E anche quest’anno le vacanze sono finite, la vita riprende il suo corso regolare e così anche il tram-tram quotidiano: traffico-lavoro-traffico-pranzo-traffico-palestra e così via.

Così, impigrito sul divano con birretta d’ordinanza poggiata sul bracciolo, lo squillo sinistro del mio iPhone mi ricorda un’altra abitudine da riprendere dopo sole e mare: Qwerty!

Sono contento di sentirlo questa volta “hey ciao brutto marzianaccio! Come stai? La lava era pulita quest’anno? Fatto bei bagni?” – “Poche chiacchiere Andrè, andiamo a magnà!” – “…ok!”.

Ancora non ero stato nella nuova sede dello storico mercato di Testaccio, che sarà anche non propriamente bello, ma, stando ai bene informati accoglie un certo Sergio Esposito che da un banchetto prepara dei panini da urlo.

Riesco a convincere Qwerty di far diventare la cena un pranzo e, dopo averlo pregato di ricorrere ad un travestimento a prova di casalinga testaccina, lo convoco al box n. 15 per l’indomani ad ora di pranzo.

Il mercato è affollato, stento a riconoscere Qwerty che per l’occasione ha deciso di interpretare il ruolo di un pensionato con coppola e bretelle. Ci avviciniamo al banco vetrina e la prima cosa che ci balza agli occhi sono i prezzi: 3 euro tondi tondi per fresche ciabattine generosamente infarcite dei capisaldi della cucina romana, prezzi più che popolari, non c’è che dire.

Strabuzziamo gli occhi davanti a trippa, picchiapò, allesso di manzo in bianco, polpette, salsicce e quant’altro quando Sergio, non inquadrandoci come habituè del suo streetfood-box, ci intima di assaggiare prima di tutto il panino con l’allesso di manzo (scottona) in bianco.

Neanche il tempo di eccepire, che la liturgia del panino è già iniziata: il pane viene leggermente imbevuto nel brodo, la carne viene tagliata e sfilacciata, quindi messa nel panino e condita con olio e sale. Una delizia, il morso della carne è quello giusto, il sapore intenso e diretto senza mediazioni, quel pane leggermente imbevuto è la ciliegina sulla torta di un panino tanto tradizionale quanto innovativo.

Non delude il secondo assaggio, polpette fritte e ciocorietta ripassata: la polpetta potrebbe essere stata preparata da una qualsiasi nonna italiana, è rozza e gustosa, la sferzata di amaro della cicoria esalta ancora di più l’essenza “casareccia” che ogni morso richiama.

Sazio sto per pagare il conto quando Qwerty (che dalle vacanze è tornato più iracondo che mai) mi allunga un calcione e mi obbliga ad ordinare un terzo panino, quello del giorno: muscoletto di vitella brasato e purè di patate, buono ma non al livello dei primi due.

Dieci euro totali con acqua inclusa, una pacca sulla spalla a Qwerty e di nuovo nel traffico romano a schivare macchine, pedoni e turisti con il naso all’insù ed un pensiero: se la crisi sta facendo nascere la moda dei panini, questo banco del mercato è il giusto emblema per la sintesi tra gusto, cibi poveri e tradizionali e prezzi contenuti; “Mordi e Vai”, che bella scoperta!

Mordi e Vai. Nuovo mercato Testaccio. Via A. Volta – Box N° 15 00153 – Roma. Lato via B. Franklin, 12E. Tel. +39 339.1343344