antica corte pallavicini

Una giornata con gli chef stellati della Food Valley italiana, l’Emilia Romagna, che cucinano a nastro i loro piatti migliori e te li fanno assaggiare spiegandoteli.

È accaduto a  “Centomani di questa terra 2014”, l’appuntamento annuale di Chef to Chef, l’associazione degli chef dell’Emilia Romagna. Un vero e proprio girone dei golosi che si è snodato  presso l’Antica Corte Pallavicina dei fratelli Spigaroli a Polesine Parmense, storico palazzo del Settecento riportato in vita dopo vent’anni di restauri nei luoghi cari a Guareschi.

Superati decisamente tutti i record per un appuntamento a cui nessuno vuole mancare (in contemporanea si è tenuto anche Salumi da Re).

Igles Corelli, presidente di Chef to Chef ha introdotto i lavori del convegno, con un programma ricco che trattava di formazione, di relazioni internazionali, di cultura gastronomica, di cucina nella moda, e del futuro della ristorazione.

Massimo Bottura, vice presidente dell’Associazione, ha dispensato pillole di pura emozione,  mentre tutte le anime culinarie della regione dal mare alle montagne, erano rappresentate: produttori di lambruschi pluri bicchierati, salumi medagliati, formaggi da volare via e dolci da ulular di gioia mentre gli chef erano al lavoro sfornando a ripetizione leccornie dolci e salate.

salumi

Un territorio che si conferma oasi del buon vivere come ricorda il prestigioso mensile a stelle e strisce Forbes che ha incoronato l’Emilia Romagna regione dove si mangia meglio al mondo. E quest’anno partiamo con la World’s 50 Best Restaurants che ha proclamato l’Osteria Francescana di Massimo Bottura a Modena, tre stelle Michelin, fra i 3 migliori locali del globo. Un successo rinfrescato dalla conquista dell White Guide Global Gastronomy Award 2014 in Svezia.

A ricordare la diffusione della cucina dell’Emilia Romagna c’è anche la CNN  che ha inserito i tortelli ai fiori di acacia di Giuliana Saragoni della Locanda al Gambero Rosso di San Piero in Bagno (sulle colline di Cesena) fra i venti piatti simbolo della cucina contemporanea italiana.

Un primato celebrato anche dala sublime cena, nelle cantine del palazzo, a numero chiuso, interamente dedicata al Maestro Gualtiero Marchesi, ospite d’onore.

mortadella asparagi cena

Un’unica tovaglia di broccato cucita a mano per un colpo d’occhio da togliere il fiato e un menù che unisce l’intera Emilia Romagna:
Carpaccio di ricciola, mandorle, artemisia, di Gregorio Grippo della Buca di Cesenatico
Millefoglie di mortadella e patè di fegatini con mousseline all’aceto balsamico, asparagi di Altedo, fave e piselli, di Valentino Marcattilii e Massimiliano Mascia del San Domenico di Imola
Zuppa di erbe spontanee con pasta imperiale, di Giuliana Saragoni del Gambero Rosso, di San Piero in Bagno
Aperti di capriolo con luppolo selvatico, di Isa Mazzocchi de La Palta di Bilegno
Uccellini scappati su crema di pane al Parmigiano e sfornato di spinaci, di Silverio Cineri del Silverio di Faenza
Bignè fritti e caramellati in salsa di mandarino, di Marco Gualandi della pasticceria Gualandi di Argenta.

Vorrei interpretare questo movimento corale come buon auspicio per la prossima edizione del The World’s 50 Best Restaurants che si terrà il 28 aprile a Londra. L’Emilia Romagna è in corsa per l’Oscar.

[Immagini: Alex Cotti]

2 Commenti

  1. Bignè fritti e caramellati in salsa di mandarino, di Marco Gualandi della pasticceria Gualandi di Argenta.

    Questo dolce mi ricorda un grande ed unico labristorante italiano di un tempo che fu’.

    report

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