Grom si vende a Unilever: ora smetteremo di parlare di gelato artigianale?

Expo-Gelato-Grom-

La notizia è di quelle che farà saltare il banco dei gastrofissati del gelato (artigianale)

La Unilever, gigante del mondo food, ha acquistato Grom, la creatura creata da Federico Grom e Guido Martinetti nel 2003.

Il marchio che tanto intrippa gli appassionati del gelato sulla natura o meno artigiana del prodotto (con strascichi anche di carattere legale) andrà a finire accanto a quelli di Algida, Carte D’or, Cornetto, Ben & Jerry’s e Magnum.

Ovviamente il duo gelatiere getta acqua sul fuoco e rassicura i fans della panna a pagamento (altro coltello nella piaga del flame più intenso) dell’autonomia di gestione spiegata alla Stampa.

“Continueremo ad utilizzare i migliori ingredienti provenienti dalla nostra azienda agricola biologica Mura Mura e quelli realizzati dai nostri fornitori, e manterremo la produzione a Torino, per continuare ad offrire ai nostri consumatori i gelati ed i sorbetti che amano – dice – Guido Martinetti -. Siamo orgogliosi di aver la possibilità di lavorare insieme ai migliori manager di Unilever, perché siamo certi che grazie alle loro competenze e alla loro conoscenza dei mercati internazionali riusciremo a realizzare il sogno, nato 12 anni fa in un piccolo negozio nel centro di Torino, di portare il gelato italiano di qualità nel mondo”.

Guido-Martinetti-e-Federico-Grom

Nel mondo sicuramente Grom ci arriverà. Sulla qualità i detrattori cominceranno a ricamare. Voi che ne dite?

9 Commenti

  1. Evoluzione naturale del business, direi.
    Succede nel settore birrario, con acquisizioni di craft beer da parte delle grandi multinazionali. Succede nel settore vinicolo (LVMH è addirittura un machio trasversale del lusso). Nulla di strano che succeda anche per un’azienda come Grom.
    A parte i raccontini per boccaloni sul “gelato artigianale”, nessuno può negare che si tratti di un’azienda che ha sperimentato tassi di crescita interessanti dal punto di vista imprenditoriale, molto interessanti per una multinazionale del settore
    P.S. la “continuità e indipendenza di gestione”, in queste acquisizioni, dura 12-24 mesi max. Poi si diventa divisione specializzata del Marchio, e il management viene sostituito con funzionari della casa madre.

  2. beh è chiaro che hanno dato molto fastidio alle industrie di gelati …ora acquistano l’azienda e nel giro di un 2/ 4 anni la distruggono ….!!! funziona così anche con le start up vincenti …le multinazionali le acquistano e li annientano ….

    è il capitalismo bellezza!!!

  3. Temo, Franca, che tu abbia equivocato assai. Eppure il fatto che Ben&Jerry sia un marchio premium della medesima azienda dovrebbe chiariti bene la logica di queste acquisizioni.
    Non si capisce peraltro la ragione per cui si paghi un’azienda e poi distruggerne il valore. 🙂
    Forse bisognerebbe separare i giudizi e le opinioni (legittime) dai fatti

    • non conosco tom & jerry 😉 nè l’azienda che ha acquistato grom ma so che le multinazionali acquistano le start up o aziende sane , belle e cool per annientarle perchè disturbano troppo.
      vedi myspace vs murdoc nell’ambiente dei primi social …580 milioni sull’unghia …ora il nulla…
      so che sembro fuori e lo sono parecchio ….ma funziona così….

      http://www.amazon.com/Occupy-Management-Inspirations-Self-Organization-Self-Management/dp/0415703050

      http://www.polity.co.uk/book.asp?ref=9781509502219
      ciao !!!

      • Disturbano ?!?
        Sono segmenti di mercato diversi ed un’Azienda come Unilever vuole essere presente in tutti da Algida a Grom passando per Magnum e B&J.
        Stessa cosa che ha fatto Nestle’:non ha acquisito Panna e SanPellegrino per vender piu’ Pure Life. Ne ha invece fatto i premium brands della propria offerta

        • Appunto: normale evoluzione nella vita dei marchi e delle multinazionali.
          Franca ha confuso il settore commodity, e food in particolare, con il settore ICT dove il prodotto e il valore di una start up è dato dai suoi brevetti. L’azienda acquisita può tranquillamente scomparire, perché i brevetti vengono incorporati nei prodotti software.
          Cosa che non avviene con un prodotto alimentare identitaria come può essere Grom

          • @claudio forse sbagliando ma sono convinta che nestlè abbia acquistato san pellegrino e panna per colonizzare tutto il mondo del food in tutto il pianeta a tal punto che sponsorizza pure le guide, detta legge a livello mondiale sulla classifica dei migliori chef del mondo… ma non esiste una guida san pellegrino se non erro…quindi il trionfo dell’immateriale su ciò che di più materico esista…IL CIBO … dei geni !!! bastardi… ma chapeau;-) Può MANCARE IL VINO MA L’ACQUA SOPRA UN TAVOLO CI SARà SEMPRE e pure griffata missoni piuttosto che altre griffe.
            @ paolo no non mi sono confusa ma forse sbaglio e a questo punto lo spero perché sarebbe davvero mostruoso ..anche se non mi stupirebbe…..

            l’identità appunto …. le multinazionali l’ acquistano o la colonizzano poi la deformano a loro immagine e somiglianza. ma nel tuo immaginario per almeno altri 10 anni sarà sempre GROM .

  4. C’era una volta……………………………
    L’Uomo ha bisogno di Miti, anche nel 2050.
    L’uomo ha bisogno di Favole, sin dalla nascita.
    C’era una volta…
    E tanti hanno “creduto” all’ARTIGIANALITA’ del gelato grom.
    C’era una volta…
    Ancora adesso, dopo la vendita ad Uniler, Grom continua a “raccontare” la sua favola.E c’è chi crederà…
    C’era una volta…
    perché L’UOMO ha bisogno …di FAVOLE.
    C’era una volta…

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