Prendervi per la gola con la maialata al convento e il vino a Sant’Egidio

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Una maialata al convento e il vino a Sant’Egidio che nulla ha a che fare con il mosto a San Martino. Il filo sottile che speriamo diventi sempre più doppio (la resistenza, quella per fortuna ce l’ha) è la solidarietà. Che in tempi di avvicinamento al Natale fa un po’ da carburante nel senso che diventa più serbatoio capace di smuovere simpatie e portafogli e quindi di riempirsi. Anche il cibo e il vino possono dare una mano e lo fanno con piacere.

Lo ha fatto Fausto Fratti che ha adottato da qualche tempo il Convento di Santa Croce a Villa di Verrucchio il più antico francescano a pochi chilometri da Torriana, sede dell’Osteria del Povero Diavolo. Serata in compagnia a mangiare maiale arrostito alla brace con profluvio di lasagne, salsicce, spiedini di fegato e il tiramisù della mamma di Pier Giorgio Parini che poi ti rendi conto perché il dna è vivo e vegeto.

Un’atmosfera rilassata e anche scanzonata con i frati del convento che hanno accolto i pellegrini affamati (più affamati che viandanti) nel loro refettorio guardato a vista da un monumentale cipresso del 1200 (si sospetta che sia quello piantato da San Francesco) tenuto da enormi tiranti. Padre Gilberto economo (76 anni), Padre Paolo scrittore jolly (86), Padre Pietro (87) cercano di conservare questo bene architettonico di notevoli dimensioni. Ultimo segno di un mondo che si fa fatica a ritrovare nel quotidiano. E senza troppi giri di parole, sono riusciti a rifare l’immenso tetto che è costato una tombola (470 mila euro) e c’è ancora da pagarne 137 mila. Quindi chi può metta mano alla tasca e invii qualcosa: in questo caso non fiori ma opere di bene web 2.0 cioè un bonifico. Questo il magico numero di cui si ha bisogno, l’Iban.

IT30K0628568102CC0420047523. Convento S. Croce della Provincia Minoritica di Cristo Re. Via del Convento 150.  47826 Villa di Verrucchio (Rimini). Proviamo a farvi venire voglia di digitarlo nell’home banking prendendovi per la gola!

A Roma alla Città del Gusto del Gambero Rosso, invece, si è tenuto Wine for Life, manifestazione che ruota attorno al vino, appunto, con apporti dei produttori ai tavoli e asta di vini e di quadri. In questo caso è la Comunità di Sant’Egidio che promuove la raccolta fondi a favore del progetto Dream il programma avviato nel 2002 per curare con un approccio globale e innovativo donne, uomini e bambini con l’AIDS in Mozambico, Malawi, Tanzania, Kenia, Repubblica di Guinea, Guinea Bissau, Camerun, Congo RDC, Angola e Nigeria. Sono tante le persone che hanno partecipato in qualità di volontari alla riuscita della serata, dal servizio in sala agli chef in cucina.

Io ho trascorso una serata splendida in compagnia di Andrea Cecchi (che si è aggiudicato anche l’asta benefica per un quadro) e ho ricevuto l’insegnamento di un medico chirurgo che trascorre parecchi mesi all’anno negli ospedali dell’Africa. La capacità di operare a favore del prossimo è un atto di fedeltà, grande o piccolo che sia ma reiterato nel tempo. Una pratica che aiuta gli altri in modo efficace, più di quanto saremmo in grado di pensare nel momento in cui quel gesto lo ripetiamo con costanza, anche una volta all’anno.

Anche in questo caso, un po’ di gola per farvi fare un click pesante con il crudo d’oca del neo stellato Luciano Monosilio del Pipero al rex, i rigatoni cacio di Martignano, pepe, baccalà e carciofo alla giudia di Marco Milani della Trattoria de Gli Amici, l’involtino di manzo al sugo con scarpetta trasteverina di Leonardo Vignoli della Trattoria Da Cesare, il pudding caldo di Marion Lichtle del Pagliaccio. Speriamo che sia sufficiente.

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