La difficile vita dei foodblogger al tempo dei tre spot del Gambero Rosso

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Presentazione ufficiale della Guida Ristoranti d’Italia del Gambero Rosso 2013. Il teatro della Città del Gusto è il palcoscenico ufficiale del rito della consegna degli attestati ufficiali delle maggiori o minori capacità di uno chef, di una cantina, di un piatto, di un servizio. Cucina, Cantina, Servizio, Bonus sono le 4 voci che compongono il punteggio finale espresso in centesimi. Il gotha dei ristoranti parte da quota 90/100, le tre forchette quest’anno andate a 21 ristoranti.

Il resto è acquistare qualche punto in più per cercare di farsi vedere nella giungla delle due forchette (da 80 a 89) o emergere dal calderone di chi ha preso 1 forchetta da 75 a 79. Logica più “smart” per i tre gamberi, ossia le migliori trattorie che non hanno suddivisione di punteggio tra voci diverse (sono un tutt’uno) al pari delle pizzerie che possono aspirare ai tre spicchi.

Tutta questa premessa per arrivare ai tre spot presentati da Clara Barra, curatrice della guida insieme a Giancarlo Perrotta, per sottolineare l’affidabilità della Guida del Gambero Rosso. L’idea è quella di luccicare gettando fango. Invece di seguire gli antichi canoni della pubblicità che deve far sognare e volgere tutto in positivo, “la società leader in Italia nei settori del mangiare e del bere attraverso editoria, tv, eventi, formazione” preferisce il mood confronto. Ovviamente per ottenere un effetto “smart”. Sorda alla regoletta che è meglio affermare che un dentifricio rende i denti più bianchi e non meno gialli, presenta la situazione tipo del foodblogger cattivo e incapace.

Nello spot già messo in onda sul canale youtube (su quello channel abbiamo visto, ad esempio, le richieste dei telecommentatori che chiedono come fare a rivedere le puntate di Giorgione, orto e cucina 2), la coppia al ristorante è pronta a stroncare cibo e servizio con un colpo di indice succhiato sull’arma finale: lo smartphone.

Agnolotti del plis, filetto di fassino, tartesan tarte satin per due, sono i piatti commentati insieme al servizio tronfio e invadente. La “sagra” dei luoghi comuni del fooblogger manca solo della ricerca del pasto da scroccare che hanno risparmiato poiché tutti i guidaroli, si sa, pagano il conto che viene rimborsato e quindi non conoscono l’opzione cena non pagata ma solo quella a piè di lista.

Degli altri due che, suppongo, verranno rilasciati a breve sempre sul canale youtube, si ironizza sulle capacità da 007 di occultare la macchina fotografica.

Al netto del ristorante micidiale, in cui Grazia e Graziano (nomi di fantasia, chiaro) si sono accomodati per girare lo spot anti blogger, voi di chi vi fidate tra blog e carta stampata?

Se siete dalla parte di chi scrive, cosa ordinate al ristorante perché gli altri si fidino del vostro giudizio?

Quale claim utilizzereste per il vostro blog al posto di quello del Gambero Rosso che recita: “Hanno tutti ragione. Ma tu, ti fidi di tutti? Guida ristoranti del Gambero Rosso 2013. Noi ci mettiamo Competenza e Passione”?

[P.S. Poi qualcuno potrebbe anche pensare che è tempo di riconciliazioni e di cross over]

Di Vincenzo Pagano

Fulminato sulla strada dei ristoranti, delle pizze, dei gelati, degli hamburger, apre Scatti di Gusto e da allora non ha mai smesso di curiosare tra cucine, forni e tavole.