Heinz Beck: diteci come mettere la parola fine alle aragoste

Tempo di lettura: 1 minuto

I crostacei soffrono quando finiscono nell’acqua bollente. Parola di biologo, che assicura: quelli dell’aragosta immersa nel pentolone non sono riflessi automatici ma il segnale, ormai incontrovertibile, che le altissime temperature provocano sofferenza anche in animali meno evoluti come i crostacei.

La sentenza arriva al termine di una ricerca effettuata da Elwood e Barry Magee della Queen’s School of Biological Sciences di Belfast che dubbi proposito non ne hanno: “l’esperimento è stato progettato in modo da poter distinguere chiaramente le reazioni dovute al dolore da quelle generate da un movimento riflesso chiamato nocicezione”, ha dichiarato Elwood.

Dopo i dubbi etici sul foie gras, mai sopiti e di recente tornati alla ribalta , il tema della sofferenza degli animali miete nuove “vittime”. Per chef, consumatori e produttori quello della sofferenza dei crostacei bolliti è un antico tema che i risultati della ricerca irlandese rimettono pero’ al centro del dibattito.

A stretto giro è arrivato il commento di Heinz Beck: “Ho sempre saputo che immergendo in acqua bollente dalla testa un’aragosta non sente dolore”, ha detto lo chef tedesco che ha aggiunto: “Aspettiamo ora dai ricercatori indicazioni su metodi indolori di soppressione dei crostacei”. Beck ha precisato di essersi sempre rifiutato di applicare “metodi crudeli che uccidono gli esemplari vivi tagliandoli a metà con un colpo di coltello e io non l’ho mai fatto. Ma se non va bene la tradizionale cottura in acqua bollente, ci diano indicazioni per una dolce morte perchè la clientela continua a chiedere, anche in tempi di crisi, i crostacei”.

[Link: lastampa.it]

9 Commenti

  1. ciao Vincenzo!
    vidi un fil qualche anno fa in cui l’interprete, uno chef, discuteva proprio del come evitare l’inutile sofferenza ad un crostaceo. Di fatto mi sono resa conto che non mangio MAI alcuni alimenti che, consciamente o inconsciamente, so che sono ottenuti con discreto dolore, il foie gras appunto e le aragoste/astici.
    In teoria, se vogliamo essere sinceri, comunque tutti gli animali che vengono soppressi per sfamare l’uomo, lo sono in maniera poco simpatica, ma non sono vegetariana, non ancora e quindi, cerco di limitare i danni con il minor consumo possibile.
    Non è una risposta alla domanda, ma se si abbassasse la richiesta di questi prodotti, sicuramente non ci si dovrebbe porre la questione.
    Ciao!
    B

  2. L’argomento astici e aragoste è stato affrontato anni fa sempre negli Stati Uniti. Uno studio indipendente di Whole Foods sosteneva che gli astici in vasca SANNO quando arriva il loro momento tanto che si nascondevano nella parte più lontana dal punto di pesca della vasca. Per questo WF e poi successivamente chef importanti credo come Wolfgan Puck avevano deciso di smettere di servire astici e aragoste. Per l’HCCP non solo italiana il crostacea va ucciso con una lama tra gli occhi ma, si sa, il sistema nervoso continua a funzionare. Io…li tramortisco. Li metto in freezer fino a quando sono quasi abbattuti e poi provvedo al resto. Penso sia una morte più dolce anche se sempre di morte parliamo. Uno dei miei primi lavori in cucina consisteva nel prendere astici moltoooo grandi, separare il corpo dalla testa, poi le chele dalla testa. Pulire il corpo delle uova e del “fegato”… si, si muovevano ancora….dopo quell’esperienza ho iniziato a leggere come si potesse addolcire il tutto e ho trovato che l’abbattimento rappresenta una giusto compromesso.

  3. Cornelia, ma perchè mai? qual’è poi il limite? da sempre l’uomo alleva gli animali per cibarsene. E professare il vegetarianismo non è una soluzione poichè non c’è abbastanza spazio nel mondo per sfamare tutti. E poi chi dice che le piante non soffrano ugualmente? Mancuso pensa che le piante abbiano un cervello!

    • non sono vegetariano, ma scrivere un simile iper-concentrato di sciocchezze in così poche righe non è affatto facile
      diciamo che non ne ha azzeccata una
      lei è un fenomeno, non dovrebbe rimanere anonimo

  4. No, intendo proprio vegetali. Leggi i molti report sull’incapacità di culture, specialmente quelle biologiche, di soddisfare il fabbisogno mondiale. Comunque, non intendo entrare in discussione per qualcosa che mi sembra ovvia, per cui accetto la tua posizione pur non condividendola.

    • Per sfamare un animale da allevamento (bovino, equino….) ci vogliono centinaia di chili di cereali, ortaggi, erba medica…. Per cui i quello che dovo è una super cavolata….e comunque le aragoste non rientrano tra i cibi necessari a sfamare le persone……

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui