Home Restaurant. Non è mai troppo tardi per aprirlo: Leonilda a 96 anni, ad esempio

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Nonna-pizzata

Una volta c’erano il ristorante e la trattoria. Oggi abbiamo tante forme di ristorazione come il temporary anche in “coabitazione“, il food in mobilità sulle api, l’home restaurant. E se qualcuno ha ancora dubbi sulla validità della formula home restaurant può guardare a Genova. Il 18 aprile, Leonilda Tomasinelli, 96 anni, apre il suo ristorante a casa.

Forse ora siete più convinti che l’home restaurant è formula di successo.

In tempi di crisi tutto è concesso. Anche aprire un home restaurant, che consiste nel trasformare occasionalmente la propria casa in un ristorante, aperto – per pochi coperti – a discrezione del proprietario dell’appartamento.

Una tendenza che ha preso il via tra il 2009 e il 2010 da Londra, dove il multiculturalismo gastronomico ha permesso agli abitanti della capitale del Regno Unito di provare le più disparate cucine del mondo.

In Italia? Il fenomeno sta cominciando a prendere piede, specialmente grazie ad applicazioni ad hoc, a siti e a social network che organizzano “tour gastronomici” nelle case dei residenti della città che si visita.

Così a classificarsi come diretta erede di Miss Marmite, colei che in Inghilterra diede il via al fenomeno, è proprio Leonilda Tomasinelli. Erede si fa per dire, perché la signora in questione, che ha “aperto” i battenti a Genova, nel quartiere di Albaro, ha come detto la bellezza di 96 anni. Le ricette? Tipiche e genuine: qui l’unico rimando alla contemporaneità è l’utilizzo del sito e del profilo Facebook, entrambi curati dal nipote Filippo, che passa le prenotazioni alla nonna.

La scelta è quindi tra polpettone, torte rustiche con verdure, ravioli, minestroni con ingredienti di stagione, coniglio alla genovese, focaccia al formaggio e pizzata, farinata e castagnaccio, stoccafisso, seppie con i piselli e polpo alla ligure con patate, ma anche torta di riso, torta di bietole e prescinseua (prodotto caseario tipico delle zone liguri), lasagne al forno con il tocco, ceci in zimino, pansoti fatti a mao al sugo di noci, trenette o gnocchi al pesto, focaccia di Recco. Non mancano ovviamente i dessert: panna cotta al caffè o al caramello, torta Dria, canestrelli di Torriglia, amaretti di Gavi e castagnaccio.

Il pane è di grano duro biologico “fatto a mano da noi e cotto nel nostro forno”, spiegano Leonilda e Filippo, mentre l’olio è “solo extravergine d’oliva estratto a freddo e prodotto con olive liguri”.

La “pasta è preparata con uova fresche, tirata al mattarello e impastata come si usava una volta” e, infine, la “salsa di noci ed il pesto sono fatti al mortaio seguendo le antiche ricette genovesi”. Così antiche che la patron dell’home restaurant di Albaro attinge direttamente al libro delle sue ave, passato di generazione in generazione fin dall’800.

Ma è dura, se non impossibile, riuscire ad avere qualche ricetta.

Se volete provarci, l’inaugurazione come detto è tra qualche giorno. E la signora Tomasinelli, forse, ha capito anche l’importanza dell’aperitivo, perché l’appuntamento è a partire dalle ore 18.

[Link. Il Secolo XIX]

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