Nazionalismi. Ma voi, fareste a botte per difendere la cucina italiana?

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In fatto di orgoglio nazionale, si sa, i francesi, non sono secondi a nessuno (possiamo concedergli, al massimo, un ex aequo con gli Stati Uniti e le isole britanniche). E la cucina, è altrettanto noto, è un tassello importante dell’identità transalpina. Un certo De Gaulle lamentava quanto fosse difficile governare un paese con 400 tipi di formaggi diversi.

Le specialità regionali sono motivo di vanto e orgoglio e consolidano il sentimento di appartenenza ad una comunità. Ci sono paesi che si identificano con un piatto, come Castelnaudary, nel Sudovest della Francia, vicino a Tolosa, autoproclamatasi “capitale del cassoulet”.

Il cassoulet è una di quelle ricette popolari la cui origine si perde nella notte dei tempi. Una micidiale bomba di proteine e grassi a base di salsicce, fagioli, cotenna di maiale, oca. Il tutto cotto, appunto, in una casseruola (stretta la parentela con la nostra cassoeula).

E ora immaginate un inglese in visita a Castelnaudary, nella piazza del mercato, mentre cerca di convincere i francesi che il cassoulet è in realtà una specialità britannica, esportata nel continente ai tempi della guerra dei cento anni.

Un intrepido attore, ripreso in una candid camera, ha compiuto l’esperimento, mettendo a rischio la sua incolumità personale!

Godetevi il filmato. Ma con una domanda. Anche voi di fronte, che so, a un tedesco che afferma risoluto la che la matriciana è germanica o a un russo che rivendica la paternità del risotto alla milanese, sareste capaci di venire alle mani per difendere il prestigio nazionale?

[Foto: larnaudie.com]

18 Commenti

  1. No io non farei a botte per difendere un piatto italiano. Mi arrabbierei sicuramente in una situazione simile ma non farei a botte. Pur conoscendo i francesi abbastanza bene, devo dire che la scena mi ha scosso un po’… La butto là: superiorità italiana?

  2. Rispondo alla domanda finale: ma figurati se mi può venire in mente di discutere con un tedesco che rivendicasse la paternità dell’amatriciana. Non è tra le mie priorità. Al massimo potrei valutare l’opzione di una scafetta, ma solo dopo aver gonfiato come un supertele il 90 % dei ristoratori romani che hanno il coraggio di definire amatriciane quelle schifezze che portano ai propri clienti.

    • ha risposto a Fabio Spada: In questo sta la nostra differenza: siamo più pronti all’autocritica che all’attacco. Una forma di grandezza che però ci impedisce a volte di far valere la nostra identità e di tutelare i nostri interessi nel mondo. La prima “pulsione” per un francese, e il video conferma, è rivendicare la sua “francesità”… Se ce l’avessimo noi un po’ di questa voglia di affermarci… se la smettessimo di sbandierare ai quattro venti i nostri problemi… -:(

      • ha risposto a Alessandra D.:
        Pensa che la vedo esattamente al contrario, a forza di ritenere che siamo meglio noi, che alla fine semo sempre i migliori che nessun popolo ci può insegnare nulla, siamo ridotti a quello che siamo. E comunque voleva solo essere un commento leggero ma ormai tutti cercano una metafora della realtà italiana in qualsiasi cosa accada.
        Il cane del mio vicino oggi ha fatto i bisogni su una fioriera diversa dalla solita ad esempio, se può interessare.

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