AIS vs Intravino. Veline, Open your Ais è la nuova immagine?Tempo di lettura: 3 min

Ahia, quando si parla di notizia falsa non si fa mai bene all’informazione. Se poi si cerca di fare “ammuina” per alzare un polverone, le residue speranze di comprendere cosa è successo possono diventare vane. Vediamo cosa succede tra AIS, Intravino, DiVini e Pane al Pane.

Intravino, il blog guidato da Antonio Tomacelli mette sotto il fuoco dei suoi post l’Ais, l’Associazione Italiana Sommelier, rea di aver scelto, come nuovo corso dell’immagine associativa, una fanciulla svestita che regge male un calice. Il claim recita: Il buongusto. O c’è l’AIS o non ce l’AIS. Un gioco di parole e di immagini che fanno rabbrividire molti lettori e commentatori e che spingono Luciano Ferraro ad aprire il nuovo blog DiVini con un post dedicato alla faccenda e a menzionare Intravino che, giustamente, gongola per il link e l’accreditamento che gli arrivano dal corrierone nazionale. Ma come, si autocelebra Morichetti, se ne accorge il Corriere che ci ripaga delle foto scippate e invece l’Espresso riprende solo dal Corriere? Sarà, ma Laura Rangoni, che commenta subito a caldo su Intravino, si incavola (in quanto associata e donna) e rende plastica la tempesta con un passaggio relativo ad una delle immagini della campagna pubblicitaria.

Ma la bambola gonfiabile, quella no. Per favore… A parte l’allusione, ancora più squallida di quella del tastevin, mi spiegate il nesso tra un Chateau Lafite Rothschild Pauillac 1996 e un gesto di autoerotismo con del silicone colorato a forma di orifizio femminile col rossetto?

La falsità della notizia cui si riferisce il Presidente dell’AIS Maietta sarebbe in buona sostanza questa della bambola gonfiabile che, insieme con quella del tastevin “modello preservativo” (cit. Rangoni) non sarebbero state approvate dall’AIS ma caricate per errore dall’agenzia pubblicitaria che cura la campagna come ricostruisce Intravino nel nuovo post di Tomacelli che si prende la responsabilità di tutto il pubblicato e rispedisce al mittente la (possibile ?!) querela.

Ora non è ben chiaro quale sarebbe l’oggetto della presunta notizia falsa.

L’immagine della “fighetta morettina in bilico sul tacco da modella” (cit. Rangoni) con in mano il calice della discordia in effetti campeggiava sugli stendardi del Vinitaly 2011 e quindi al limite si dovrebbe parlare di notizia leggermente in ritardo, ma questa della notizia ribollita non è una novità (anche se a onor del vero ci ha fatto molto divertire). Piuttosto, nel post iniziale del 27 dicembre viene detto che L’AIS svela finalmente le “nuove” doti del sommelier: cosce nude e bicchiere tenuto male, quindi come se valesse per il 2012. L’immagine, però, è utilizzata nel depliant dei corsi come ultima di copertina (quindi probabilmente ancora in circolazione) e sulla pagina del sito dell’AIS alla voce “Area formazione”.

Curiosamente, nelle 5 immagini della sfortunata (ma sarà proprio così se hanno raggiunto l’obiettivo di fare parlare dell’AIS) campagna pubblicitaria le due alle estremità sono state cassate, quindi via la bambola gonfiabile e il tastevin, e sono state confermate le tre centrali con la ragazza morettina che sta bene con il claim adottato: Credevo che la verticale fosse un esercizio per tonificare i glutei. Come a dire: Non ci capisco una ceppa di vino e vado all’AIS per capirci. Totalmente opposto al messaggio del buongusto che acquista senso passando da headline a pay-off.

Forse sarebbe meglio deporre le armi considerati gli “infortuni” a ripetizione su questa ragazza, che avrà un gran mal di testa a furia di sentire fischiare le orecchie (e speriamo che l’AIS le regali un corso sempre che non preferisca bevande analcoliche), e iniziare a dedicarsi ai grandi temi del vino che a detta di qualcuno giacciono nel dimenticatoio (ricordando che l’obbligo di verifica ricorre anche per chi cita semplicemente un’altra fonte!). E ovviamente accompagnare il granchio con lo champagne.

P.S. Per caso questa sottostante è la vera nuova immagine dell’AIS? Apri i tuoi occhi, guarda la mano, rispondi se il calice è di rosso o di bianco e se è sbagliata la posizione correggere testo. Corsi/Appuntamenti per imparare 😉

38 Commenti

  1. In ogni caso è bizzarro come un vestitino nemmeno troppo striminzito, come lo indossano migliaia di ragazze normalissime, venga accostato a “veline” e simili.

  2. Open your ais????? Ma non possono fare uno slogan in italiano senza ricorrere a questi giochetti? Poi dici che la ragazza tiene in maniera errata il bicchiere……..

  3. Comunque è sbagliato l’abbinamento: con la carne difficile che vada bene il bianco. O no? Mi vien proprio da ridere :-D)

  4. ha risposto a nico aka tenente Drogo: …per me è una pubblicità non certo bellissima ma divertente, dove il senso dell’umorismo deve prevalere sull’ortodossia di regime …non avevo dubbi che avrebbe sollecitato la reazione del bacchettonume che attanagliava la “nostra” associazione da un pò di tempo, soprattutto nei signori e signore di mezza età…

  5. ha risposto a laura rangoni: …”Ho preso un granchio? Ci abbinerò Champagne!”… Mi ha fatto molto ridere, complimenti per lo spirito e la giusta leggerezza per sdrammatizzare una polemica inutile. 😉

  6. ha risposto a vinogodi:
    ma quale reazione bacchettona
    è di cattivo gusto, dai

    i bacchettoni semmai sono quelli che si scandalizzano se Rocco fa la pubblicità alle patatine (quella inveec è spiritosa e ironica, roba che manca del tutto a questa qui)

  7. Questa pubblicita’ non fa altro che attirare determinate categorie di persone. C’è da dire che gia’ tantissime donnine di dubbia moralita’ travestite da mamme si iscrivono a questi corsi con la speranza di imbastire qualche storia con insegnanti, tradire i loro mariti e magari mandare all’aria il loro matrimonio !

  8. ha risposto a jessie:
    Salve Jessie,
    Non ho mai letto tante fesserie concentrate in sole 2 righe!!!
    Organizzo corsi AIS da circa 15 anni, prima come assistente ora come direttore di corso. Inoltre insegno ( noi ci facciamo chiamare “relatori” ) in tutto l’Abruzzo e volevo dirti alcune cose:
    1) “questi corsi” come li chiami tu banalizzandoli e confondendoli con molti corsi “scapoli-ammogliati”, sono, in realtà, corsi per qualificazione professionale diretti ad addetti dei lavori e quindi camerieri, barman, maitre

  9. SEGUE…
    d’Hotel ecc. Certo ci sono anche gli appassionati, mica siamo una setta. Noi cerchiamo di dare le “basi” a chi si approccia col vino, alla fine dei 3 corsi ognuno segue la sua strada; Daniele Cernilli e Alessandro Bocchetti ha hanno fatto i ns corsi e poi hanno “approfondito” con esperienze dirette e personali fino ma diventare quello che sono: cioè 2 “fenomeni”.
    Noi non formiamo scienziati nucleari ma cerchiamo di fare capire cosa c’è dentro una bottiglia: molte volte ci riusciamo, a volte no.
    2) nei miei 15 anni di relatore in giro per regioni ad insegnare non ho mai riscontrato quel genere di donne che lei da per certo essere presenti da noi. Mai vista neanche una. Se lo vuole pensare, mi sta bene ma descriverlo come ha fatto lei mi sembra un chiaro esercizio di pressappochismo…
    Ad Aprile a Pescara partirà un 1^ corso AIS dove potrà venire a constatare il livello dei ns corsi ed il livello dei partecipanti. Naturalmente sarà mia ospite

  10. ha risposto a jessie: Vabbe’ però questo succede anche ai corsi di Tango o di ceramica, nel 2012 mi pare eccessivo scandalizzarsi per questo tipo di costumanza.

    • Sembra, mi dispiace deluderla che forse proprio nel 2012 sia tornato di moda vivere con un minimo di decoro! I corsi di tango e ceramica sono simili a quelli da sommelier, ma pensa! e io che credevo che gli ultimi volessero dare una qualificazione professionale! Forse mi sbagliavo!

  11. ha risposto a jessie: Poi guarda che anche le mamme hanno diritto di trombare, soprattutto se i mariti non se le filano. Ammesso che sia vero quanto sostieni, non ci trovo niente di male nell’attrezzarsi e nel contempo imparare a distinguere un bicchiere di vino da un tè freddo. Due piccioni con una fava. ah!ah!!!! P.S io non sono mamma.

    • Forse quando finalmente decideranno di istituire l’albo dei sommelier e diventare sommelier sara’ una cosa alquanto complicata e professionale e non da tutti, allora in questi corsi l’unica cosa che restera’ da fare sara’ proprio trombare!

  12. ha risposto a Cristiana Lauro:
    Zero. A Pescara non si rimorchia ai corsi AIS.
    Siamo un pò all’antica: cenetta al locale giusto, lume di candela e Sassicaia…..
    In Abruzzo ci “accontentiamo” di piccoli gesti.
    Mai stata da noi? :-))

  13. LETTERA APERTA ALL’ASSOCIAZIONE ITALIANA SOMMELIERS (A.I.S.)

    Caro Delegato,

    sono una persona interessata a fare il corso di sommelier e scrivo per chiederti delle informazioni a proposito.
    Alcuni dei miei amici hanno frequentato il corso di sommelier e dopo aver assistito ai 3 livelli mi hanno raccontato che sono accaduti dei fatti e che si sono venute a manifestare delle situazioni poco chiare e del tutto imbarazzanti per la Delegazione e la medesima Associazione Italiana Sommeliers.
    Alla luce di quanto mi hanno detto, prima di iscrivermi preferisco sollevare alcune domande per poter disciogliere le mie inquietudini e allo stesso tempo dissipare tutti i dubbi e le incertezze che sono state generate.
    Quello che a me piacerebbe sapere é quanto segue:

    1. ASSENZA SEDE FISICA: mi é stato riportato che non esiste una sede física della delegazione, nel senso che il corso viene dato in hotels o strutture similari senza che ci sia nessuna sede che identifichi la Delegazione che rappresenta l’Associazione Sommeliers Italiana; pertanto, questo denota una carenza molto grande visto che trattandosi di una associazione che dovrebbe impartire cultura enogastronomica a livello nazionale, risulta essere quasi inverosimile che non abbia una sede fisica come suole essere logico quando si parla di istituzioni che elargiscono servizi di istruzione al pubblico; inoltre, la domanda che sorge spontanea é la seguente: non avendo una sede fisica, non è materialmente possibile che possa mettere a disposizione dei corsisti una biblioteca tematica e settoriale sui temi principali del corso di sommelier, vale a dire enologia, enogastronomia, gastronomía, degustazione, servicio del vino, ecc. Risponde a veritá quanto mi é stato riportato dai miei amici?

    2. BASSA QUALITÁ DIDATTICO-ACCADEMICA: mi é stato detto che i relatori che impartiscono le lezioni e i degustatori che dirigono le degustazioni dei vini non sono sufficientemente preparati in quanto non in possesso di titoli di studio accademici (laurea triennale o laurea magistrale) pertinenti alla tematica trattata durante le lezioni; altresí, il livello di competenza linguistica italiana della loro esposizione non solo non é eloquente, bensí é poco comunicativo e pieno di errori a livello orale (quando parlano) e scritto (nelle diapositive). É vero quanto mi é stato detto dai miei amici?

    3. FUNZIONALITÁ DELEGAZIONE E ASSOCIAZIONE LIMITATA: mi é stato comunicato direttamente che non serve quasi a niente pagare la tessera annuale perché non ci sono agevolazioni o vantaggi di cui usufruire; addirittura, alcuni dei miei amici smetteranno di pagare la quota associativa il prossimo anno (2015) in considerazione del fatto che ormai sono stanchi di pagare per niente visto che non vengono mai organizzati eventi o manifestazioni degne di questo nome e per tutto il resto possono arrivare gli inviti a partecipare, ma si tratta solo ed unicamente di pagare di nuovo per far parte di un gruppo che fará una visita ad una cantina o si siederá attorno ad un tavolino a degustare vino. Si tratta di qualcosa di riscontrabile quanto mi é stato comunicato dai miei amici?

    4. POSSIBILITÁ LAVORATIVE INESISTENTI: mi é stato dichiarato spudoratamente che non esiste nessuna possibilitá lavorativa alla fine del corso di sommelier perché la Delegazione Provinciale e l’Associazione Italiana Sommeliers a livello nazionale sono totalmente sconnesse e non in contatto con i maggiori interlocutori lavorativi del mondo del vino come per esempio: ristoranti, hotels, vigne private, cantine sociali, agriturismi, ecc. Perció fare il corso di sommelier viene a categorizzarsi come un’attivitá dedicata a coltivare una passione od a mantenere vivo un proprio hobby, fatto che dá molto da pensare, dato che se una persona vuole mantenere una passione lo puó fare come autodidatta a casa sua e lo puó fare spendendo molto meno di quanto viene chiesto per i 3 livelli del corso di sommelier. Quanto dichiarato dai miei amici é vero o falso?

    In conclusione, caro delegato che cosa mi suggerisci:
    • iniziare il mio percorso formativo come sommelier dato che tuttoció che mi é stato evidenziato non risponde totalmente alla veritá
    • o mi consigli vivamente di rimanere fuori da questo ambiente viziato e malsano come mi hanno detto i miei amici
    Sperando di aver fatto cosa buona e giusta nell’averti manifestato tutti i miei dubbi e le mie perplessitá, rimango in attesa di una tua pronta risposta.
    Un caro saluto.

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