Nazionalismi. Ma voi, fareste a botte per difendere la cucina italiana?

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In fatto di orgoglio nazionale, si sa, i francesi, non sono secondi a nessuno (possiamo concedergli, al massimo, un ex aequo con gli Stati Uniti e le isole britanniche). E la cucina, è altrettanto noto, è un tassello importante dell’identità transalpina. Un certo De Gaulle lamentava quanto fosse difficile governare un paese con 400 tipi di formaggi diversi.

Le specialità regionali sono motivo di vanto e orgoglio e consolidano il sentimento di appartenenza ad una comunità. Ci sono paesi che si identificano con un piatto, come Castelnaudary, nel Sudovest della Francia, vicino a Tolosa, autoproclamatasi “capitale del cassoulet”.

Il cassoulet è una di quelle ricette popolari la cui origine si perde nella notte dei tempi. Una micidiale bomba di proteine e grassi a base di salsicce, fagioli, cotenna di maiale, oca. Il tutto cotto, appunto, in una casseruola (stretta la parentela con la nostra cassoeula).

E ora immaginate un inglese in visita a Castelnaudary, nella piazza del mercato, mentre cerca di convincere i francesi che il cassoulet è in realtà una specialità britannica, esportata nel continente ai tempi della guerra dei cento anni.

Un intrepido attore, ripreso in una candid camera, ha compiuto l’esperimento, mettendo a rischio la sua incolumità personale!

Godetevi il filmato. Ma con una domanda. Anche voi di fronte, che so, a un tedesco che afferma risoluto la che la matriciana è germanica o a un russo che rivendica la paternità del risotto alla milanese, sareste capaci di venire alle mani per difendere il prestigio nazionale?

[Foto: larnaudie.com]

 

 

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