Sono 4886 le bandiere del gusto 2015 che segnalano le migliori specialità regionali in Italia

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Sono 73 le nuove specialità regionali a tavola che portano le bandiere del gusto 2015, assegnate da Coldiretti, a un totale di 4886.

Un immenso giacimento gastronomico che testimonia la varietà del patrimonio agricolo e di artigianato alimentare dell’Italia.

A prevalere tra le specialità regionali sono:

  • 1490 diversi tipi di pane, pasta e biscotti
  • 1366 verdure fresche e lavorate
  • 782 salami, prosciutti, carni fresche e insaccati di diverso genere
  • 488 formaggi
  • 221 piatti composti o prodotti della gastronomia
  • 143 bevande tra analcoliche, liquori e distillati
  • 155 prodotti di origine animale (miele, lattiero-caseari escluso il burro, ecc.)
  • 153 preparazioni di pesci, molluschi, crostacei.

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Tra le 73 new entry, Coldiretti segnala:

  1. Soperzata di Rivello (Basilicata), un salume che si distingue per qualità e metodi di produzione dai tanti insaccati analoghi diffusi in tutto il Meridione d’Italia e che viene prodotto da oltre tre secoli,
  2. Cuccija (Campania), una zuppa di grano, ceci, mais, lenticchie ed altro che era tradizione consumarla il 1 maggio perché secondo la leggenda popolare chi la consumava in quel giorno non sarebbe stato aggredito dalle mosche nei campi,
  3. Imbalsadura (Emilia Romagna), minestrina di piselli, pancetta e pomodoro,
  4. Carciofo di Mola (Puglia), la cui coltivazione ha ripreso vigore dopo il declino che sembrava inarrestabile provocato da una malattia che causava l’avvizzimento dei capolini,
  5. Cannolo tradizionale di Piana degli Albanesi e Santa Cristina Gela (Sicilia) che si distingue dagli altri per essere fatto con scorza ottenuta da farina di grani antichi (maiorca), fresca ricotta di pecora, scaglie di cioccolato fondente 70% (grattugiato al momento) e miele di zagara al posto dello zucchero raffinato.
  6. Formaggio al latte crudo di Posina (Veneto), tipico prodotto lattiero caseario degli alpeggi del Vicentino dove le mucche mangiano solo erbe e fieno d’alto prato.

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Ecco il quadro completo delle Regioni con La Toscana in testa e la Campania e il Lazio sul podio.

Regione Specialità
Toscana 461 (-2)
Campania 457 (+28)
Lazio 393 (+7)
Emilia-Romagna 378 (+22)
Veneto 375 (+4)
Piemonte 336 (-5)
Liguria 294 (-1)
Calabria 269
Puglia 249 (+16)
Lombardia 247 (+1)
Sicilia 242 (+7)
Sardegna 183 (-1)
Molise 159
Friuli-Venezia Giulia 154 (-2)
Marche 151 (-1)
Abruzzo 147
Trentino 105 (-2)
Basilicata 95 (+5)
Alto Adige 90 (-2)
Umbria 70 (+1)
Val d’Aosta 31 (-1)
Totale 4886 (+73)

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A Expo sono stati messi in mostra numerosi prodotti tradizionali. Eccone alcuni.

  1. biscotin de Prost della Valchiavenna (Lombardia) da secoli confezionato a mano come fosse un’opera d’arte
  2. fagiolina del lago Trasimeno, conosciuta sin dal tempo degli Etruschi e salvata in tempi recenti dall’abbandono
  3.  fagiolo zolfino toscano la cui particolarità è la quasi totale assenza di buccia che ne consente l’immediata cottura
  4. filu ferro della Sardegna il cui nome ricorda la curiosa pratica adottata nella seconda metà dell’Ottocento dai distillatori isolani per evitare la confisca della grappa che veniva interrata in bottiglie localizzabili da un filo di ferro che spuntava dal terreno in superficie.
  5. lenticchia di Onano, prodotto laziale particolarmente apprezzato da numerosi Papi per la sua cremosità
  6. marmellata di bergamotto, “l’oro di Calabria”, ricetta tradizionale della zona ionica costiera del Reggino
  7. presnitz del Friuli-Venezia Giulia, nel quale un ricco e morbido ripieno a base di frutta secca è avvolto in uno strato di pasta sfoglia di forma circolare a chiocciola
  8. salame d’la doja del Piemonte che prende il nome dal contenitore di terracotta nel quale viene lasciato a maturale
  9. schuttelbrot, pane croccante e ricco di spezie dell’Alto Adige
  10. stroscia della Liguria, una torta particolare e friabilissima dove l’olio d’oliva, al posto del burro, assicura una maggiore leggerezza e digeribilità
  11. tetoun della Val d’Aosta, ottenuto dalla salmistrazione delle mammelle di bovine autoctone
  12. ventricina di Montenero di Bisaccia, salume molisano ben accetto per la magrezza delle carni superiore alla norma e per il grasso dalla consistenza particolare
  13. vino di visciole delle Marche, bevanda alcolica che si produce facendo macerare una particolare varietà di ciliegie selvatiche nel vino con l’aggiunta di zucchero

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