La lettera bufala di TripAdvisor a 3000 € e le vere risposte dei gestori

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La lettera della JC che propagandava la possibilità di acquistare su TripAdvisor pacchetti di recensioni positive per la propria struttura era una delle tante bufale che correvano in rete come ha rilevato Valerio Visintin sul suo blog. Noi ce ne eravamo interessati sull’onda della pubblicazione sulla bacheca Facebook di Beppe Schino della missiva incriminata. E soprattutto perché a settembre avevo risposto, fingendo di avere come clienti due ristoranti, ad una mail (giratami da un ristorante) che aveva un listino prezzi ben più abbordabile (30 € contro 3.000 € per 10 recensioni) per verificare se la bufala fosse una bufala-bufala o una mezza bufala.

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Le risposte c’erano state da parte dell’organizzazione che prometteva recensioni positive. Ma la cosa si era fermata lì. Fare inserire eventuali recensioni “a tradimento” ad un ristorante per verificare la genuinità della proposta non mi era sembrato molto corretto.

Ma una lettrice (dall’estero?!), che ringraziamo, in un commento a quel post ha svelato l’origine della bufala. Le mail, 2000, sarebbero state inviate a scopo di inchiesta e sondaggio da notizie.it.

Sono poco più di 2000 email inviate, ad indirizzi email pubblici trovati su Pagine Gialle, abbiamo selezionato tra tutte le province, dividendo tra hotel di tutte le categorie, B&B e agriturismi..

Il pensiero che anche questa sia una bufala mancando nell’elenco i ristoranti (anche se chi ha girato la mail è un ristorante di una struttura alberghiera) rende preoccuppante questa segnalazione. Ma forse lo è di più il risultato di questo “sondaggio”:

248 risposte di strutture interessate ad acquistare
112 risposte di strutture che chiedono di essere ricontattate
65 risposte di strutture arrabbiate e indignati della proposta
6 email di hotel che si informano se sono “obbligati” ad acquistare

I probi sarebbero in misura fortemente minoritaria rispetto a quanti fiuterebbero “l’affare” (a 3000 € forse si potrebbe pensare a costruire un sito decente, per dire) di salire nella classifica che maggiormente fa discutere sul web ad ogni latitudine d’Italia.

E’ sufficiente il primo degli esempi riportati per comprendere la voglia di rivalsa dei gestori:

“…ci interessa assolutamente, siamo ingiustamente ultimi nel nostro comune di XXXXXXXX, è chiaramente errato. Vogliamo diventare primi”.

Ma nell’invio delle mail non erano previsti i ristoranti. Nulla di cui preoccuparsi su questi lidi?




Di Vincenzo Pagano

Fulminato sulla strada dei ristoranti, delle pizze, dei gelati, degli hamburger, apre Scatti di Gusto e da allora non ha mai smesso di curiosare tra cucine, forni e tavole.