Dovrebbe essere amore e non telenovela, ma dopo aver letto la newsletter di Paolo Marchi più che di intesa e di ritrovato accordo si dovrebbe parlare di armistizio o di pace armata. Paolo Marchi è andato al Trussardi alla Scala a cena e vi ha (ri)trovato Andrea Berton.

Tutto normale quindi? Sì o forse ni. I piatti sono più che ottimi, annota Marchi, ma qualcosa è successo. Copio e incollo il testo (che non ho ritrovato sul suo blog), ma soprattutto vi invito a seguire il link che inserisce a fine testo. Penso che rabbrividirete.

Ieri sera, poche ore fa, ho fatto qualcosa che sarebbe stato normale fino a fine febbraio e ora meno: sono andato a cena al Trussardi. Tutto poco normale perché vi ho (ri)trovato Andrea Berton. Praticamente assente per l’intero mese di marzo, tra il sospeso e il vacanziero, lontano dai suoi fornelli senza una motivazione ufficiale, Berton è di nuovo lì come se nulla fosse successo, è un fior di professionista e si comporta come tale e io ho mangiato tre piatti più che ottimi, genialmente gustosi.

Però qualcosa è, comunque, successo e per quanto tutto funzionasse, per quando la cucina fosse in forma e la sala girasse davvero bene, tutti attenti e solerti, uno si chiede sempre cosa accadrà più avanti, dopo l’estate ad esempio. E’ un po’ come in una coppia dopo il primo tradimento: due possono pure decidere che non è accaduto nulla e ripartono di slancio, ma quanto dura per davvero senza che il passato torni a galla e alla lunga tutto si sfasci?

Milano dovrebbe tenersi ben stretta posti come il Trussardi carrozzato Berton. Non esistono cento indirizzi altrettanto alti che uno in più o uno in meno poco cambia. I milanesi e chi viene a Milano farebbero bene a chiedersi cosa c’è nelle cucine di tanti posti normali, quelli che spacciano tradizione e “conti onesti”. Spesso sono come quei tappeti che basta alzarli e rabbrividisci. Leggere per favore qui.

Paolo Marchi

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