Stelle Michelin. Gennaro Esposito lascia Vico Equense per sfinimento?

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Gennaro Esposito chef intervista mattino

E le (tre) stelle Michelin stanno a guardare. In attesa di migrare a latitudini migliori.

Sulle pagine de Il Mattino di ieri a firma di Dario Sautto c’è l’intervista a uno sconsolato chef Gennaro Esposito. È pronto ad abbandonare il tavolo del ristorante due stelle Michelin Torre del Saracino a Marina di Seiano.

Il motivo è subito spiegato in apertura del lungo articolo: “Sono stanco di fare l’eroe, dopo 25 anni di lavoro ora voglio fare l’imprenditore. E se le cose non cambiano, dovrò lasciare Vico Equense”.

Boom, apriti cielo. Sulla sua pagina di Facebook qualcuno già scherza disegnando una fascia tricolore sulla foto pubblicata sul quotidiano. Gennaro Esposito candidato sindaco.

Accade alla Torre del Saracino: il menu dei 25 anni di Gennaro Esposito è pranzo perfetto dell’anno

C’è da chiedersi cosa sia successo all’Hotel Aequa, durante l’evento “Vino, olio e limoni. Il paesaggio è servito”, promosso dall’associazione Amici di Media Duemila, con Gennaro Esposito al tavolo della conferenza.

Da relatore su argomenti di normale quotidianità per uno chef da anni impegnato a cercare materia prima del proprio territorio, Gennaro Esposito passa a un j’accuse al paesaggio “burocratico”.

Sautto nell’articolo ricostruisce il curriculum di Gennaro Esposito fino alla conquista della seconda stella Michelin, nel 2008, e poi parte con la ferale domanda: Perché il traguardo della terza stella Michelin, tanto ambito ma tanto irraggiungibile?

Risponde Gennaro Esposito: “Se la situazione non cambia, credo di non poter mai raggiungere la terza stella…Se le cose non cambiano, andrò via. Dove non lo so”.

E via di questo passo con una serie di motivazioni da cui traspare il disagio per infrastrutture inadeguate (strade e trasporti), svolte che non arrivano, mancanza di investimenti, cambiamenti di rotta, pareri di enti in contrasto.

festa vico solidarietà

Verrebbe da dire la solita giungla in cui combattono in tanti che si appresta a fare una vittima illustre: Vico Equense che perderebbe uno dei protagonisti della scena gastronomica.

Così importante da ricevere un’attenzione così ampia che nemmeno la Festa a Vico organizzata da Esposito e citata sortisce sulle pagine del Mattino. Nonostante più di 100 mila euro di beneficenza raccolta solo quest’anno e il coinvolgimento di tutta la cittadina.

Peccato che un ristorante così ben avviato con uno chef impegnato anche in un locale a Capri senta il bisogno di lasciare la sua terra. Ma per andare dove? Non resta che provare a insistere.

Gennaro Esposito

Pronto Gennaro, so che hai detto nell’intervista al Mattino di non sapere dove andrai, ma almeno un’idea potresti darcela? (E penso a chi dal sud felicemente ha la sua attività al Nord mentre provo ad immaginare Festa a Vico in qualche altra regione).

“Non ho rilasciato nessuna intervista e non voglio andare da nessuna parte”.

È quel genere di risposte che fa mettere in dubbio la capacità di comprensione della (tua) lingua madre.

Faccio notare che gli chef sono diventati così importanti da spingere un quotidiano a titolare a caratteri cubitali e nella foto c’è proprio lui. Vorrei anche rammentare che la specialità ritrattazione di intervista appartiene a un altro genere di umanità. Ma lascio perdere.

Interpretazione “ufficiale”. “Parlavamo della necessità di essere presenti sul territorio per valorizzare le eccellenze e delle difficoltà quotidiane da affrontare che da 25 anni a questa parte vedo si ripropongono sempre uguali a se stesse. E poi mi è stata rivolta una domanda”.

Ecco, quale?

“Se non mi era mai venuto in mente in 25 anni di andare via”.

Appunto, quindi il giornalista ha chiesto se andavi via!

“No, lo ha chiesto una signora e le ho risposto che quando parliamo di terroir parliamo di una cosa che qualifica il mio lavoro di chef. Non è la stessa cosa che trasferire un capannone industriale da un luogo all’altro. Dico solo che dopo 25 anni vorrei fare l’imprenditore e non l’eroe”.

Nell’intervista ti sarai dilungato…

“Ma quale intervista, ero in tale ritardo che ho parlato per primo e sono dovuto scappare. E poi come avrei potuto affermare che ‘ Adesso, invece, ho fatto tante aperture verso i miei colleghi e le istituzioni, ho portato un evento culinario di respiro internazionale nella mia Vico Equense, ma il risultato non cambia’? Festa a Vico ha 11 anni alle spalle. Che vuol dire adesso?”

È qui che scatta il senso di appartenenza a una tribù: quella dei giornalisti.

C’era un altro collega giornalista che posso sentire? chiedo già convinto di mettere a rischio una futura prenotazione alla Torre del Saracino o chissà come si chiamerà.

Gimmo Cuomo – Corriere del Mezzogiorno –  era accanto a me al tavolo dei relatori, lo conosci?

Mosto sacro Gimmo Cuomo

Sì, grazie. Ciao Gimmo, scusa, non so se hai letto l’intervista a Gennaro Esposito, mi sembra importante, sai uno chef abbandona, la burocrazia, il nuovo tunnel…. (maledico quando non c’è qualcuno che tweetta o crea un hashtag per permetterti di seguire un avvenimento a chilometri di distanza).

Gennaro Esposito ha lamentato alcune criticità del territorio che tutti conosciamo bene, purtroppo. Ma non credo che la Torre del Saracino vada via da Vico Equense.

Speranza comune, ma sai Gennaro Esposito dice di non aver rilasciato interviste e che le affermazioni riportate non sono le sue [ma dai come si fa!  😉 ]

Ecco, appunto. 

Un’intervista preventiva? O forse del titolo del convegno “Vino, olio e limoni. Il paesaggio è servito” hanno preso solo il vino. E si sono ubriacati. Ci vuole la controprova.

abbazia di crapolla

Appunto, c’era anche Giuseppe Puttini, produttore di vino con l’Abbazia di Crapolla a Vico Equense.

Salve mi ha dato il suo numero di telefono xyz e vorrei chiederle dell’intervista, sa lo scoramento, fare impresa…

Guardi che Gennaro ha condannato cose che sono gli occhi di tutti. Noi abbiamo messo su la vigna e gli intoppi ci sono stati. Ora siamo partiti con il vino e poi si vedrà.

Sì ma come ha detto al giornalista ora lascia tutto, un peccato, le pare? chiedo speranzoso di conoscere il luogo dove risorgerà la Torre o come si chiamerà.

Guardi che la risposta alla domanda che ha rivolto la proprietaria dell’hotel suonava più o meno così: Il mio l’ho fatto per 25 anni e c’è anche bisogno del contorno. Ma chieda pure a Gimmo Cuomo che era al tavolo, è giornalista e ha parlato subito dopo Gennaro Esposito.

Sì grazie. Una goccia di limone del titolo del convegno sarà finita negli occhi e si è annebbiata la vista. Non vedo altra spiegazione.

Resta soltanto un altro tentativo.

Pronto, Torre del Saracino? Salve, ho saputo che vi spostate in un altro luogo e volevo prenotare per l’apertura.

Click.

Torre del Saracino sala

Va bene, nessun timore. La Torre del Saracino resta a guardia del mare di Seiano. Se lasciano anche Festa a Vico siamo contenti.

Antonino Cannavacciuolo da Gennaro Esposito a La Torre del Saracino

Anzi, Gennaro Esposito potrebbe minacciare il trasferimento a Vattelapesca. Per lanciare l’edizione 2015 potrebbe funzionare.

[Immagini: Facebook, Diodato Buonora, Vincenzo Pagano]

6 Commenti

  1. Articolo per addetti a lavori. Non facevate prima a scambiarvi i pareri fra voi? Non ho capito una virgola del contenuto. Forse sono scemo!!!!

  2. Diciamolo in maniera delicata: Vincenzo Pagano, in altri articoli, è stato più piacevolmente leggibile.
    A mia volta spero di essere sufficientemente educato 🙂

  3. Non comprendo il senso e addirittura il contenuto dell articolo. Il fine invece è palese; farsi leggere lanciando l ennesima bufala a scapito, stavolta, di un grande professionista che ci ha dato tanto.

  4. come lo capisco …. che bello però essere un eroe e morire da eroe!!! ….magari potrebbe trasferirsi ad Isola San Biagio….

  5. Condivido la maggior parte dei commenti.
    Sautto(e il Mattino) poteva fare altro quel giorno.Vabbè comprendo la simpatia di Vincenzo Pagano, espressa in più occasioni.
    Ma mi sembra un personaggio sopravvalutato, come le conserve di pomodoro che fa(fare).
    Ciao

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