Niente più bio nelle mense dei bambini romani. Questo rischiano 150 mila alunni delle scuole capitoline se passa il nuovo bando per l’assegnazione del servizio di refezione nelle scuole primarie.

A novembre scadeva la gara d’appalto e da allora i genitori protestano contro quello che appare in tutta evidenza un peggioramento del servizio destinato ai piccoli utenti romani.

Una circostanza che non è sfuggita al candidato Sindaco di Roma del centro-sinistra Ignazio Marino: “Per me il valore del bambino è un indicatore scientifico del benessere di una città come Roma. Nelle nostre scuole abbiamo 150.000 pasti che devono essere distribuiti. Nel decennio passato si voleva arrivare ad avere le mense per i nostri bambini fatte solo con cibo biologico. Nel 2006 2007 l’obiettivo era quello di arrivare al 100% di cibo biologico. Poi è arrivata la giunta Alemanno e questo progetto è stato frantumato”.

Ora per il nuovo bando arriva anche la bocciatura dell’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici (AVCP) e oggi l’Osservatorio popolare sull’alimentazione dei bambini e della bambine, manifesterà davanti al Campidoglio contro la decisione della Giunta Alemanno.

Di seguito i motivi della protesta dei genitori sul nuovo bando:

  • elimina gli alimenti bio della dieta mediterranea (pasta olio d’oliva e pomodori) sostituendoli con prodotti dell’agricoltura convenzionale (e industriale). Al posto del bio, largo al km 0 che km 0 non è visto che arriva fino a 300 km dal Campidoglio;
  • cancella l’obbligo per le ditte aggiudicatarie, precedentemente previsto, di investire nell’edilizia scolastica;
  • aumenta le tariffe;
  • penalizza le mense in cui il servizio è autogestito.

[Link: helpconsumatori.it, liberoquotidiano.it Immagine: gazzettacommerciale.com]

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