Roma. Le immagini di FOOD, dal cucchiaio al mondo

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A Roma negli spazi del MAXXI (Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo) è in programma la mostra FOOD dal cucchiaio al mondo (fino all’8 novembre).

Un progetto che coinvolge circa 2.500 metri quadri di spazi espositivi e che attraverso più di 50 opere di artisti, architetti, designer, fotografi vuole accompagnare il pubblico alla scoperta di come produzione, trasporto, stoccaggio, distribuzione, consumo, smaltimento e spreco dei prodotti alimentari siano fattori essenziali nella produzione e nella forma dello spazio. In sostanza vuole illustrare come le questioni legate al cibo e alla nutrizione hanno un impatto sullo “spazio vitale” delle persone, a partire dall’ambito domestico fino a influenzare l’equilibrio del pianeta.

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Si passa dalla Chashitsu, la camera per la cerimonia giapponese del tè, ricostruita in dimensioni reali alle immagini della celebre performance Pig Roast realizzata a New York nel 1971 da Gordon Matta-Clark.

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Dai progetti dicittà ideali di Le Corbusier, Frank Lloyd Wright e Ignazio Gardella alla surreale installazione Giant Mushroom di CarstenHoller.

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Dalla prima cucina moderna progettata nel 1926 a Francoforte alla cucina ipercontemporanea dello studio Snøhetta per lo chef americano Thomas Keller.

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E ancora una perfomance ad hoc per la mostra del collettivo cinese Yangjiang Group e una dell’artista/architetto/designer Pedro Reyes,

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La mostra è organizzata in sei sezioni: partendo dal corpo, e passando per la casa, la strada, la città, il paesaggio, si arriva al mondo, ovvero alle grandi questioni della geopolitica e degli assetti mondiali della produzione/distribuzione del cibo.

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CORPO. La sezione indaga gli aspetti rituali, religiosi e intimi dello spazio legato al cibo. Introdotta da un omaggio all’arte barocca (la Cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso Terrestre del Domenichino), porta il visitatore alla scoperta di come i gesti necessari al maestro de tè siano essenziali alla definizione del modulo dello spazio domestico giapponese, di come la rappresentazione del pasto possa far riflettere sulla misura spaziale e temporale della cella del condannato (nelle fotografie di Hargreaves); di come il cibo interpreti lo straniamento dello spazio “fuori dallo spazio” dell’astronauta Samantha Cristoforetti.

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CASA. Mentre i maestri della Bauhaus ridefinivano il concetto complessivo di abitazione, Margarethe Schütte-Lihotzky dava forma, col suo rivoluzionario concetto di “cucina componibile”, allo spazio domestico moderno. Oltre alla ricostruzione della sua Frankfurt Kitchen, la sezione ospita altri progetti di spazi per la preparazione o la conservazione del cibo che hanno modificato o modificano radicalmente il nostro modo di pensare: dai contenitori Tupperware in pvc degli anni Cinquanta e dal primo frigo domestico, fino alle immagini delle cucine “sicure” e a basso consumo energetico realizzate dal WFP per le donne dei paesi in via di sviluppo.

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STRADA. La sezione indaga soprattutto il ruolo sociale del cibo, presente nella strada e nella piazza come generatore di vita pubblica. Oltre alle immagini e ai video della performance di Gordon Matta-Clark e del suo ristorante a Lower Manhattan, in mostrafoto, video e oggetti dei dabbawala di Mumbay, una ricostruzione della White Limousine Yatai, il ristorante mobile dei giapponesi Atelier Bow-Wow, il supermercato virtuale made in Corea dove per far spesa basta usare il QR code mentre si aspetta la metropolitana.

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CITTÀ. Fin dal Settecento gli architetti inseguono l’utopia dell’integrazione perfetta tra città e agricoltura. Dai disegni di Ledoux alla Ferme Radieuse di Le Corbusier, dalla Broadacre di Wright ai progetti contemporanei di agricoltura urbana, la sezione foto e modelli di città/mercati/luoghi di incontro e integrazione nei quali il cibo è l’attore principale della qualità sociale e dell’”effetto città”. In mostra il Markt Hal di Rotterdam di MVRDV e la riqualificazione del famoso mercato di Santa Caterina a Barcellona di Miralles Tagliabue, gli alveari urbani di Snøhetta e un progetto site specific di orto urbano “agricivico” di Richard Ingersoll.

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PAESAGGIO. Paesaggio, agricoltura, cibo: una triade onnipresente nella discussione sui territori contemporanei. Nella sezione vengono esposti quei progetti che meglio traducono la centralità di questo tema in bellezza e innovazione da un lato, in immagini potenti e controverse dall’altro: dalle saline (in mostra, tra gli altri, il progetto fotografico di Ziv Koren sull’estrazione del sale in Etiopia) alla Génoscope de Lanaud, progettata da Jean Nouvel in Francia, a una selezione dei molti e celebratissimi progetti di cantine in Italia e all’estero.

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MONDO. ll cibo è un tema essenziale della geopolitica e dell’antropologia globale. Questa sezione presenta dati su popolazione urbana e rurale, urbanizzazione, produzione, denutrizione (circa 800 milioni di persone tra il 2012 e il 2014) e molto altro. FAO e WFP hanno fornito dati, mappe e progetti-testimonial di questa condizione che sono stati tradotti dallo staff curatoriale del MAXXI in immagini, animazioni e info-grafiche. Insieme ai dati, si possono visionare progetti-simbolo come il Centro norvegese di raccolta globale dei semi e la mostra fotografica di Chris Terry, per il progetto Family Meals di WFP e Commissione Europea che racconta gli spazi come luoghi di condivisione attraverso il cibo.

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Dopo l’apertura, sostenuta da una degustazione organizzata dalla Fiorucci, ad accompagnare la mostra per tutta la sua durata c’è un ricco programma di eventi e di attività didattiche che approfondiscono e sviluppano i temi.
Tra gli appuntamenti: la tradizionale cerimonia del tè (16 giugno, 16 luglio, 25 settembre, 23 ottobre dalle 18.00 alle 19.00);
gli incontri di arte e cucina a cura di Soup Opera (18 giugno, 24 giugno, 9 luglio dalle 18.00 alle 19.00);
street food, dj set e degustazioni di sakè a cura dell’organizzazione giapponese no profit Peace Kitchen (2 luglio dalle 19.00 alle 23.30);
la performance Musica da Cucina a cura del laboratorio People from The Mountains (31 ottobre dalle 19.00 alle 20.00).

  • MAXXI. Via Guido Reni, 4. Roma. Tel. +39 06.3201954.
  • Martedì – Venerdì dalle 11.00 alle 19.00;
  • Sabato dalle 11.00 alle 22.00;
  • Domenica dalle 11.00 alle 19.00;
  • Lunedì chiuso;
  • Ingresso 10 € (ridotto 4 o 8 € – ingresso gratuito per minori sotto i 14 anni, disabili e studenti di arte e architettura).

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