pastorelle di Cuccaro Vetere

Le pastorelle sono un dolce tipico del Natale in Cilento. L’ingrediente principale è la castagna di cui il Cilento è ricco nelle zone a più alta quota. È da questo lembo della Campania che partono molte delle castagne trasformate in Irpinia e in Piemonte in marron glacé.

Cuccaro Vetere è un piccolo paese abbarbicato a metà strada tra il Monte Gelbison e il mare di Palinuro in cui ogni famiglia ha la sua ricetta e il suo segreto.

Questa è la ricetta di Virna Luongo considerata tra le migliori interpreti della tradizione cilentana.

Pastorelle di Cuccaro Vetere

Per il ripieno
1 Kg di farina di castagna
500 g di cioccolato fondente
200 g di zucchero
1 buccia di limone grattugiato

Impasta gli ingredienti fino ad ottenere una crema da utilizzare per il ripieno della pastorella.

Per la sfoglia
1 kg di farina
Olio extra vergine di oliva
Acqua

Tirare la sfoglia e ricavare dei cerchi. Appoggiare sul cerchio l’impasto e chiuderlo con un altro disco di pasta. Pizzicando i bordi del fagottino, dare la forma di una stella.

Friggere in olio abbondante fino a doratura.

Scolare su carta assorbente e lasciare raffreddare.

Colare un po’ di miele di castagno e decorare con confettini colorati.

pastorelle del Cilento

Una delle varianti più evidenti è la spolverata di zucchero a velo al posto dei confettini. La farcitura si può realizzare anche a partire dalle castagne da ridurre a purea.

5 Commenti

  1. La foto mi ha fatto tornare bambino: erano i tipici dolci che faceva nonna, come forma, confettini e glassa. Mi ha perplesso il ripieno di castagne descritto nella ricetta. Nonna che era del Cilento “costiero” (Agropoli) ci metteva un ripieno di riso, oppure una miscela di ricotta e cacao in polvere o vino cotto o sanguinaccio. Al mio occhio infantile erano “bianche” o “al cioccolato” (tanto sempre scuro era). Le castagne per dei contadini che vivevano del loro raccolto erano un cibo leggermente “esotico” ovvero dei boscaioli dei monti più interni (come del resto descritto nell’articolo) e in quei dolci non le ricordo. Per altro in genere erano cotte nel forno a legna di casa e se fritte (più di rado) si usava la “nzogna”: ma dato che erano dolci preparati con ampio anticipo rispetto alle Feste, quelli al forno senza latte ne uova si “conservavano” anche fino alla Befana (se i nipoti lo permettevano …)

    • io le faccio con una ricetta quasi identica… ricetta del comune confinante.
      Fatte con altre castagne non hanno lo stesso sapore e anche se non sono il mio dolce preferito senza pastorelle non è Natale

  2. Tutto qui? una ricetta tutto sommato semplice per un dolce che sembra meravigliosamente buono, e che è anche bello, e che magari quasi quasi ci provo… sempre che un’anima buona cilentana non me ne mandi un pacco come diciamo così modello, pietra di paragone…

  3. le pastorelle quando lo viste ho ricordato mia madre che li faceva lei era nata al cilento faceva le pastorelle pero lei ci metteva castangne cotte poi macinate come una crema poi il ciocolato buccia di mandarino miele liquore cacao io ancora le faccio per natale altrimente non é natale sono30 anni li faccio anche alla memoria di mia mamma.

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