Torino. Scannabue, bistrot da amare per il rapporto qualità prezzo

Torino è città dai mille volti. Il Salone del Gusto, l’aria frizzante della Contemporary Art Week, i bistrot. Nel capoluogo piemontese non si può prescindere da una doverosa concessione ai piaceri della tavola. Questa volta abbandono la sperimentazione a favore della cucina della tradizione piemontese.

La tappa è il bistrot Scannabue, ispirazione da “Frusta Letteraria”, ma la verga diventa forchetta, e coccola ben più di quanto punzecchi. L’ampia tradizione regionale offre lo spunto. La recuperano con ragionata fedeltà tre soci nel cuore di San Salvario, quartiere tra i più mobili e vitali di Torino, con un locale dall’arredamento vagamente irlandese, classico senza rigore, caldo ma marcatamente giovane.

Due salette e un gazebo esterno sempre pieni. Servizio, nonostante questo, attento e cordiale.

Scannabue bistrot Torinopane

Il cestino del pane è il biglietto da visita, grissini croccanti e saporiti, pane appena sfornato, a fare da corredo sale, pepe e bottiglia dell’olio. Il menù è versatile e curato, ci sono le filiere e la segnalazione dei piatti della tradizione. La carta dei vini pesca a piene mani nel territorio con una ricchezza non comune.

Gli antipasti alla carta raccontano le due anime del locale, la passione per il pesce con la Finissima di Polipo su vellutata di patate affumicate con bottarga di muggine di Cabras, un piatto delicato e perfettamente bilanciato, dall’altra il classico piemontese del Tonno di coniglio, molto buono, carne tenera e ben trattata, temperatura di servizio appena una punta troppo bassa.

Per i primi si va di pasta lunga e all’uovo, all’insegna della semplicità, Tagliatella al pesto di pistacchio e basilico, parmigiano del caseificio Airaldi e pomodorini secchi o Tajarin di soli tuorli con ragù di salsiccia e porri di Cervere. Calibratissima combinazione di sapori con la pasta fatta in casa che si vede e si sente: taglio è grossolano e scomposto che vuole dire piano, mattarello e lama. Odore di casa, insomma.

piccione

Il secondo alla carta è una chicca: Piccione di Greppi con cipolla al sale ripiena e peperoni grigliati. Complesso l’equilibrio tra intensità della carne, carattere del peperone e della cipolla e predominanza della crema di formaggio del ripieno nel cercare una nota di leggerezza e acidità.

Sequenza ovviamente a crescere con i vini nella migliore tradizione piemontese, dall’Arneis al Barbera al Nebbiolo.

Per la chiusura si va sul Caffè Damosso, dessert lineare ma azzeccato, giocato sul trittico di un bonet al caffè, spuma di caffè amaro e panna all’anice.

L’ultima nota di merito – non scontata e sempre graditissima – arriva sul conto finale.

Consigliato senza distinzioni!

Scannabue Caffè Restaurant. Largo Saluzzo, 25/H, 10125 Torino. Tel. +39 011.6696693

[Sibilla Caprini]

1 commento

  1. Il locale ha sicuramente delle qualità, fra le quali io non metterei il rapporto qualità/prezzo però. Giudizio e metro personale, ovviamente.

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