Report cornetto. 5 cose che ho imparato per mangiarlo buono

cornetto cereali miele Report

E dopo la pizza (bruciata) arrivò il cornetto (che fa ingrassare male).

Pochi sconti per il rito della mattina grazie (sì, grazie) al trio Gabanelli-Iovene-Giannini che piazza una mazzata mica da ridere con una brevissima puntata di Report.

Report Ingrassare il pianeta

Pochi minuti, ma buoni, per comprendere che il cornetto del mattino che tutti mangiamo è un buongiorno velenoso. Sotto accusa, glucosio, margarina, olio di palmisto (avevamo appena capito che quello di palma non va bene, ma questo del nocciolo sta a quello di oliva come la peggiore sansa), è giù giù precipitando fino al miele che non è miele.

Gino Fabbri cornetto ReportGabriele Bonci cornetto Report

Si salvano solo Gino Fabbri e Gabriele Bonci (e ci credo) che per il resto dell’Italia diventeranno Mister Miele di Sulla e Professor Burro.

Report cornetto Iovene Pagano

Ho anche visto un rassegnato Vincenzo Pagano seduto a uno degli ennemila tavolini di piazza Navona a Roma davanti a un simil cornetto al cioccolato che ha dato la stura a Bernardo Iovene per completare l’opera a piazza San Marco.

Caramaschi Autogrill

Una disfatta che vede in campo Autogrill cui va ascritto il merito (almeno) di esporre la lista degli ingredienti più completa che mente umana possa ricordare.

Cornetto Report Iovene

Sulle note del Bonci nazionale che vi avverte, misurato, che c’è burro e burro e margarina e margarina, ecco le 5 cose che mi sono appuntata per ricordare la mattina cosa devo mangiare.

1. Le dimensioni contano

lista ingredienti cornettilista ingredienti cornetti Fabbri

Tranquilli, parlo della lista degli ingredienti che deve essere corta, cortissima. Solo così possiamo sperare che il cornetto sia buono.

Report confronta la lista degli ingredienti del cornetto ai cereali e miele di Gino Fabbri, pasticciere campione del mondo, e quella di Autogrill: 1 rigo e ½ contro le 10 righe e ½.

Poche e sostanziali materie prime per Fabbri – farina 0, burro, farina integrale, latte, zucchero, miele di Sulla Val di Non, latte in polvere, sale – si contrappongono a decine di ingredienti per Autogrill.

Ingredienti: farina di frumento, margarina. Leggo anche cos’è la margarina: grasso vegetale di palma parzialmente idrogenato. Acqua. Olio vegetale di girasole. Correttore di acidità. Acido citrico E330. Citrati di sodio. E 331. Monodigliceridi degli acidi grassi. Aromi. Conservante: sorbato di potassio. Colorante. Sì ma ragazzi io non voglio vedermi in tv, dov’è che lo mettete sto video? No perché, c’è…

Mi sono sentita male solo a guardare il barista che leggeva.

Pierpaolo Pavan

Poi, Pierpaolo Pavan ha completato l’opera.

Lei mi ha portato veramente un campionario chiarissimo di quanto male facciano queste brioche. Una brioche vuota sono 400 calorie. Se lei legge bene, oltre il miele c’è scritto sciroppo di glucosio e fruttosio. Questa è una bomba. È un’endovena di zucchero semplice. Tutti gli alimenti che contengono farine raffinate, o zuccheri semplici in alta quantità, hanno una rapidità di assorbimento delle zucchero molto rapida. E questo dà scariche di insulina, con effetti molto negativi. Perché, tra l’altro, quando l’insulina fa sparire lo zucchero dal sangue, non è che lo fa bruciare, lo trasforma in grassi. Per cui tu il cornetto te lo stocchi tutto sotto forma di grassi. L’Organizzazione Mondiale della Sanità lo dice chiaramente che noi dobbiamo assolutamente, non dico bandire, ma ridurre al minimo l’assunzione di questo tipo di grassi. Palma, palmisto, grassi vegetali, margarina vegetale. E quindi molto meglio un po’ di burro fatto con il latte.

2. Burro o margarina è un falso problema

burro cornettiburro vs margarina

Avete dubbi? Il burro è senz’altro la scelta preferibile rispetto alla margarina.

La margarina è un grasso che non esiste in natura ma deriva da un mix di oli vegetali (spesso di qualità scadente, si utilizzano ad esempio olio di palma e di palmisto) che ha un alto livello di acidi grassi saturi e un punto di fusione più alto di quello del nostro corpo e per tal ragione il nostro organismo non sa come comportarsi in modo efficace per espellerlo.

burro Bonci Pezzella cornetti

Anche i prezzi poi parlano chiaro: 10 € al chilo il burro, 1,90 € al chilo la margarina.

Questo è tutti e due burro. Questa è una razza di vacche e questa un’altra razza. Questa è una razza francese che produce da sola carotenoidi. E tutte e due hanno un pascolo. Burro francese. Perché attenzione anche sul burro, eh? Non è che dici, scelgo il burro e la margarina. C’è il burro buono e il burro velenoso. Questo costa 10 euro al kg. [Gabriele Bonci]

Risparmio di denaro quindi, ma anche di tempo perché non sciogliendosi alla stessa velocità del burro, la margarina è più veloce e comoda da utilizzare.

La margarina rispetto al burro è certamente peggiore per quanto concerne gli acidi grassi saturi. [Pierpaolo Pavan]

Lo sa anche un cliente che però deve essere del settore.

Sulla margarina insomma. Il problema è economico. La margarina costa 2 euro al kg, il burro 6-7 euro al kg. So che la margarina ha un punto di fusione a 38 – 39 gradi. Siccome il nostro organismo sta a 36 gradi e mezzo, 36 gradi e sette, non la espelle completamente. Rimane una piccola traccia nel nostro organismo. Di conseguenza, è meglio il burro.

cartello unico ingredienti

Per evitarla chiedete sempre la lista degli ingredienti o almeno il cartello unico, che non vi dice con esattezza cosa contiene quel singolo prodotto, ma almeno vi indica quali sono gli ingredienti utilizzati in quel bar/pasticceria.

3. Si fa presto a dire miele, marmellata e vaniglia

il vero miele nel cornetto

Un buon cornetto è il risultato dei suoi ingredienti. Ma lo abbiamo già visto con il burro, le materie prime di qualità si pagano e allora si sostituiscono.

Chi sceglie un cornetto cereali e miele pensa di far una colazione sana, ma leggendo la lista degli ingredienti dell’Autogrill  ci si accorge che il miele in realtà è un preparato al miele a base di glucosio, olio di palma, zucchero (per un 92%) e ovviamente miele (solo 8%).

È camuffata perché poi in realtà noi abbiamo scritto farina di frumento. Poi ci troviamo con crusca di frumento termo trattata. Noi non facciamo altro che mangiarci una crema di margarina, con un aroma al miele all’1%. Perciò è solamente un profumo al miele.

Gino Fabbrimarmellata cornetto

Ma anche con le farciture non si scherza. Anche in questo caso esaminando la lista degli ingredienti si capisce che le marmellate hanno come primo ingrediente il glucosio e non certo la frutta.

Per non parlare della vaniglia, bacche e semi per lo più inesistenti a favore della sintetica vanillina.

Gino Fabbri mi sembra Demolition Man. C’è sempre qualcosa dentro, ma non certo quello che ci aspettavamo.

4. L’olio di palma e di palmisto sono ovunque

olio di palmisto

Ormai è noto l’olio di palma ha effetti negativi sulla salute e sull’ambiente.

La lista nera con biscotti e merendine, dolci confezionati, creme spalmabili, cibi pronti e, addirittura, prodotti per la prima infanzia, che abbiamo visto girare su media e social, è davvero lunga.

Guido Perin

Quindi non c’è da stupirsi se molti cornetti surgelati che troviamo al bar lo contengano, ma quello che preoccupa ancor di più i nutrizionisti e gli ecotossicologi è la presenza in alcune creme che li farciscono dell’olio di palmisto, un olio prodotto dal nocciolo della trube da cui si produce l’olio di palma, ancor più nocivo e pericoloso per la nostra salute del fratello maggiore perché contenente ben l’82% di acidi grassi saturi.

Il palmisto ha l’82% di acidi grassi saturi. È fra i peggiori alimenti dal punto di vista del rischio di cardiopatie. Per cui chi mangia questi cornetti, come da questo documento che lei mi ha sottoposto, sicuramente è una persona che entra in fascia di rischio.

Lo riscrivo: Fra i peggiori alimenti dal punto di vista del rischio di cardiopatie. Ma io voglio mangiare solo un cornetto.

5. Mai fare colazione nelle piazze più belle d’Italia

prezzi cornetti

Cornetti rigorosamente surgelati e a prezzi esorbitanti, questo il quadro delle colazioni dei turisti.

In Piazza Navona a Roma per bere 2 caffè e mangiare 2 cornetti si spendono 15 €. I prezzi aumentano ulteriormente se si fa colazione a Piazza San Marco a Venezia per un caffè e un cornetto al cioccolato 12,65 €.

Report cornetto Iovene Venezia

Mi fai una bella ripresa pure a me. Mentre mangio, vai? Sta già andando video. Cornetto rigorosamente surgelato e caffè. Oh, mannaggia! [Bernardo Iovene]

Ecco fatto. Ora sapete che è meglio farsi guidare nella scelta dei posti dove mangiare e noi ci abbiamo provato anche con i migliori cornetti a Roma.

Roberta Pezzella cornetti Bonci cornetti La Portineria

Molto c’è da mappare, ma una preghiera la vorrei rivolgere a Bernardo Iovene: nella prossima inchiesta potresti mettere qualche indirizzo “positivo” in più? Farai sorridere telespettatori, lettori e anche il nostro assaggiatore di fiducia.

A meno di non voler iniziare qui su Scatti di Gusto la rubrica “I 10 peggiori indirizzi d’Italia” rovesciandosi il caffè addosso ogni mattina.


- lunedì, 1 giugno 2015 | ore 12:50

14 commenti su “Report cornetto. 5 cose che ho imparato per mangiarlo buono

  1. E comunque ci ha ragione il Bonci anche riguardo al burro. Amo la colazione con pane/burro/marmellata, e da qualche anno vivo in Germania.
    Quando torno giu’ dai miei in Italia sento la differenza fra il burro di la’ (e parlo di burro del caseificio, non industriale) ed il burro in Germania, anche di media qualita’. Non ero mai riuscito a capire la differenza finche’ non ho scoperto Bressanini ed il suo blog: http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2007/12/05/affioramento-o-centrifuga/

    • Guarda che cercando, i burri industriali fatti con centrifuga si trovano anche in Italia, ad esempio nel link che hai messo lo stesso Bressanini indica il burro di Occelli come ottimo e vincitore di premi internazionali, e scrive di apprezzare il Soresina.

      • Certo Graziano, sicuramente si trovano anche in Italia.
        Come ci saranno anche in Germania burri industriali fatti a centrifuga di minore qualita’.

          • Eccerto che è di affioramento: quello è un caseificio.
            Ciò non toglie che vi siano qualità diverse, sia nei centrifugati che nei burri da affioramento.
            In generale: i caseifici del parmigiano producono e vendono alle aziende del settore lo zangolato da burrificazione, cioè la materia prima che diventa il burro quotidiano. Alcuni, come Gruzza, lavorano in proprio per un prodotto di migliore qualità, e per spuntare un prezzo migliore. Anche nella lavorazione domestica la differenza di questi burri si percepisce.

  2. vorrei saper perche’ su internet non trovo gl’ingredienti croissant Bistefani alla marmellata d’albicocca ?
    oppure voi sapete darmi una risposta?
    come’ la ricetta , perche’ mi capita di far colazione al bar.

    cordiali saluti

  3. Pescara, 01 giugno 2015
    Prot. N 48/2015

    Oggetto: politica commerciale e gestione del prodotto in Autogrill S.p.A.

    Gent.mi Dottori,
    da sempre la scrivente Presidenza Nazionale esprime forte preoccupazione circa l’attuale politica commerciale, delle relazioni industriali e della gestione del prodotto avviata da Autogrill S.p.A., aggravatasi a seguito del servizio andato in onda in data 31 maggio dal titolo “Ingrassare il Pianeta” durante la trasmissione Report su Rai3.

    La trasmissione nazionale si è focalizzata su un unico prodotto in vendita negli Autogrill di rete Italia individuandone la reale composizione e i dati sono preoccupanti.

    Autogrill si descrive come “società operante nell’ambito dei servizi di ristorazione mediante somministrazione di cibi e bevande al pubblico su quasi tutto il territorio nazionale” ma Autogrill S.p.A. non è solo Rustichelle e Coca-Cola o ristorazione fast food mediante la formula “apri la busta e gusta”; Autogrill è: vendita di generi di monopolio (tra i quali tabacchi e relativi accessori, gratta e vinci, lotterie nazionali ecc.), di CD e DVD, generi alimentari (salumi e formaggi al peso e affettati), market (con ogni tipo di referenza compresi alcolici), materiali per l’igiene personale (dentifricio, shampoo, assorbenti, schiuma e lamette da barba ecc.), prodotti elettronici (caricatori per cellulari, apparecchi per la riproduzione audio,TV lettori, DVD, accessori pc come pen drive ecc), giornali (quotidiani, settimanali, mensili, guide turistiche ecc).

    Negli ultimi anni l’Azienda da voi guidata ha sostituito molteplici prodotti, appartenenti a tutti i settori commerciali, con altri secondo quei criteri di “profittabilità gestionale” dimenticando che quando viene proposto al cliente qualcosa che non è in linea con le sue aspettative, oltre a non essere redditizio rischia di essere addirittura controproducente.

    Ma la gestione degli acquisti non è l’unica problematica alla quale da sempre prestiamo particolare attenzione: troppo spesso dimentichiamo che il passo della produttività imposto dalle relazioni industriali (circa i presidi lavorativi impiegati nei punti di vendita) risulta generare gravi carenze di personale impiegato con ricadute sulla corretta applicazione delle procedure igienico/sanitarie circa la manipolazione/conservazione/stoccaggio delle materie alimentari e di tutto il percorso HACCP (senza cadere dalle nuvole rimaniamo disponibili a ricordarvi nel dettaglio previo appuntamento c/o gli uffici del dott. Pignatone).

    Proprio durante l’incontro avvenuto il 28 maggio u.s. tra l’Azienda e le Organizzazioni Sindacali il dott. Alessandro Preda – Group Chief HR & Organization Development Autogrill S.p.A. dichiarava testualmente che: “bisogna ridurre il costo del lavoro e il costo del prodotto e valutare la concreta capacità dell’Azienda di restare e competere sul mercato italiano anche e soprattutto alla luce della crisi del settore”.

    Il dotarsi di prestigiose certificazioni non è sinonimo di perfetto equilibrio tra servizio/incassi e corrispondenza alle normative di legge.

    In questi anni abbiamo assistito allo smembramento della vision aziendale (molto cara all’Ing. Aldo Papa) che si era dimostrata “vincente” e unitamente alla qualità della sosta aveva creato il più elevato grado di Customer Satisfaction rendendo Autogrill una grande azienda: ”Ogni nostro cliente troverà in ogni sua occasione di acquisto in Autogrill un valido motivo per tornare ad acquistare ancora, per la qualità del prodotto, del servizio, dell’ambiente”.

    Bisogna agire con efficacia, rafforzare il brand aziendale e garantire una maggiore tutela degli alimenti in vendita e di conseguenza dei Lavoratori e non rischiare di causare gravi ricadute sui nostri Colleghi.

    Cari saluti.

    Il Presidente Associazione Nazionale Dipendenti Autogrill
    Cav. (O.E.S.S.G.) Pierpaolo PORTACCI

    ——————–
    Gianmario dott. Tondato Da Ruos e Gianni dott. Mion – CdA Autogrill S.p.A.
    Roberto dott. Colombo – Chief Business Unit Italia e Chief Operating Officer F&B Europe.
    Nicola Caramaschi – Dir. Qualità e Sicurezza Ambiente Autogrill S.p.A.
    Alessandro Preda – Group Chief HR & Organization Development Autogrill S.p.A.
    e, per conoscenza:
    Giuliano dott. Poletti – Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.
    Beatrice on. Lorenzin – Ministro della Salute.
    Giuseppe dott. Pignatone – Procuratore Capo della Repubblica c/o il Tribunale di Roma.
    Cosimo dott. Gen. Div. Piccinno – Comandante Generale Carabinieri per la Tutela della Salute.
    Milena dott.ssa Gabanelli e Bernardo dott. Iovene – Testata Report Rai3
    Guido dott. prof. Perin – Università Ca’ Foscari Venezia.
    Pierpaolo dott. Prof Pavan – Dirigente Medico ULSS 17 Regione Veneto.
    Ill.mi Direttori Regionali e Provinciali del Lavoro – Loro Sedi.
    Ai Soci dell’Associazione Nazionale Dipendenti Autogrill.
    Segreterie Nazionali USB, UGL, CGIL, CISL, UIL di Categoria.

  4. L’articolo, il report che ho letto riguardo al croissant non tiene conto, assolutamente, dell’aspetto economico del problema. La gente riesce a pagare senza fatica un croissant venduto al prezzo di euro 1,30 e non fa distinzione alcuna tra croissants industriali ed artigianali. Infatti tutti i laboratori stanno chiudendo e fanno fatica a gestire le spese. Il croissant artigianale, a lievitazione naturale, richiede lavoro e tempo (che deve essere pagato), levataccia in bottega alle 6 del mattino (anche prima, a seconda della mole di lavoro) per presentarlo in vetrina alle 9,00. La stragrande maggioranza delle persone (qui parliamo di clientela italiana di mezz’età) crede che per riconoscere un croissant artigianale si debba guardare quante briciole rimangono nel piattino o cadono a terra. Esiste una cultura del cibo molto scarsa, ma anche quella legata alla distorta informazione nella gestione di una pasticceria in cui si pensa che basti presentare un bello e buon prodotto per avere clientela. La produzione industriale sta modificando le papille gustative delle persone e anche un po’ il cervello e certe mode (tipo il croissant vegano industriale) non stimolano le persone a chiedersi quali sono gl’ingredienti che sostituiscono il burro terrorista o le diaboliche uova. A forza di parlare di cucina, di alimenti, tutti ormai, sono convinti di sapere ed intanto i veri professionisti, chiudono le botteghe ed i laboratori, per lasciar il posto al pret- à porter.

  5. Per me è un mistero come possano i bar propinare brioches e cornetti industriali, surgelati e cotti al momento: lo sanno tutti, perchè li mangiano?

    Quando mi capita di essere in un bar che ha cornetti surgelati, non li mangio, piuttosto salto la colazione

  6. Fanno bene i gestori dei bar di Piazza San Marco a risparmiare sui prodotti, 6 scontrini alle10.57 di meta’ maggio sono preoccupanti, soprattutto per una città che fa solo 26 milioni di turisti all’anno!

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