Il ministro Fornero senza dubbi: l’Italia migliore è quella del baroloTempo di lettura: 2 min

Chirac vs Sarkozy, non c’è partita per gli elettori francesi o almeno per una parte del mondo della produzione agricola e soprattutto vitivinicola. Meglio il gourmet Chirac. Nicolas Sarkozy ha provato a scrollarsi di dosso l’immagine del “bevitore d’acqua impenitente” (come hanno rivelato i rapporti di Wikileaks) ed è volato tra le vigne di Vouvray, nella regione del Centro bagnando le labbra in due bicchieri di Chenin Blanc del 2008 e del 1990. Tutto a favore di telecamere e dei giornali della sera, hanno lamentato su la Nouvelle Republique, e il dubbio è arrivato non tanto dall’attenzione prestata dal Presidente uscente ai segreti della champagnizzazione quanto sul mancato brindisi con i vigneron dei cui problemi vuole manifestarsi interessato.

Da quest’altra parte delle Alpi non siamo in corsa per le elezioni, ma il ministro Elsa Fornero è tra i membri dell’esecutivo italiano sicuramente il più gettonato per i progetti lacrime (sue) e sangue (altrui). Ebbene il ministro ha elogiato l’Italia che funziona dei grandi vini e segnatamente dei barolisti (si era all’asta del Barolo) come riporta Luciano Ferraro su DiVini.

“Sento sempre storie un po’ angosciose: imprese che chiudono, lavoratori in cassa integrazione o in mobilità  – ha detto il ministro -. Oggi, invece in una zona bellissima si impara che ci sono territori che funzionano per la qualità delle terre, ma anche e soprattutto per quella delle persone, per la capacità di creare imprese magari piccole, ma vitali e che riescono ad essere competitive nel mondo. Ogni territorio italiano deve trovare la sua strada nelle produzioni di alta qualità e mi auguro che il successo di queste terre possa essere replicato”.

Bum, gioia dei presenti che non avevano mai visto un ministro all’asta e che hanno interpretato la sua apparizione come un segnale di interesse per il settore. Non ci sono note su eventuali brindisi del Ministro del Lavoro nè foto che la ritraggano a carpire profumi da un calice con il super sommelier Luca Gardini.

Ma le aziende che partecipano all’Accademia del Barolo (Azelia, Michele Chiarlo, Conterno-Fantino, Damilano, Poderi Luigi Einaudi, Gianni Gagliardo, Franco Martinetti, Monfalletto – Cordero di Montezemolo, Pio Cesare, Prunotto, Luciano Sandrone, Paolo Scavino, Vietti e Roberto Voerzio) avranno da ricordare questa asta del 2012.

[Link: corriere,it, lanouvellerepublique.fr]

2 Commenti

  1. Si, si tutte chiacchere… Chiedete ai produttori di vino di qualità quanto e quale aiuto hanno avuto dalla politica e dalle istituzioni….

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