La disfatta dell’aperitivo chicchissimo all’Armani Hotel di MilanoTempo di lettura: 2 min

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Ieri sera mentre la gente emiliana esibiva tutta la dignità e il coraggio di cui è fatta, la mia quotidianità mi imponeva di distrarre un’amica da un pensiero incombente. Ritagliare un’ora al tramonto per quelle chiacchiere leggere che ogni tanto ci regaliamo per sorridere di noi. Proviamo l’aperitivo al nuovo Armani Hotel? Detto, fatto.
Armani ha lavorato al suo Hotel per quello che mi è sembrato un numero infinito di anni. Pare anche che se volate con un elicottero sopra il centro di Milano (vi capiterà nel tragitto casa-ufficio-casa di fare un cambio dalla linea 3 all’elicottero prima di salire sul passante….o no?) si nota che la “lounge” di vetro agli ultimo piano forma una A…
Ma per andare in paradiso si entra da una “concept hall” buia e solitaria, unico elemento umano una gentile signorina che vi guida all’ascensore, il paradiso è su!
Sono un po’ vecchio stile, non ho nemmeno viaggiato tanto, ma nel mio immaginario di viaggiatrice di lusso la hall di un albergo a “5stelle +L” deve essere un brulicare di sorrisi, e non l’antro di Caronte.
Saliamo e le porte si aprono sui tetti di Milano.
Arredamento minimal ovviamente. Ma, una considerazione personale… se tutto gira intorno alla vista mozzafiato perchè i divani danno le spalle alla vista? Tavolini giganteschi, tra i divani, per entrare o se devi incipriarti il naso, devi far alzare tutti ogni volta.

Dopo 15 minuti qualcuno prende l’ordinazione. Ci portano il “finger food”: olive, parmigiano tagliato a parallelepipedi (talmente sudato da dichiarare tutto il tempo che è stato abbandonato su quel vassoio), frutta secca, ciliege, focaccia. Dopo 30 minuti delle mozzarelle ciliegine con pomodorini. Potremmo avere la nostra ordinazione? Arriva.

Dopo 10 minuti le trofie al pesto dello chef: un pesto nero, che offende chi l’ha preparato e chi lo deve mangiare.

Sophisticated beauty style Armani? Non credo che il signor Armani approverebbe.

Portano il conto, la signorina lo butta sul tavolo senza guardare i miei occhi che cercano di trasmetterle che vorrei pagare io. Non posso uscire dalla mia posizione tra divano e tavolino, mi tocca scavalcare uno degli arredi e strappare di mano il conto alla mia amica…

L’immagine è sufficiente, o ci vorrebbe anche un po’ di sostanza dietro alle stelle?

[Maria Greco Naccarato]

4 Commenti

  1. Ma quando ci danno da mangiare m…a (dalla descrizione fatta l’associazione è istintiva) e si viene trattati come (indovinate come?)… è obbligatorio pure pagare?

  2. che delusione, da Mr. Armani non me l’aspettavo. il quadro cmq corrisponde pienamente alla grande maggioranza degli aperitivi ex-chic milanesi. basta andare all’ex snobissimo Bar Bianco, dove per 8 euro ti danno un cocktail annacquato in un bicchierINO di plastica, la zona buffet è un orrida scomoda vetrinetta coi vetri scorrevoli che se prendi una cosa tu seghi il braccio a quello accanto, e se la sfiga vuole che piova, il tendone non è sufficiente a coprire i tavoli e l’acqua vi gocciola in mezzo.

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