Le 10 migliori birre per l’estate. Slow Food fa le pulci al Corriere

birra mare

Ieri avevamo scherzato con una delle solite classifiche da bar: le prime 10 birre del mondo. Una classifica in ordine di fatturato che tra commenti su Facebook e email ricevute ha messo insieme abbastanza.

“Nun se po’ vede’ e’ peggio della classifica di Sanremo…..”, è una istigata anche dalla scelta di illustrare con foto che chissà perché rimandano all’universo birra (“Daje de tette as usual”) insieme allo stereotipo del caos.

Se nella classifica per denari e quantità non c’è un campione di bontà e non mi meraviglia, vi stupirà l’attacco di Slow Food al Corriere e al blog DiVini di Luciano Ferraro.

In soldoni, Eugenio Signoroni prega di fermare “la comunicazione superficiale e sballata sulle birre artigianali” diffusa dal Corriere.

La tesi è che “Siccome parlare di birra fa figo ormai chiunque si sente autorizzato a scriverne.” Una moda, insomma (e sento già il clangore delle armi preparate dai puristi che al solo sentir parlare di moda indossano elmio e corazze).

Giuseppe Vaccarini

I motivi sono presto detti. Nel nuovo libro della Hoepli “Il Manuale della birra”, il sommelier Giuseppe Vaccarini si sarebbe dato a pestilenziali imprecisioni riportate da Luciano Ferraro nella recensione scritta sul suo blog.

Le colpe di Vaccarini sono queste:

  1. Mai bere dalle bottiglie (l’eccezione è la messicana Corona Extra), perché “il collo del vetro impedisce la piena apertura dell’elemento aromatico”
  2. Versare in modo da produrre parecchia schiuma “perché l’anidride carbonica serve a ricreare l’equilibrio gustativo”.
  3. “In una chiara poco intensa si sentono gli aromi di paglia, fieno e erba appena tagliata”.
  4. Se una birra “ha riflessi ramati potrebbe essere ossidata”
  5. Montestella, Birrificio Lambrate “Usa le barrique di vignaioli. Ricorda i vini biodinamici. Note agrumate, accompagnate da miele e frutta a pasta bianca”.

Se siete di quelli che comprendono solo l’eccezione della Corona perché ci va il limone come da iconografia anni ’80, ecco le correzioni.

birra-corona-e-limoni

1. In realtà è giusto non bere dalla bottiglia, ma c’è il problema dell’eccezione della Corona (ma non si capisce per quale motivo per la Corona valga l’eccezione) per cui restiamo nel dubbio. Perché se non è il limone qual è il motivo?

schiuma birra

2. Se si fa molta schiuma la CO2 si perde e non ricrea nessun equilibrio. La schiuma ha tutt’altra funzione. Panico, non viene detto. Qualcuno sa rispondere?

Birrifugio-PILS

3. Chiara? Che chiara? “Un pils? una helles? una blanche? tutte e tre sono chiare e poco intense, ma in alcune di queste di paglia, fieno ed erba appena falciata non vi è nemmeno l’ombra”. Grazie Signoroni per il panico che stai generando. Quali sono quelle in cui non troviamo questa benedetta paglia?

birre 32 via dei birrai

4. “Affermare che una birra dai riflessi ramati può essere ossidata è incorretto. Una birra è ramata per i malti utilizzati, non per l’ossidazione”. Ti voglio bene, Signoroni, un esempio per i poveri comuni mortali che vorrebbero bere una birra artigianale ramata. Niente, eh?

montestella birra

5. La selezione delle 10 birre artigianali ha ben due difetti: su 900 birrifici artigianali, in elenco ci sono ben 5 birrifici industriali e sulle uniche 2 birre artigianali si commette l’errore della Montestella del Birrificio Lambrate. Probabilmente, specifica Signoroni, chi scrive si è confuso con la Lune di Baladin.

BeerBera

Oltre a rendermi conto che non so fare di conto (scusate il gioco di parole ma 5+2 non fa mica 10), resto piacevolmente folgorato dalla capacità di individuare su 900 birrifici uno, anzi, una birra in particolare. Sarà il miele a fare la differenza rispetto a quest’altra birra?

“Fresca, vinosa e fruttata all’olfatto, doti che vengono confermate nel palato e che rivelano uno stretto legame tra il mondo delle birre a fermentazione spontanea e quello dei vini. Sfida molto ben riuscita che ci regala una birra originale e coraggiosa, e soprattutto di facile fruizione, nonostante l’alto tenore alcolico, grazie ad un appropriato corpo “watery”.

Non l’ho detto io, sia chiaro, però non so voi, agli errori ho sommato qualche altro dubbio.

10 birre estate

Ferraro non ha colpa ci mancherebbe. Lo spiega Signoroni dalle colonne di Slow Food accendendo un’altra miccia: si può essere irresponsabili del contenuto che si pubblica o siamo semplicemente in clima di affettuosità giornalistiche?

Luciano Ferraro che non ha colpe, se non quella di presentare un libro che per quel che leggerete qui è ricco di imprecisioni.

Vuoi vedere che è proprio vero: parlare di birra e scrivere fa proprio figo? Di una classifica poi…

[Link: DiVini Corriere, Slow Food. Immagini: DiVini, Scatti di Gusto, Intravino, Loverbeer, Tommaso V. Ghiglione]

4 Commenti

  1. È roba sponsorizzata da Moretti, anche se in foto l’ etichetta è stata occultata si riconosce benissimo. Di che vogliamo parlare?

  2. 1- confermo
    2- il cappello serve a preservare dalla ossidazione, in una birra si cerca la freschezza, a meno che non sia un lambic o birre moooolto particolari ed estreme.
    3- l’unico campo dove c’è più ignoranza rispetto alla birra è l’olio… è normale che escano note di degustazione tipo queste!!!
    4- si, se ha riflessi ramati, effettivamente potrebbe esserlo, ma non necessariamente…
    5- ce ne sono di birre che usano la barrique, ma se ricordano i vini bio, questo è un problema. Ma qui si entra nel campo del brettanomices e non ho lo sbatti di stare qua a scrivere fino a domani mattina…

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