Cuoche Oltre. Il backstage della solidarietà ha lo spirito di 5 donne

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Quando ero piccola il nonno mi diceva: “le donne sono stelle… tu diventerai una donna, diventerai una stella!” Io lo ascoltavo compiaciuta e mi brillavano gli occhi. Mi sono ritornate in mente quelle parole alla cena Cuoche Oltre, una serata all’insegna della solidarietà tra grandi donne, lucenti stelle, riunite alla Città del Gusto a Roma. Cuoche Oltre e direi Oltre che cuoche, tutte pronte a regalare un sorriso a noi che siamo lì ad imparare, a curare i propri affetti familiari e a guardare ancora più in là grazie all’associazione Donneoltre, 13 donne che aiutano altre donne e tra cui ci sono Cristina Bowerman e Laura Mantovano del Gambero Rosso, organizzatrici della serata. Il sorriso, questa volta, aiuterà una giovane e promettente ricercatrice, Diletta Di Mitri. Il ricavato della cena di solidarietà servirà a finanziare la borsa di studio che aiuterà a indagare la correlazione tra SM e “immunosenescenza”, il processo che con l’avanzare dell’età altera il sistema immunitario.

A cena, ha aperto le danze Rosanna Marziale, delle Colonne di Caserta, che ha portato dalla sua terra bocconcini deliziosi di mozzarella, mentre noi abbiamo preparato le fritture per l’assaggio di tonkatzu e arancino capovolto. Piatti completati da salse deliziose aggiunte in maniera casuale quasi una tavolozza di pittori estrosi. Buonissime la salsa di spinaci e quella di provola affumicata (che accompagnavano il tonkatzu) e la salsa di pomodoro grigliato (che macchiava la salsa di piselli a specchio sotto l’arancino).

Per l’antipasto ci siamo sistemati lungo un bancone per aiutare Patrizia Mattei, dell’Antico Arco di Roma, che ha preparato un crudo di ricciola con lamelle di funghi porcini all’insalata tra le tanti mani di chi coppava la ricciola, metteva i funghi, poi i germogli, poi la citronette finale. Belli i cubetti di ricciola più grossi di una normale tartare che mantenevano in bocca il morso e dialogavano alla grande con le lamelle dei porcini.

Il primo piatto è stato affidato a Daniela Onorato, del Granchio di Terracina, che ci ha suddiviso in 2 gruppi ai lati del pass per completare a ritmo serrato il suo piatto: una crema delicatissima di cavolfiore con ravioli di pesce e un trito di pistacchi e bottarga di grande sapidità.

Cristina Bowerman, del Glass Hostaria di Roma, ha proposto un trancio di baccalà e riso venere con miso che abbiamo cotto direttamente nell’involucro di carta fata in cui è stato servito. Ed è stata una goduria, nel momento in cui i piatti dovevano uscire, incidere la parte superiore del contenitore ed essere investiti da quel profumo. E che belli i toni di acidità e sapidità che  hanno lasciato una bocca fresca e pulita quasi a sorpresa trattandosi di un pesce dal sapore deciso!

Iside De Cesare, della Parolina di Acquapendente, infine, ha presentato come dolce il suo cannolo aperto, in cui si alternavano aromi speziate, coccole dolci e note croccanti.

[Il racconto è di Faby Scarica che ha fatto parte della brigata in occasione dell’evento]

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