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Avete mai seguito una puntata della Prova del Cuoco? Intendo dire dallo studio televisivo seduti tra il pubblico supporter che ogni volta viene da una regione diversa? Chiunque lo abbia fatto, in questo o in un altro studio, sa che i tempi (televisivi) sono l’unico mantra da rispettare. Mancheranno sempre 3 minuti, 10 secondi, la pubblicità, il collegamento a dire che no, non puoi andare oltre. Ora che mi illudo di avere compreso la filosofia dello sforamento, posso assicurarvi che la Prova del Cuoco è trasmissione divertente e lei, Antonella Clerici, è amatissima dal pubblico in visibilio che correrebbe a strizzarla in un abbraccio di gratitudine per aver sdoganato la cucina di casa in tempi non sospetti: quando gli chef stavano in cucina e le telecamere al massimo riprendevano l’insegna del ristorante.

Non ha rispettato la scaletta che i suoi autori e collaboratori avevano spiegato prima dell’inizio della trasmissione. “Antonella entra da qui, gira di lì, voi applaudite a ritmo, interagite, mi raccomando in piedi al mio segnale (oddio, il rito televisivo), poi si ferma per la musica, cantate – sapete cantare? – mi raccomando sempre in piedi, muovetevi sul posto, ballate (ballate? Aiuto voglio uscire!), siate felici”. Antonellina, su vertiginoso tacco non-so-quanto ha un po’ arrancato causa incidente pasquale e ha fatto come le pareva. Io le ho voluto un gran bene perché nessuno poteva ballare con lei zoppicante. Era fuori luogo che le vestali ballassero mentre la sacerdotessa zoppicava.

Qualche sommessa protesta tra autori e collaboratori c’è stata (anche se l’istruttore di aerobica del pubblico non si è minimamente scomposto), ma tutto è filato liscio tra ricette e show cooking, con la vittoria di Anna Moroni contro la concorrente reatina sul tema gnocchi al ragù (che si fa solo a Bologna, attenzione…) e gnocchi all’amatriciana per arrivare alla fecola di patate nella crema (all’inglese o pasticciera?). E travalicare fino alla margarina nella pizza con le scarole di Gino Sorbillo. Domanda: “Perché la margarina?”, ma sarebbe stato lo stesso se fosse stato perché burro, perché olio, perché strutto. E’ il perché che funziona, non l’ingrediente. E nemmeno la risposta, silenziata.

prova-del-cuoco-in-trasmissione sorbillo clerici

E va bene, ma dove voglio arrivare? La Prova del Cuoco è trasmissione nazionalpopolare e negli interstizi si annidano prove di cucina d’autore non solo con Gino Sorbillo e Gabriele Bonci, ma anche, cito a caso, Gianfranco Pascucci. Insomma, speriamo di vederci anche Massimo Bottura a rilanciare le ragioni della buona cucina in quello studio.

Esagerazioni? No audience. E prepariamoci alla guerra dei numeri con il prime time di Antonellina Clerici che a me sembra piuttosto un bulldozer pronta a spianare share altrui con le tagliatelle di casa sua. Il 26 aprile parte il primo talent show culinario della Rai, La Terra dei Cuochi, che vuole fare concorrenza a MasterChef. Ma in salsa completamente italiana. E senza pretese di gastrofighetteria come il trio Barbieri-Bastianich-Cracco ci ha abituato. Lo dice chiaro.

Ci sarà una giuria composta dai parenti dei concorrenti affiancata da uno chef stellato. In realtà ci interessa un giudizio ruspante, di gusto, più che da esperti. Se lei consiglia un ristorante ad un amico, lo fa perché è un locale stellato o perché si mangia un’ottima carbonara?

Una specie di conflitto di interessi alla italiana in cui c’è una guida illuminata che cerca di portare ordine nel caos per vincere il governo. E già ci sarebbe da gridare alla foto dell’Italia, non solo a tavola. Ma volete mettere la retorica del consiglio? E’ come se a Roma non consigliaste Pipero al Rex perché è un locale stellato e non fa una cattiva carbonara, oppure dovete giustificare che la fa ottima pur avendo lo svantaggio (?!) della stella.

Davide-Scabin-spaghetti-IG-2013

Sembrerebbe che lo chef stellato deputato ad affiancare i vip Paola Barale, Rosita Celentano, Giorgio Mastrota, Flavio Montrucchio e Ugo Dighero sia Davide Scabin, reduce da una bella incomprensione con il Castello di Rivoli e dalla conferma che non sarà lo chef di punta di Eataly Milano, lo store di Oscar Farinetti che aprirà al posto del Teatro Smeraldo. E la possibilità è concreta: Davide Scabin aveva già confidato che a Milano sarebbe andato solo in caso di realizzazione di un progetto di ristorante di grandissimi numeri, altissima qualità e prezzi popolari. Le stesse caratteristiche che vorrebbe per una “mensa” al Castello di Rivoli. Cosa di meglio di una trasmissione nazionalpopolare per spingere sull’acceleratore del suo ristorante del futuro?

La Terra dei Cuochi è più moderna e ha un linguaggio nuovo per RaiUno. Lo studio stesso sarà high tech. Per il resto, la mia conduzione è la stessa. Certo, a La Prova del Cuoco detto le ricette alle signore che mi seguono da casa e che a quell’ora sono pronte a scrivere. La sera, invece, uno non ha voglia di prendere appunti, piuttosto vuole divertirsi guardando altri cucinare. L’idea è quella della cucina come divertissement.

Linguaggio moderno e nuovo per RaiUno? A me sembra che stiamo giocando un po’ a Scarabeo. Ricordate? Clessidra alla mano e cercare le parole vincenti: quelle che vorrei sentire da voi per celebrare il talent show di Antonellina.

[Link: tvblog.it]

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