Sappi che se in Giappone praticassi il body sushi la polizia avrebbe da ridire

Il body sushi o naked o nyotaimori non è una tradizione della cucina giapponese. La donna vassoio è stata inventata a fini commerciali

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Avete sempre pensato che lo Nyotaimori, più o meno la presentazione del corpo resa famosa da Samantha in una scena di Sex & The City, fosse una tradizione giapponese per gustare al meglio il sushi? Convinti che fosse una di quelle pratiche che congiungono felicemente anima, eros e cibo da mille anni a questa parte?

Bene, anzi, male. Non è così. Dopo che la pratica mangereccia è sbarcata a Roma, rendendo famoso il ristorante Yoshi di via Ostiense 64 in cui ci assicurano dal sito che è tutto regolare, igienico ed è vietato dare un’aggiustatina al vassoio umano, l’Ambasciata Giapponese attraverso l’ufficio culturale ha preso carta e penna e si è un attimo risentita con una lettera che fa sentire noi cibomani occidentali dei perfetti ignoranti.

«E’ stata divulgata a fini commerciali – si legge nella lettera – la leggenda metropolitana che servire pietanze di sushi o sashimi sul corpo di donne nude rientri nella cultura giapponese e tale convinzione è tuttora diffusa in alcuni Paesi esteri. Tuttavia non c’è assolutamente alcuna reazione con la tradizione e la cultura giapponesi. I comuni cittadini dotati di buon senso non hanno mai assistito a queste modalità di presentazione delle pietanze». E la lettera partita dalla sede diplomatica di Roma prosegue : «Qualora ci fossero in Giappone persone che influenzate dalle suddette leggende metropolitane diffuse all’estero si dedicassero a tali attività verrebbero tacciate di deviare dal senso comune e le autorità sanitarie e di polizia competenti chiederebbero conto di tali comportamenti». [Corriere della Sera]

L’indignazione della diplomazia giapponese diventa anche la nostra non fosse altro che è già complicatissimo maneggiare sushi e sashimi in un piatto di ordinaria amministrazione figurarsi se bisogna anche evitare di infliggere un colpo di bacchetta all’occhio di una modella. Tutelare le autentiche tradizioni gastronomiche giapponesi è una richiesta sacrosanta dell’Ambasciata Giapponese.

Ma allora, e non sono certo il primo a domandarmelo, perché non diffondere una bella lista di ristoranti giapponesi doc con tanto di timbro ufficiale? Paura di orientare il mercato e di creare qualche caso diplomatico con i ristoratori nippo-cinesi e di Hong Kong?

Nel frattempo, si potrebbe stendere una lista ad uso interno di pochi sushi-maniaci per evitare di andare dai falsi più clamorosi e mettere la salsa di soia nell’ombelico di qualcuno in nome di chissà quale simbologia.