalo, e  con sguardo complice abbiamo esclamato all’unisono : ma porc!!!! Era uno dei migliori vini della nostra vita.

Nicola Massa

  1. Domaine Leroy – Corton Charlemagne Grand Cru 2004. Suadente, avvolgente, tostato, lungo lungo, purtroppo giovanissimo. Sorprendente averlo tra le mani per come si è materializzato, offerto dal tavolo di fianco in un noto ristorante di Rio de Janeiro!
  2. Giacomo Conterno – Monfortino 2002. Freccia a sinistra, sorpasso e via. Elegantissimo, pieno, territoriale, con quel finale vivo e vibrante con la sua inconfondibile impronta sul palato che te ne farebbe bere a ettolitri.
  3. Pol Roger – Winston Churchill 1996. Cosa ti aspetti da una grande bottiglia nata nell’anno giusto. Potenza, freschezza e acidità. Bolla bella viva e fina, bilanciato lungo e profondo. Anche qui a secchi…

 Giorgio Melandri

  1. Domaine de Marcoux  Chateauneuf Du Pape 2006. Un vino dolce di glicerina e austero di frutto. Complesso e profondo, netto, libero. Sembra semplice tanto funziona. Come in un bosco, potete entrare e perdervi nel fitto.
  2. Collestefano Verdicchio di Matelica doc 2006. Un verdicchio tagliente, naso sfaccettato e minerale, anice e salmastro in bocca, ritmato e agile, salta e corre come un cane in una spiaggia invernale!
  3. Fleury brut 1995. Una fucilata che squarcia la bocca. Il fumo si dirada in un momento irripetibile. Sulfureo, terroso, animale. La fuga è finita, la preda questa volta siete voi!

Vincenzo Pagano

  1. Château Angelus 2001.
  2. Produttori del Barbaresco Asili 2004.
  3. Cataldi Madonna. Giulia Pecorino IGT 2010.

Molto più semplice (?!) indicare 3 vini di 3 piatti che mi ricordo del 2011, un anno che mi ha visto transitare dalle bolle delle fonti italiane e francesi a quelle delle vigne sempre italiane e francesi.

 Antonio Paolini

  1. San Leonardo 1997 magnum: preciso, definito, snello (!!!) con la nota tipica (la più tipica, fumè quanto basta) del vitigno. Tra tanti alloctoni apolidi e anodini, un “allevato” ormai di casa. Un cru… appunto…
  2. Marques de Murrieta Magnum 1991 meglio trovarli che perderli, certi vini… problema, trovarli. Se ti capitano in mano, austeri dopo vent’anni, definiti al gusto, retro-profumati di quello che una volta quando non ci vergognavamo di dare indicazioni e definizioni (che finaccia da pentiti avete fatto!! vergogna!!!) avremmo serenamente indicato come goudron… Super. Pari merito: Terlano 1988: perfetto forever, fosse anche un Dorian Gray e ci fosse il ritratto appeso in cantina sopra la botte commemorativa è di Stocker… miracolo (quasi) italiano
  3. Coche Dury Mersault Rougeots 1992. Aspettarsi un filo di più al primo slurpo è lecito, e dato il nome è tutto… mettersi a piangere quando la boccia è finita è la nemesi più concreta e verace… un bicchiere di antinomie e antitesi splendidamente bilanciate… tipo fresco e maturo…. etc…

Paolo Trimani

  1. DRC Echezeaux 1991. E’ il più piccolo dei grandi vini del Domaine ma assaggiarlo in cantina insieme a Cuvelier è stata una delle più grandi esperienze in carriera. Elegante equilibrato armonico, indimenticabile
  2. Cerbaiona Brunello di Montalcino docg 2005. Raffinato e complesso sta maturando come un grande classico. Un omaggio a Diego e Nora Molinari due splendide persone.
  3. Château Cheval Blanc 1995. La prima serata seria del 2011 sembrava destinata a iniziare alla grande il nuovo anno, vino fantastico anno tremendo

 Riccardo Viscardi

  1. Chateau Cheval Blanc 2001. Mirabile equilibrio e finezza del tannino
  2. Dr. Loosen TBA 1976. Un miracolo di freschezza tra note di idrocarburo e di pesca, peccato la bottiglia fosse così piccola
  3. Biondi Santi Brunello di Montalcino riserva docg 2006. Un’anteprima di livello assoluto, perfetto compendio di uno stile e di un territorio. A mio parere superiore anche alla riserva 2004

62 Commenti

  1. Per Nicola Massa: peraltro Monfortino 2002 doveva essere una fetecchia, vista l’annata tutti si sono chiesti cosa uscisse a fare, invece niente male davvero, sono d’accordo. Meglio del 2001.

  2. …se parliamo di “cuore” e di livello assoluto, italiani:
    – Barolo Riserva 1937 Conterno
    – Recioto Riserva 1988 Quintarelli
    – Barolo Monfortino 1943 Conterno
    – Riserva 1961 Brunello Biondi Santi
    – Sorì S.Lorenzo 1967 Gaja
    Come valore assoluto stranieri, quest’anno:
    – Mazis Chambertin D’Auvenay Leroy 2001
    – Chateau Latour 1956
    – Cheval Blanc 1967
    – Montrachet 2000 Comte Lafon
    – RSV 2001 Leroy
    – La Tache 2001
    …solo quelli che mi vengono in mente, ma quest’anno direi che si è bevuto bene/assoluto anche con almeno un’altra ventina/trentina di altre bocce (dal Cailleret 2001 di Coche al suo Chevalier lieu dit, dal Mouton 1971 al Sorì tildin 1971,dal Chambertin 2006 di Rousseau, al Bonnes Mares e Rouchoittes Chambertin di Roumier, dalla Riserva 1955 Biondi Santi al Borgogno Riserva 1943, dal Pingus 1997 alla Belle Elene di Ogier, dal La Turque 2001 al Vega Sicilia 1981 …e tanti altri…

  3. Aggiungo, caro Paolo Trimani autore di questo post delizioso, che quest’anno che sta per finire per quanto mi riguarda si è caratterizzato per grandi bevute di Bordeaux. Un po’ perchè mi piace e oramai sono rimasta l’unica insieme ai cinesi a berlo, e poi perchè in molte cantine si trovano vecchissime bottiglie eccellenti a prezzi interessanti.

  4. ..terminerei con il recentissimo, l’altro ieri, Tokaji Ecsencia 2000 di Oremus e il Riesling Eiswein 2007 di Dr.Loosen… i 100/100 sfiorati… esperienze di vita più che vini…

  5. Mi piacciono molto le 3 scelte di Daniele Cernilli, riflessive e proprie di chi non deve dimostrare ma ha il piacere di gustare. Mi sarebbe piaciuto vedere una bollicina ma forse è per via delle feste.

    Auguri a tutti voi!

  6. ha risposto a vinogodi: Ma se ogni volta che nomino un vino di Bordeaux mi rispondi che è grande solo la Borgogna! E poi è superfluo che tu suggerisca continuamente su questo blog la lettura di Doctor Wine, lo leggiamo comunque, è il sito di un amico che stimiamo! Non darti pena Vinogodi, non serve a Daniele il tuo proselitismo e rischi di sfociare nel cattivo gusto. 🙂

  7. se non altro scattidivino ha avuto il merito di convertire un astemio…
    Vero Vincé? Un astemio di meno è sempre una gioia per un appassionato di vino… rende il mondo un poco migliore 😉 e le scelte… affatto banali! Mi stupisce l’assenza dell’asprino, si vede che te stiamo ad insegnà bene e tu impari in fretta, bravo! 😀
    buona fine anno a tutti!

  8. ha risposto a Alessandro Bocchetti: Perché, l’assenza del gragnano e della cococciola ti stupisce di meno?

    Non è proprio conversione ad U. Resto dell’idea che i piatti da soli siano più gustosi, mentre le dosi di vino sono da galenico 🙂

  9. ha risposto a laspide: Si non ho resistito e nella mia tripletta ho inserito uno sboronissimo salon!

    @Paolo, grazie lieto ti piaccia… Arpepe non solo è vera gloria, ma emozione!

  10. ha risposto a Cristiana Lauro: …solo per risponderti che Bordeaux piace pure a me, mai affermato la superiorità di Borgogna su Bordeaux, anzi…riferimento ad altro sito? Solo per far capire quel concetto sinteticamente…

  11. vi metto i miei:
    1.Manfred Nossing Valle Isarco Kerner 2010
    2.Baricci Brunello di Montalcino 2006
    3.De Bartoli Vecchio Samperi Ventennale
    BUON 2012

  12. 1) Es 2009 Gianfranco Fino
    2) Montevetrano 2006 Silvia Imparato
    3) Jo 2008 Gianfranco Fino

    Con l’ Es davvero irraggiungibile.

  13. Scusate ma io sto leggendo una serie di nomi di vostri amici produttori che avete nel cuore. Io ho risposto alla richiesta di Paolo Trimani con i vini che ho preferito nel 2011. Non con i vini dei produttori con cui lavoro o coi quali mangio pasta e fagioli insieme. Qualcuno secondo me sta andando fuori tema. Mi sa che in pochi abbiamo risposto senza condizionamenti. Io e Massa e pochi altri.

  14. ha risposto a Cristiana Lauro: Ricordo ancora una deliziosa zuppa di cipolle con fichet con gara di rutti a chiudere, per non parlare della zuppa di fagioli (e annessi) con la gentile Sofia pepe, invece con Casolanetti ci siamo dati al caviale dalla latta e poi gara a chi la fa più lontano… Mah!!! 😛

  15. ha risposto a Davide Catino: Es a 16.5 gradi si fatica a considerarlo vino. Forse è qualcos’altro. Molto buono, ma parecchio alcolico. In genere per me l’armonia di un vino è data da acidità. alcolicità e materia, frutto. Se l’alcol è sbilanciato il vino è poco armonico e su Es a mio avviso c’è uno sbilanciamento fra i tre componenti. Parere personale, ovvio.

  16. ha risposto a Cristiana Lauro: <<<<<<cito<<<"Non li ho letti i tuoi vini, mi sei sfuggito"…..
    …"invece di tue foto di cosce e scollature su Scatti di vino non me ne sono lasciato sfuggire una, e sempre con bella soddisfazione per la vista"…

  17. ha risposto a Cristiana Lauro: per una volta non siamo perfettamente concordi, Es a me piace moltissimo e lo trovo sempre molto affascinante proprio per le sue caratteristiche
    senza offesa, cherie 🙂

  18. ha risposto a paolo trimani: Tesoro, ognuno ha i suoi gusti e io rispetto i gusti altrui. A parte che io sono convinta che ES sia il miglior Primitivo in circolazione, solo che fatico a bere un vino a 16,5 gradi. Comunque anche per me ES è un grande vino, benchè non in cima alle mie preferenze Il che vuol dire che non mi hai contraddetta, pertanto se cercavi rogne non hai trovato un bel niente…Ah!ah!!!! Ciao Paolo

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui