Vini naturali. Anche quest’anno Tiziana Gallo ha offerto l’opportunità di incontrare la maggior parte dei produttori di questa categoria vini (e con essi biologici, biodinamici e non solo) e soprattutto di degustarne i prodotti. Rappresentate praticamente tutte le regioni d’Italia, con proposte a volte decisamente eccellenti quanto poco conosciute, la manifestazione Vini Naturali a Roma ormai è diventata punto di riferimento e di confronto per appassionati e addetti ai lavori di questo settore nella cornice sempre suggestiva di Via della Conciliazione e di Piazza San Pietro.

Infatti, l’attenzione dimostrata dal pubblico sia questa volta sia negli anni precedenti è di tutto rispetto: a metà del pomeriggio di sabato tutte le sale erano affollate e gli ospiti continuavano ad arrivare, segno di curiosità ma anche di passione e riconoscimento per una realtà in crescita qualitativa e quantitativa. Oltre 50 produttori con almeno 200 diversi vini hanno disegnato un ritratto “bioenologico” dell’Italia vinicola veramente interessante e a volte insospettato, come si vedrà dalle segnalazioni esito dei nostri assaggi.

C’è una sorta di gusto ritrovato nel “ fil rouge” che accomuna le scelte produttive e di vinificazione degli attori che hanno proposto le loro realizzazioni: una piccola “recherche” del vino che porta i più adulti fra noi a ricordare il gusto dei vini prodotti dai nostri nonni che sicuramente non disponevano dei grandi mezzi tecnologici di oggi ma avevano una grande capacità di cogliere i frutti della vigna, seppure per soddisfare bisogni primari piuttosto che sollecitare il gusto con sapori diversi e sorprendenti. Ma la sorpresa più grande, almeno per noi, è stata di scoprire che moltissimi tra i produttori, e in particolare quelli più audaci e intriganti, sono giovani e giovanissimi, chiaro indicatore della volontà di proporre all’assaggio nuove interpretazioni di vitigni conosciuti e consolidati: nebbiolo, corvina, sauvignon, sangiovese, syrah,malvasia, fiano, primitivo, nerello, carricante, cannonau, spesso con abiti nuovi e aromi tipici, riconoscibili ma non enfatizzati. Ne riportiamo alcuni esempi che sono veramente una gioia per il palato.

E pazienza se a volte l’eccessiva naturalità del vino, vale a dire ad esempio l’assenza o quasi di anidride solforosa, può indurire il primo impatto coi vini e far alzare il sopracciglio: tempo qualche minuto e il quadro gustativo si ricompone e trova il suo equilibrio, rendendo gradevoli anche piccole imperfezioni, purchè non degradino nella difettosità.  Ma fortunatamente, negli anni, la selezione dei vini naturali posti alla nostra attenzione, è migliorata enormemente, al punto che è molto più difficile trovare vini “difettati” secondo i parametri organolettici classici .

Ma passiamo ai vini e scopriamo insieme i piccoli grandi pregi della degustazione.

I migliori vini naturali

      1. Arpepe (Lombardia – Valtellina) – Rocce Rosse 2001– Leggera nota di sottobosco, mineralità e sentori fumè, frutti di bosco e speziatura, fanno di questo vino quasi un danzatore abilissimo. 4 scatti e 1 secchio
      2. Arpepe (Lombardia Valtellina) – Ultimi Raggi 2004 – Volutamente un “non sforzato”, nel senso che qui l’appassimento è su pianta e non nel fruttaio; e la differenza si sente: le note di frutta matura sono decisamente poco presenti, ed il vino è giocato tutto su frutto croccante , spezia e bevibilità. 3 scatti e ½ e 1 secchio
      3. Bonavita (Sicilia) – Faro Rosato 2011 –  Il sottotilo potrebbe essere “Non solo Etna”.Giovanni Scarfone, ci ha fatto capire che con i due nerelli (mascalese e cappuccio)  si possono fare grandi vini anche nel messinese.  E perché no , anche con il rosato, che oltre alle note tipiche floreali e di rosa, chiude con delicate note di mela deliziosa. 3 scatti e ½ e 1 secchio
      4. Bonavita (Sicilia) – Faro 2006 – Leggera  nota sottobosco, spezia , mineralità, complesso e fresco allo stesso tempo, di grande piacevolezza. 4 scatti e 1 secchio
      5. Camillo Donati (Emilia Romagna) – Sauvignon 2008 – Grande struttura , ma anche tanta freschezza per questo sauvignon dai toni molto minerali e balsamici sul finale, da abbinare con piatti  elaborati.  3 scatti e ½
      6. Castel Noarna (Trentino) – Nosiola 2010 – Finalmente anche la nosiola, viene da dire subito dopo l’assaggio. Mineralità, agrumi e tipico sentore di nocciola anche sul finale, insieme a bevibilità ed eleganza, caratterizzano questo prodotto trentino.  3 scatti e 1 secchio
      7. Ciro Picariello (Campania) – Fiano 2007 – “Questo è un Fiano”  sono state le nostre parole appena finito di deglutire. Note di camino spento e fumè, nocciola e mandorla, fiori secchi e spezia, erbe aromatiche e agrume, insieme a struttura , eleganza e freschezza fanno di questo vino un autentica meraviglia.  4 scatti
      8. Emidio Pepe (Abruzzo) – Montepulciano 2000 – Leggera nota di sottobosco, note eteree e fruttate, pepe e piccola nota selvaggia, tannino perfetto e tanta polpa, acidità ed armonia fanno di questo vino un esemplare di riferimento per il Montepulciano, realizzato, non a caso , da uno dei padri del Montepulciano d’Abruzzo. 4 scatti
      9. Maso Furli (Trentino) – Sauvignon 2010  –  Fermentato per il 50% in botte grande e per il 50% in acciaio, si presenta “pietroso” e balsamico, con tanta materia corredata da acidità e profondità di beva,  nonostante una perdonabile leggera nota alcolica . 3 scatti
      10. Monte Dall’Ora (Veneto) – Valpolicella 2011 –  Azienda con storia recente, ci ha conquistato con i suoi vini. Il Valpolicella base anteprima 2011 ha delle note di prugna fragrante e finale speziato, con bevibilità altissima. 3 scatti e 1 secchio
      11. Monte Dall’Ora (Veneto) – Amarone Riserva Stropa 2004 – Minerale, speziato , con note di frutta secca e frutti di bosco, non ci fa percepire nessun sentore pesante di appassimento, ma tutt’altro. Freschezza ed eleganza, insieme ovviamente a tanta polpa. 4 scatti
      12. Morella (Puglia) – Fiano Mezzogiorno 2010 – Un fiano importato dalla Campania ed impiantato in Puglia con risultati veramente sorprendenti; mineralità , grande struttura, nota fumè e di camino spento e nocciola sul finale, con grande impatto olfattivo e gustativo. 3 scatti e ½
      13. Morella (Puglia) – Primitivo La Vecchia Signora 2007 – Realizzato da una singola vigna. Note salmastre e iodate, liquirizia e tabacco. Avvolgente e profondo. Tanta polpa ma molto elegante. 4 scatti
      14. Pievalta (Marche) – Verdicchio Pievalta 2010

        Un Verdicchio molto tipico con note di mallo di noce, pesca ed un finale balsamico. 3 scatti e ½ e 1 secchio

      15. Poderi Sanguineto (Toscana) – Rosso di Montepulciano 2010 – Dora e Patrizia, due signore energiche e determinate hanno dato vita ad una serie di vini d’autore.  Grande eleganza per il loro vino base , fruttato e speziato, elegante e , vivaddio, di grande bevibilità . 3 scatti e 1 secchio
      16. Poderi Sanguineto (Toscana) – Nobile di Montepulciano Riserva 2007 – Mineralità , cuoio, tabacco , grande tannino, complessità ed eleganza. Finale speziato e di lampone. 4 scatti
      17. Stefano Amerighi (Toscana) – Syrah 2009 – Un depliant in francese sul tavolo, in realtà posto là per errore, è stato un presagio di un Syrah che evoca fortemente il Rodano. Pepe e grafite in primo piano , beva profonda e avvolgente, frutti di bosco e prugna. Grande eleganza. Complimenti a questo ragazzo per aver creduto nel progetto. 3 scatti e 1/2
      18. Stefano Amerighi (Toscana) – Syrah Riserva 2008 –  Spezie e pepe in primo piano. Grande struttura , pieno e con tannino perfetto. Persistente e di enorme equilibrio. 4 scatti
      19. Val Cerasa (Sicilia – Etna) – Etna Bianco 2009 -. Con uve carricante al 100%, e grande nota vulcanica di cenere e grafite, stupisce per profondità di beva e persistenza con note finali di frutta secca e spezie.  3 scatti e ½
      20. Zidarich (Friuli – Carso Triestino)  – Prulke 2009 – Benjamin Zidarich, uno tra i maggiori interpreti della Vitovska, vitigno autoctono del Carso, ha dato vita ad un vino capolavoro, realizzato con 60 % Sauvignon, 20 %Vitovska e 20 % Malvasia, 2 anni di affinamento in botte grande. L’ingresso è in bocca è in punta di piedi, ma dopo un attimo il vino conquista tutto il palato e ci regala una grande armonia , con note minerali ed agrumate, e con struttura ed eleganza. 4 scatti

(Maurizio Valeriani e Carlo Bertilaccio)