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Teo Musso ha calato il tris a Torino del suo progetto Open Baladin, basato sulla condivisione e diffusione della cultura della birra artigianale italiana, con il nuovo locale in piazza Valdo Fusi.

open fest baladin torino

In pochi mesi la nuova birreria è diventata un punto di riferimento nel panorama cittadino, confermato dalla riuscitissima organizzazione dell’Open Fest 2014, il festival organizzato a fine agosto proprio negli spazi esterni al locale per festeggiare i 18 anni della birra artigianale italiana.

Non che a Torino non fosse già presente il Petit Baladin, ma qui le dimensioni e la visibilità sono ben diverse.

open baladin torino teku

Come a Roma in via degli Specchi, è il bancone delle spine il vero protagonista dell’offerta, con una quarantina di proposte divise in base allo stile brassicolo in bassa fermentazione, ipa/black ipa, bitter/amber ale, blonde/golden ale, porter/stout, weisse/blanche, strong ale, saison e speciali.

Non mancano ovviamente i brand ‘di casa’, Baladin e Birra del Borgo, ma poi si inanellano (a rotazione) uno dietro altro alcuni dei nomi più rappresentativi del panorama italiano: Toccalmatto, Olmaia, Birrificio Italiano, Rurale, Civale di Alessandria, Troll e San Paolo di Torino nel caso della mia visita.

Tutte (tranne le speciali) a 4,50 € il teku (il bicchiere da degustazione disegnato da Musso, da 0,35cl).

open baladin torino spine

Affronto l’ardua scelta e opto per una Blonde Extraomnes di Schigi, perchè non si può sempre soffrire.

Open Baladin è nato recuperando una struttura inutilizzata fin dai tempi dell’Olimpiade invernale del 2006, la cosiddetta ‘Casa Canada’, sede della delegazione canadese, da allora catafalco inutilizzato di proprietà del Comune di Torino.

Anche in questo caso si è ripetuto il modus operandi già adottato dal socio Farinetti nello scegliere la sede per l’apertura di alcuni dei suoi Eataly: recuperare strutture semi-abbandonate andando incontro alle esigenze di bilancio degli enti interessati.

Una commistione pubblico-privato che persegue interessi commerciali  a favore della collettività.

Puro marketing con un anima insomma.

open baladin torino lita birre

La tanta birra in offerta necessita anche di un companatico (che dovrebbe essere) all’altezza per gustarla senza remore a stomaco pieno.

Nel menu, acconta a taglieri di affettati serviti con gnocco fritto, panini, stinchi alla birra, galletti, crocchette, insalate, non possono mancare i famosi hamburger.

open baladin torino hamburger bacon
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Si parte con la carne fassona de ‘La Granda’ (che a Torino tra McBun, la Granda in mezzo al pane e Eataly è quasi onnipresente) ben cotta e saporita (non viene richiesto il grado di cottura), servita con cipolla caramellata alla birra (un filo impalpabile, con il gusto che non emerge) con insalata e pomodoro.

Il risultato è un po’ asciutto data la mancanza di alcun tipo di salsa.

Il mio panino ha l’aggiunta di un saporito bacon cotto ‘all’italiana’ (non ‘a stecchetto’, per un totale di 9 €) che bene si integra nel complesso degli altri ingredienti.

A completare il piatto, il pane della cooperativa Ecosol prodotto all’interno del carcere delle Vallette che non si rivela all’altezza degli altri ingredienti lasciando interdetti, nonostante il progetto vanti la consulenza di Gabriele Bonci.
All’Open di Roma, fortunato io, avevo trovato il vate del pane italiano medesimo, in carne e ossa, in cucina.

open baladin torino cipolla caramellata hamburger

Il risultato è discreto, ma ci vuole ben altro per attaccare il podio della classifica di Milano, cioè della città che viene considerata la capitale italiana dell’hamburger.

open baladin torino fatatine patate
open baladin torino rustiche

A contorno arrivano patate rustiche (4,50 €) tagliate a grossi spicchi ancora con la buccia (discrete non di più) ma soprattutto le ottime fatatine, patatine tagliate a chips (4,50 €) scelte con il sale di Cipro, e servite entrambe con salse fatte in casa al ketchup (dolce , ma con i peperoni che spingono troppo sul gusto, ahimè classica caratteristica della casa) e la maionese anonima.

open baladin torino lavandini

Continua la collaborazione con l’artista Marina Obradovic che guida i vari artisti che firmano gli arredi dei locali Baladin.
A Torino geniali i lavandini dei bagni ricavati riutilizzando vecchi bidoni di latta.

Ma alla fine resto con il mio dubbio sull’hamburger di Open Baladin: serve solo per accompagnare una birra o può essere richiamo per chi ha la passione del panino con la polpetta?

[immagini: Andrea Soban, www.enciclopediaellabirra.it ]

7 Commenti

  1. D’accordo su tutto, la birra è ottima, le patatine pure, ma sull’hamburger ho riscontrato lo stesso difetto: asciutto. In ogni caso lo ritengo migliore di quello del Mac Bun. E le salse un po’ anonime… però, ripeto, la birra è buonissima

    • Dimenticavo, a me il grado di cottura lo hanno chiesto, e la cottura media sarebbe stata soddisfacente se ci fosse stata della salsa, invece forse è il caso di chiederlo al sangue per compensare

      • Considerando poi che si trovano certe birre belga una spanna sopra che costano quasi la metà delle italiane…
        Comunque ogni tanto una Baladin mi piace berla, infatti ho proprio ora una Super Bitter in casa.
        Secondo me restano i migliori tra i nostri, sia per qualità che per varietà.

  2. quello di roma secondo me non è granche di Hamburger!

    trovo nettamente più buono quello del Taste Good fatto insieme a Boscolo…

    riguardo le birre nulla da dire, ottime!

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