Tutto iniziò al Bikini, o almeno si rivelò in tutto il suo splendore comunicativo. Francesco e Salvatore Salvo in tenuta da Pizzaioli Star Trek pronti per la missione della conquista del mondo gastrostrippato a suon di margherite e, soprattutto, di pizze fritte.

Per chi non li conoscesse, Francesco è la mente economica e ci mette la testa, Salvatore è il pizzaiolo e ci mette la faccia da supereroe con mascella volitiva e fisico bestiale (che si rumoreggia abbia conquistato più di qualche gastroappassionata). Sia ben chiaro, dalla Pizzeria Salvo da tre generazioni di San Giorgio a Cremano (unica sede e solo casi di omonimia per sottolineare l’unicità) escono tra le migliori pizze del globo terracqueo. E poi Salvatore ha uno stupendo vizio: in trasferta porta a passeggio le sfogliatelle di Attanasio che sarebbero capaci di far sanguinare il cuore anche al più crudele degli aguzzini.

Al Bikini qualche settimana fa, il noto gastrofighissimo Giorgio Scarselli, amante della costiera sorrentina e del ragù, ha dato vita all’incontro di natura propositiva del web (e non solo) magnatorio: la danza dell’estate con un invito al sole ad uscire per benedire l’inizio della bella stagione e dei tuffi all’ombra delle palme. Ovviamente, mangiando. Pizza.

Confesso, ho sgranato gli occhi nel vedere la divisa stellare dei Fratelli Salvo e avrei voluto scrivere subito una puntata del Marziano a Vico Equense anche perché la pizza è stellare già quando la sfornano in giro per l’Italia figuriamoci a casa loro. Una strategia di immagine forte, fortissima, qualcuno potrebbe dire un po’ kitsch, sì, forse kitschettina. Ma non ve li dimenticate più soprattutto se sono lì con l’aiuto-pizzaiolo che indossa la maglietta con l’indirizzo web messo per verticale. Lapo Elkann al confronto con il loghetto della 500 è un infante.

E ora i Fratelli Salvo ci regalano un’infografica che mette a tacere ansa centimetri! Fantastica, un prontuario per riconoscere la pizza fatta bene e che potrà essere usata da tutti per porre le domande fatidiche alla pizzeria appena scovata.

Vediamo quali rivolgere:

Quanto è debole la farina? Risposta esatta: se riuscite a fare l’impasto con 2 parti d’acqua e una di farina allora vi chiamate Gabriele Bonci e non fate la pizza napoletana. Altrimenti potrei scommettere che state usando la farina del pizzaiolo per antonomasia e dovete dichiarare il colore.

Quale pomodoro usate? Risposta esatta: quello coltivato a mezza altezza sulle pendici dei Lattari che guardano verso il Vesuvio e quello che di fronte dal Vesuvio guarda Corbara. In mezzo c’è solo il cipollotto di Nocera.

Olio? Risposta esatta: mica crederete che quello imbottigliato e che vi ciucciate sulle vostre insalate dietetiche sia quello giusto? Noooooooo, serve uno dei 7 (set-te) oli campani superpremiati e pluripremiati. Il che vuol dire che se vi siete arrampicati sulla balza sbagliata oppure, orrore, avete un olio toscano o del Garda state commettendo un errore, peggio un delitto. Doloso.

Latticini e formaggi? Risposta esatta: Golino&Bellopede. A prescindere che si chiamano Bellopede&Golino (dai, un correttore di bozze ci mancava), tutto il mondo sa che sulla pizza ci va il fiordilatte e non la mozzarella di bufala. E’ uno di quei casi in cui l’evoluzione è tipo quella dovuta a radiazioni e inquinamento. Produce mostri.

Vino? Risposta esatta: mica quello locale della casa, ma almeno 28 (ven-tot-to) etichette tra le migliori. Se pensavate che il Gragnano frizzante facesse al caso vostro sulla pizza d’ordinanza, sappiate che vi mancano altre 27 etichette.

Birra? Risposta esatta: smettetela con il peroncino sfigatissimo che riporta alla mente il ricordo della canottierina della salute di Verdone che scende dalla Svizzera al volante dell’Alfasud. Avete bisogno di scegliere tra più di 39 (tren-ta-no-ve) birre artigianali italiane che potranno essere incrociate con le 157 varietà di pizza proposte.

Ragazzi, ma io pensavo di andare a mangiare una pizza buona come quella sfornata a Festa a Vico durante e dopo il seminario La pizza, centimetro per centimetro. La tradizione, molecola per molecola. Mica di farmi un cicchetto con il Signor Spock! Anche se, sono sicuro, la pizza dei Fratelli Salvo mi farà volare 🙂

1 commento

  1. A parte l’estrema competenza nel mestiere e la grandissima disponibilità al confronto – dimostrata da Salvatore in persona con cui ho avuto il piacere di dialogare in diverse discussioni sui blog cui ha preso parte – mi stupiscono anche perché io non sopporto i siti internet con musica, però entrare nel loro e sentire ‘A pizza c’ ‘a pummarola cantata da Aurelio Fierro è veramente una goduria!

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