Carabè, molto più di un gelato artigianale che ha aperto in forma di paese della cuccagna

Cibo

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Apre domenica 28 aprile la nuova gelateria Carabè, per molti il migliore gelato artigianale a Firenze, con una non stop dal mattino di assoluta goduria. Non sarà una semplice gelateria, ma un parco di divertimenti, un paese della cuccagna a pochi chilometri da Firenze, in campagna.

“Quello del gelatiere è il lavoro più bello del mondo, ridà ai grandi il sorriso dei bambini”. Antonio Lisciandro, una gelateria (e che gelateria!) nel centro di Firenze e una a Forte dei Marmi, un po’ bambino lo è ancora. Nonostante l’aspetto. Coppola, giacca da gentleman farmer, il dialetto siciliano sempre marcato, dopo 23 anni in Toscana. Guarda il verde a perdita d’occhio che circonda la sua casa del gelato, in un lembo di paesaggio supertoscano (siamo nel comune di Terranuova Bracciolini, provincia di Arezzo) con le balze del Valdarno poco distanti, proprio come in un quadro di Leonardo Da Vinci. Racconta il suo sogno.

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Parco Carabè sarà un luogo dove la domenica la gente porterà frutta e io gliela trasformerò in gelato, qualcuno terrà d’occhio i bambini mentre giocano sulle rive sul laghetto accanto ai cavalli, si prepareranno caponate e stigghiole, dagli alberi del frutteto cresceranno frutti medicei, ospiteremo musica e teatro sotto le stelle”.

Ora quel sogno è in dirittura di arrivo. La gelateria è pronta, il cavallo e il laghetto aspettano i bambini, i semi antichi di pesca tabacchiera, mela rosa fiorentina e pera cotogna, piantati con l’ausilio del grande esperto Ugo Fiorini e della facoltà di Agraria dell’Università di Firenze, hanno già dato i primi frutti. Solo per i progetti culinari, la musica e il teatro sotto le stelle si dovrà attendere un po’ oltre la data di inaugurazione.

Ci sono voluti anni a questo gelatiere di terza generazione, da una vita in Toscana, per realizzare il sogno. Una gelateria che sembra un casale, vetrate ovunque che pare già di vederli, come dentro un acquario, i gelatieri a lavoro. 40 carapine, distribuite equamente tra gusti siciliani, medicei, magistrali e granite. Dentro un gelato di scuola siciliana, che molto deve  alla granita del nonno, potatore e innestatore dal quale, ancora bambino, Antonio ha imparato l’arte delle acque profumate. E la conoscenza della frutta.

Tenetevi pronti e cominciate a mettere in conto una sosta mentre siete in transito sulla Roma- Firenze. E uscite al casello Valdarno, anche se non sarà la domenica di apertura.

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Nell’attesa potreste provare a riprodurre la sua ricetta del gelato alla frutta che già viene prodotta al Parco Carabè e da qui arriva al punto vendita di Firenze.

Queste le dosi “intuitive” per il “gelato imperfetto” di Carabè:

1 kg di frutta
500 g di acqua (“regolatevi voi con il sapore, eventualmente aggiungete altra acqua o, al contrario, aggiungete frutta se il sapore vi sembra troppo diluito”, semplifica Antonio)
60-120 g di zucchero (“dipende dal gusto e dalla dolcezza del frutto scelto”)
2-3 g di addensante per litro (seme di carruba).

Procedimento

Miscelate frutta, acqua e zucchero, mettete a raffreddare. Aggiungete l’addensante e un albume.  E ricordate, avverte Antonio, “il gelato imperfetto è pronto quando infilando il dito, questo resta asciutto!”.

Parco Carabè. Via Piantravigne 64. Terranuova Bracciolini. Tel. +39 055942478