uova occhio di bue

Uovissime. Uova strapazzate, uova all’occhio di bue, uova alla coque, uova in camicia. Per me brunch significa una sola cosa: uova. Non troppo cotte se sono strapazzate, mi piacciono col sale grigio di Cervia se sono alla coque, con la crosticina esterna se sono a occhio di bue. Food52 le consiglia con l’aceto rosso (buonissime). Muffin. Granola con yogurt. Biscotti, macedonia, verdurine. Scones. E via, pure la pancetta (che a dirla tutta a me non fa impazzire). Domenica:  time for brunch!

Per me il miglior brunch mangiato è quello che si cucina a casa, da soli o con una persona cara (non certo l’ultimo retrouvé da una serata in discoteca), con una bella tonnellata di inserti culturali, uova e qualche tortino avanzato dalla cena del weekend. Ah, e una spremuta di pompelmo che brucia i grassi, per la coscienza.

Ma se lo si fa fuori, che almeno sia chic. Io mi fido di questi cinque.

1. Les Pommes

brunch Les Pommes

E’ in zona Isola. E’ gestito da gioventù e per questo porta con se idee fresche. Interessante, propongono diverse tipologie di brunch internazionali. C’è una bella verandina, essenziale, romantica e quasi pudica con le sue piccole piantine accennate. Le sedute e i tavolini in ferro battuto.

Il brunch è di quattro tipi: “americano”,  a base di hamburger, bacon, formaggio, cipolla, pomodoro, patate al foro e insalata con pomodori; “mediterraneo”, con insalata fresca, yogurt con macedonia, pane ai cinque cereali, patate al forno, insalata e pomodori; “scandinavo”, con bagel (si trovano raramente in giro per Milano), salmone affumicato, uova alla Benedict, spinaci, formaggio, erba cipollina, insalata e pomodori; “nostrano” con fior di latte, crudo di Parma, salame nostrano, formaggio stagionato, pane ai cinque cereali, insalata e pomodori. Si aggiungono: succo di arancia, caffè americano e burro con marmellata e pan brioche.

Prezzo: dai 20 ai 30 €. Les Pommes Bistrot. Via Pastrengo, 7. 20159 Milano. Tel. +39 02.87074765

2. Frida Isola

Frida Milano

A me il Frida piace sempre, dall’aperitivo in giù, sarà per quell’idea di liberty e post industriale, sarà perché è alla mano. Il costo è accessibile. Per il brunch è sempre meglio prenotare. Si entra e la sala è già apparecchiata e i tavoli hanno quello che serve per una colazione essenziale: due thermos di acqua calda, vari tè e caffè solubile. La caffetteria “reale” la si ordina al bar  (cappuccino, marocchini, orzo lungo in tazza grande, medio in tazza piccolo, caldissimo in tazza di vetro ecc). C’è un cestino di pane e brioche con marmellate. Il brunch si ordina al tavolo, e questo fa guadagnare loro molti punti.

Le uova sono servite col pane, funghi e spinaci. Uova con bacon e con salmone. Insalate varie e non manca l’hamburger (che per me è un po’ troppo una mattonella da mangiare per il brunch). I dolci sono fatti in casa, buoni i pancake con sciroppo d’acero e frutti di bosco. C’è lo spazio per suonatori di archi e jazz manouche.

Prezzo: 20 – 25 €. Frida Isola. Via Pollaiuolo, 3. Milano. Tel. +39 02 89829098

3. Giacomo Arengario

Giacomo Arengario

Un tempo il il brunch di Giacomo si teneva al Caffè di Palazzo reale (bellissimo). Ora lo fanno all’Arengario, nella sala dalle ampie vetrate che ha la vista sul Duomo. Questo luogo è all’ultimo piano del Museo del Novecento. Il posto è arredato in stile liberty (i bagni sono meravigliosi per scattarsi delle selfie d’autore). Il menu varia tutte le domeniche. Di base c’è un buffet con vari piatti: insalate, salmone, branzino, coniglio, salumi e formaggi, tonno marinato e affumicato.

Accanto al buffet c’è una piccola carta con il menu delle uova: a occhio di bue, alla Benedict, alla coque, in camicia, strapazzate. Le torte e i dolci provengono dalla (buonissima) pasticceria di Via Pasquale Sottocorno. Incluso un calice di champagne e un bicchiere di spremuta. Tassativa la prenotazione.

Prezzo: 55 € e c’è lo sconto bambino. Ristorante Giacomo Arengario. Via Guglielmo Marconi, 1. 20123 Milano. Tel. +39 02.72093814

4. Bioesserì

Bioesseri

Ha appena aperto, si appoggia al concept del supermercato bio Naturasì. Il menu brunch cambia ogni settimana, ed è così strutturato: si ha un piatto che può essere vegano (come lo stufato di seitan e ginepro), vegetariano (ratatouille di verdure in cesta di grano), di pesce, di carne. E naturalmente di uova: domenica scorsa c’erano a occhio di bue con pomodoro e rucola. Poi c’è il buffet dolce e salato: muffin, torte, zuppe, minestre. Consigliata la prenotazione.

Prezzo: 28 € e una centrifuga è inclusa nel prezzo. Caffetteria a parte. Bioesserí by NaturaSi. Via E. De Amicis, 45 Milano. Tel. +39 02 36699215

5. Unico

uova brunch Unico

Il brunch di Unico vale la pena perché lo si consuma su di un rooftop, una terrazza. Servizio impeccabile e grande illuminazione se è una giornata soleggiata. In una zona che tutto sommato è da riqualificare. Però le terrazze fanno sempre la loro sporca figura, perché amplificano il senso della domenica. Ci si eleva sopra la città così come si esce da una settimana di lavoro.

Uova cucinate in tutte le salse, menu a buffet (il che a me non fa impazzire), e soprattutto ogni domenica c’è un tema diverso: bollito, regioni, dolcetto o scherzetto.

Prezzo: 50 € bevande escluse. 20 € per i bambini. Unico Restaurant. Viale Achille Papa 30. 20149, Milano – Grattacielo WJC Ultimo Piano – Tel. +39 023926102

uova-fattorie-franci

E ora sono pronta per ascoltare i vostri consigli alla ricerca del brunch con le uova perfette e non solo. Qui a Milano o dove mi vorrete portare.

[Testo: Olga Mascolo. Immagini: Anna Maria Pellegrino, nessundove, Facebook]

16 Commenti

  1. Le terrazze faranno anche la loro “sporca” figura (quanto vi piace st’epressione ultimamente), ma 50 euro per un brunch con magari orde di pargoli urlanti vestiti finto trasandato e passeggini formato carrarmato wannabe Prenzlauerberg (chi altri spenderebbe sta cifra per un brunch se non la gauche-caviar?) anche no, grazie,

  2. detesto i buffet.
    Mi mancano tanto quei locali nord-americani, con brunch a la carte, piatti giganti con uova, muffins, gauffres, e poi centrifugati freschi (qui spesso ti portano il succo, non la spremuta, argh), milkshakes, frullati di tutti i tipi. No, non ne ho visto nemmeno uno che mi ispiri in questa lista.

  3. Gentile Olga, il suo racconto ha un qualcosa (soprattutto al punto retrouvé) ma manca anche di un qualcosa. E cioè una denuncia immediata alla Procura della Repubblica per il prezzo semplicemente imbarazzante che qualche improvvisato vorrebbe imporre a clienti (mentalmente) sgangherati.

    Lasciamo stare Unico, che è uno stellato. Lo stellato porta sempre con sè una dimensione parallela, anche quando si tratta di brunch. Ma Giacomo e i suoi 55 più appendice comica degna dei fratelli Marx dello sconto bambino?

    Di passaggio, le rammento che «Aimo e Nadia» (continuo a chiamarlo così senza la bruttura de “Il Luogo”) risolve con «soli» 39 euro un pranzo molto significativo di tre-meraviglioseportate-tre.

    Come dice, è già con la denuncia in mano?

    buoni giorni, mf

    • Salve Michele, grazie per la segnalazione e per il suo commento. I pranzi a più portate non li ho considerati perché, appunto, è un post sui brunch.

      Poi. Da Giacomo si mangia bene, ed è oggettivamente un bel posto.
      C’è un arredamento liberty che a me piace molto, con una bellissima vista sul Duomo. Tutto si potrà dire ma non che non chic. E il titolo del post è questo.

      Poi c’è da aggiungere che, accanto ai piatti di uova, c’è il buffet che cambia settimanalmente (questo in tutti i posti che ho citato tranne il Frida e Les pommes)

      Ci sono ristoranti in cui si spende molto di più per molto meno. Ecco quanto.

      Grazie a presto, Olga

  4. No, gentile Olga, il titolo del post non è sullo chic. È sulle uova, sulle quali lei ha camminato, sfracellandone una quantità industriale.

    mf

  5. Cara Olga, ben intendo che deve fare il Suo mestiere ma, in tempi di magra e dove il brunch è un optional “qualche volta” sarebbe bene propinare, a quei prezzi, uno special sul fois gras (anche a quello in scatoletta danese con l’oca che a volte contiene maiale….) Vero che non siamo tutti poveri e senza palato ma, se devo spendere about 30 euro per un buffet di avanzi e stock di uova, gradirei cimentarmi con quelle di struzzo e lasciandone nel piatto la metà. Mi permetto di suggerirLe che il brunch, a Milano, non è più cool da almeno 5 anni. Faccia Lei e parli di cibo che appaga il tempo ma, per favore, scrivere di uova e brunch fanno di Lei una che di palato, tempo libero e contemporary food capisce a metà. Cordialmente Gianna

    • E’ sicuramente vero che le mode nulla hanno a che vedere col mio palato: le uova mi sono sempre piaciute e sempre mi piaceranno indipendentemente dalle mode.
      Però accolgo il suggerimento sul foie gras e le uova di struzzo. Grazie

  6. Dev’essere terribile, vero Olga, quando si viene scavalcati a sinistra proprio sul cool e qualcuno autorevolmente le comunica che le sue idee chic sono ammuffite da almeno cinque anni.
    Dev’essere veramente terribile…

    comunque buonissimi giorni lo stesso, mf

  7. “Per me il miglior brunch mangiato è quello che si cucina a casa, da soli o con una persona cara […]
    MA…… se lo si fa fuori, che almeno sia CHIC”.
    Bastava leggere, mi pare.
    Visto che sarebbe arduo recensire la bontà delle vostre uova cucinate tra le mura domestiche (ottima soluzione se legittimamente si vuol risparmiare), lasciateci il piacere di conoscere luoghi dove con una media di 25 euro (se togliamo appunto l’apice stellato) si può fare un pasto che racchiude in sè colazione e pranzo e, cosa di non secondaria importanza, la possibilità di godere di un momento di bellezza.
    Non sono locali tra i più economici ma tra cheap e chic, d’altronde, c’è solo una vaga assonanza.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui