Como. Accorgersi che esiste The Market Place con menu a 40 €

Ristoranti

The Market Place

Como, appena fuori le mura, in una via tra le più ordinarie e tra insegne piuttosto anonime, le vetrate minimaliste con la scritta Restaurant colpiscono.

Il The Market Place ricorda alcuni bar newyorkesi e qualche tocco rimanda a paesi nordici. Chissà se ritroveremo la stessa cura nel piatto.

In sala Andrea Livio, coadiuvato da un assistente in fase di rodaggio. Andrea è attento, capace, pacato. Racconta, consiglia, segue con attenzione.

Davide Maci

In cucina, lo chef Davide Maci nel 2011 ha intrapreso questa avventura dopo esperienze in giro per il mondo che ne hanno arricchito lo stile, mantenendo però quel carattere schivo e molto lontano dai riflettori.

Diamo un’occhiata al menu. Due degustazione: il classico a 40 € composto da due antipasti, un primo ed un secondo da scegliere tra carne e pesce più vini in abbinamento a 15 €; il gourmet a 60 € con due antipasti, un primo, un secondo di pesce, uno di carne e il dessert con vini in abbinamento a 30 €. La carta offre sei antipasti da 14 a 18 €, quattro primi a 14 €, cinque secondi da 20 a 25 €.

I piatti del nostro percorso sono stati proposti per meglio sposarsi con una selezione di vini messi a disposizione dall’amico Andrea Sala, uno dei tre organizzatori dell’evento “Io Bevo così” giunto quest’anno alla seconda edizione, nonchè distributore di vini naturali nelle province di Como e Lecco con That’s Wine.

benvenuto

Abbiamo cominciato il nostro percorso con un benvenuto della cucina, da una parte un conetto con crema di melanzane, stracciatella di bufala e pesto, un fantastico snack per ogni aperitivo; dall’altra una spuma di carote con parmigiano a tocchetti sul fondo ed in crosta. Il ripieno di carota è spumoso e lega con la componente casearia, il cornetto rientra nella sezione “uno tira l’altro”, bellissima morbidezza della melanzana.

Da gustare davvero con parsimonia il burro salato e l’intenso pane integrale arricchito con farina di canapa e teff.

capasanta

Passiamo al primo degli antipasti, cappasanta, crema di patate, chutney al lime e scalogno e chorizo. Bella l’idea del chorizo, intrigante l’acidità che si ritrova a fine boccone che permette al palato di uscirne pulito, fresco e pronto al successivo, eccezionale poi l’abbinamento (scoperto solo sul finale, purtroppo) con la piccola baguette semi integrale (con farina integrale, semola senatore cappelli, farina 0, fleur de sel  e olio Evo) che contrappone la sua dolcezza all’acidità del piatto.

In abbinamento Viré Clessé 2007 Gilles et Catherine Vergé, un vino fuori da ogni stereotipo. Nasce da vigne di 98 anni e dopo 5 anni di sosta sulle fecce fini e nessun utilizzo di solfiti offre un naso espressivo fin da subito. In bocca è scalpitante, l’acidità è ancora viva, gran bel corpo e mineralità protagonista.

terrina foie gras

L’applausometro va in tilt con la terrina di foie gras d’anatra, composta di scalogno, purea di mela e carota speziata. Fegato grasso ammollato nel latte e poi fatto marinare con riesling spatlese: il nerbo acido è quello che è mancato in assaggi fatti altrove ma qui diciamo ciao ciao alla stucchevolezza e diamo il benvenuto alla golosità estrema.

In abbinamento una scoperta di Andrea, il Sauternes 2006 Chateau Pascaud Villefranche. Per nulla opulento ma che fa della freschezza la sua caratteristica trainante, beva compulsiva.

risotto piselli gamberi

Il risotto con piselli, fave, lime, gambero rossi crudi ha un chicco al dente, molto al dente (qui il mondo gastronomico si divide), una spruzzata di orto nel piatto, bello anche l’apporto delle erbe aromatiche e unico punto debole la perdita dai radar palatali del pregiato gambero che in bocca si fa apprezzare all’avvio per la sua texture dolce ma che sfugge sul finale.

Qui abbiamo bevuto Krimiso 2014 Aldo Viola, Catarratto in purezza con lunga sosta sulle bucce, il risultato lo si denota fin dalla vista con quei bellissimi riflessi aranciati. Vino ancora giovanissimo che lascia presagire un lungo futuro.

Il maître ci consiglia l’abbinamento “della casa”, Vouvray Le Mont Demi-Sec 2014 Huet: l’acidità sostiene il sorso dopo un ingresso dolce dato dal residuo zuccherino. Perfetto.

ombrina

Scendiamo di un gradino con l’ombrina, patate, asparagi e scampi. Esecuzione ottima, ma piatto piuttosto “normale”, diciamo con tranquillità che fin qui siamo stati trattati molto bene.

lombata agnello

Altre vetta altissima con lombata d’agnello e crema di pastinaca. Una carne invitante allo sguardo conferma le premesse grazie alla tenerezza e alla pastinaca che rimanda a note di liquirizia. Bellissima chiusura.

In abbinamento Cuvée Treesor Duchè D’Uzès IGP 2011 Domaine Lous Grezes, syrah e grenache per un’esplosione di macchia mediterranea, la morte dell’agnello. Anche qui zero aggiunta di solfiti.

I dolci sono due.

cheesecake lemon tart

Cheesecake con glassa ai lamponi, ciliege e fragole, gelato al cioccolato. Leggerezza e freschezza vengono qui ben coniugati. Come anche nella lemon tart con pasta brisé, meringa, crema al burro e gelatina al limone. Godetevelo con calma perché l’equilibrata acidità del lime allungherà la persistenza di ogni boccone.

Al termine del pranzo scopro che nessuna guida segnala il locale (ma questa cosa sembra possa accadere al nord come al sud). Misteri del mondo enogastronomico. Qui sono arrivati prima i giornali stranieri e si nota facilmente dalla frequentazione del locale, il rapporto qualità/servizio/prezzo è difficilmente raggiungibile a queste latitudini dove anche l’osteria o pseudo tale presenta un conto da ristorante.

Como aveva bisogno di un indirizzo come questo e lo ha avuto. certo ora dovrete aspettare che riapra dopo le ferie estive ma forse già lo conoscete. O no?

The Market Place. Via Gerolamo Borsieri, 21. Como. Tel. +39 031 270712