Milano. L’Anima, giovane ristorante con ottimo cibo

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Il posto dell’anima è un film del 2003 di Riccardo Milani, con Silvio Orlando. Oppure è L’Anima Soul food & Cafè, in zona Isola, un’altra delle zone milanesi che in questi ultimi anni ha visto proliferare e avvicendarsi locali di ogni genere. Aperto da sette mesi, due giovani gestori (ma con esperienze fuori d’Italia, sei anni a Londra), Matteo in sala e Simone, sudafricana, in cucina, ambiente piacevole, vagamente casalingo, nel senso di sorridente, ospitale; alcuni tavolini sul marciapiede di via Garigliano.

Passion, flavour, quality, recita il sito, peraltro assolutamente spoglio, manca addirittura l’indirizzo del locale, e il nome non è qualcosa tipo lanima.com, bensì soulfoodcaffe.com – e se il sito e la pagina facebook cercano di raccontare la loro avventura, lo fanno con un eccesso di iperboli (piatti unici, cibo favoloso) che potrebbero infastidire. Anche perché i piatti – almeno quelli che ho assaggiato – sono veramente ottimi – ma è meglio che siano i clienti a dirlo, dopo.

Allora: il menù prevede panini e piadine (5/5,50€), hamburger fra i 9 e i 10,50 € (molto lodati in rete: ma mi son preso una pausa momentanea dall’hamburgeresimo), insalate “dal giardino” custom made, da crearsi sul momento (3 ingredienti 5 €, 5 ingredienti 7,50 €, 7 ingredienti 9,50 €), e una proposta di piatti (da 8 a 13 €), paste e così via, oltre a piatti del giorno descritti su una lavagna (da 10 a 17 €, quando ci sono stato io).

Sulla lavagna ho scelto – con fatica: tutte le proposte avevano molteplici spunti interessanti, da far desiderare di provarle – ravioli e petto d’anatra.

ravioli branzino

I ravioli erano artigianali (la pasta viene da un pastificio artigianale in via Lecco, loro non hanno una cucina abbastanza spaziosa per farla): ravioli ripieni di branzino (Simone appunto li riempie), arrivati galleggiando su un olio biologico “Viragi”, siciliano dei monti Iblei, aromatizzato agli agrumi, con fili di basilico. 12 €. Perfetti leggeri saporiti con l’olio ci stavano benissimo – mi sono trattenuto dal bis.

petto anatra

Il petto d’anatra era alla piastra, ed è arrivato con una salsa al curry verde thailandese, riso fritto con verdure (i germogli di soia non erano probabilmente necessari, e il riso era appena passato di cottura) e punte di asparagi. 17€. Non avendo fatto il bis del primo, non ho bissato nemmeno questo, ma con un certo dispiacere.

Mi sono trattenuto di fronte al burger di maialino nazionale con patate fritte a pezzi con la buccia, scamorza affumicata, spaghetti “Franciacorta” con melanzane menta bufala, risotto con asparagi fiori di timo limone prosecco. E ho optato per una fetta di torta di mele – assolutamente ottima, morbida, leggera, dolce quel giusto, melosa quel giusto.

Una birra (Weizen del Birrificio Italiano), acqua, 41€; caffè e limoncello (di quelli in bottiglia anonima, scritte a mano, e si sentiva…) offerti da Matteo – simpatico, cordiale, di tanto in tanto sbuffava “non ce la posso fare” (sono arrivato per primo, telefonavo e si sono seduti in due, in venti minuti gli avventori si sono affollati nel dehors, venti/trente persone) ma in realtà ce l’ha fatta benissimo (ho solo atteso un po’ che mi chiedesse se volevo un dolce).

Se dovessimo fare una guida dei nostri “posti dell’anima”, L’Anima Soul food e Cafè ci sarebbe.

L’Anima Soul Food e Cafè. Via Garigliano 6. 20159 Milano. Tel. +39 0236560025

4 Commenti

  1. Giovane Emanuele, sia gentile. Ma la pasta del raviolo, quello che ha la sfoglia delicata, sottile, impalpabile eppure consistente, non so, un raviolino ligure alla maggiorana, ecco, quella pasta non ha nulla a che vedere con la cementificazione raviolesca da lei efficacemente e fotograficamente rappresentata nel suo pezzo.

    saluti, mf

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