Trulli Love Milano

“Allora: sono stato da Trullallà in via Umberto Bossi, e…”

Alt! Fermo, Totò: non sono disposto a sopportare queste battute che disdegnerebbe persino il tuo omonimo, principe De Curtis (la cui levatura peraltro ecc ecc). Quindi: sei stato da Trulli Love in via dei Bossi, una viuzza dietro la Scala…

“Pignolo, privo di humour, dittatore. Si tratta di un locale aperto da due mesi e mezzo, molto carino, uno stile moderno, poco ‘folcloristico’, se posso dirlo, eppure pienamente mediterraneo. Mi ricorda un po’ Slow Sud, dove siamo stati poche settimane fa. Siamo in Puglia, anche se la Puglia non si vede.”

In effetti, tutto quello che c’è di pugliese sono i prodotti (in vendita) esposti in giro per il locale. E la cucina: intimamente pugliese, anche se presentata in modo diciamo continentale, moderno, poco tradizionale.

Orecchiette alla crudaiola

“Hai ragione: e se devo essere sincero, i ghirigori sgocciolati, i dripping di aceto balsamico o cos’altro, per quanto gradevoli esteticamente, nulla aggiungono al piatto in sé.”

Una concessione alla moda, probabilmente.

“Può darsi: certo che i piatti, anche arabescati, sono proprio buoni, a cominciare dalla pasta.”

Pancondito con stracciatella

Più che dalla pasta, cominciamo dal menù. Abbastanza semplice, siamo in zona bistrot, è diviso in:

  1. Insalate (da 8,50 €; 14 € l’insalata di salmone, anche questa magari poco pugliese, ma corretta dall’uso del barattiere, una specie di cetriolo pugliese)
  2. Paste (9.50/11,50 €, 14 le paste all’uovo),
  3. Carne /due proposte: carpaccio scottato con canestrato podolico, 15 €, e i bocconcini a 13,50),
  4. Pesce (calamari, gamberi, polpo: da 18 a 21,50 €), legumi e verdure (favetta e cicorietta 8 €, parmigiana fredda 8.50, ceci e vongole 11,50),
  5. “Freschi e fragranti” (interessanti: bruschette di favette di Carpino, 7 €; pancondito e stracciatella, 9.50 €; pollo in puccia, 11,50)
  6. “Dal banco del salumaio” (14,50/15,50€, 20/27 quello iberico), dolci (6,50/7€).

Prevalenza di prodotti pugliesi di qualità, fra Igp Dop e simili; probabilmente il Tagliere Iberico è una concessione alla moda dei salumi spagnoli (questi vengono dall’Estremadura), mitigata dai fichi fioroni pugliesi. Immagino sia una richiesta del mercato milanese, come peraltro, mi hanno detto, la pasta appena un po’ scotta: alcuni clienti si sono lamentati della pasta troppo al dente, e hanno prolungato di un minuto la cottura.

Capunti

“Magari la mia anche di due minuti: ma i Capunti con cime di rapa erano veramente ottimi – le cime erano di Minervino, le acciughe di Mazara, una sbriciolata di pane dorato sopra… cotti, ma proprio buoni, ‘sti capunti di grano arso.”

bombette

Anche i miei Bocconcini di Cisternino sono una “concessione” alla milanesità: si tratta di un piatto tipico, le bombette, ovvero involtini di capocollo fresco con Caciocavallo Podolico dop e pancetta affumicata tesa: il (giovane e molto gentile) cameriere me lo ha spiegato subito, come, ha detto, fa sempre – e allora tanto vale metterlo direttamente per iscritto, bombette (involtini) di…

“Veramente ottime, grazie per avermele fatte assaggiare: ma io suggerirei di metterne nel piatto quindici, invece di cinque, evitando come detto i ghirigori: con cinque soltanto non sembra nemmeno di essere in Puglia…”

burratina

Ci sono poi i piatti fuori carta: com’era la tua Burratina affumicata su foglie di fragno con verdure grigliate?

“Piacevole, l’affumicatura non sapeva affatto di fango” – non provarci! fragno, è una specie di quercia anch’essa tipica della Puglia, e della Lucania – “ok, era delicata, ma forse mi piace di più la burrata fresca, mmm…”

sfogliatina chantilly

Dolce: la Sfogliatina Chantilly (sfoglia, crema di Limone Femminello del Gargano igp, Chantilly) era fresca e gradevole.

“Penso che la tua scelta del vino, un Monrose Casa Primis, del 2014, sia stata indovinata…”

Non dire sciocchezze: fra tutti e due ne capiamo di vino quanto di viaggi spaziali. Ma era piacevole, leggermente acidulo (leggo sul loro catalogo – il sito è “in decantazione” – che il vitigno è un Nero di Troia).

Trulli Love chef

Un locale piacevole, si mangia bene (sono arrivati a Milano dopo trent’anni di ristorazione in Puglia), la faccia dei piatti è moderna anche se un po’ “modaiola”, i ragazzi in cucina sono giovani, un lato della sala al piano terra (il locale ha anche un’altra sala soppalcata: il che risulta forse un po’ rumoroso) è una vetrata sulla cucina; executive chef Verio Marafina. Nonostante via dei Bossi sia una viuzza dallo scarso passaggio, l’altra sera c’era molta gente: buon segno.

Taralli pugliesi

Comunque: non so se siano più i nuovi locali giapponesi o quelli pugliesi, a Milano. Ma la qualità delle nuove aperture è decisamente buona, ci pare.

“Vero! Anzi: avete qualche pugliese nuovo da suggerirci?”

 Trulli Love. Via dei Bossi, 2. 20121 Milano. Tel. +39 0245488524. 

1 commento

  1. Milano è ancora l’America?
    Una volta i meridionali salivano a Milano per venire a lavorare all’Alfa Romeo e nelle grandi fabbriche che hanno trainato lo sviluppo dell’Italia intera.
    Veniva chiamata la capitale economica ed anche morale(per un certo periodo).
    Pur non godendo più di quella realtà produttiva, resta sempre, Milano, una delle più ricche città d’Italia ed è ancora un SOGNO per i meridionali.
    E si sale sperando di farsi i soldi con la ristorazione.
    Non più con le valigie di cartone, ma con iPad e competenze in comunicazione.
    Perché a Milano è più facile imbellettare dei piatti tradizionali, saperli “comunicare” e farseli pagare molto ma molto di più che al Sud.
    Ad esempio il dolcetto finale è un semplice “sporca mussi”.

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