Milano. Divertirsi mangiando bene allo Spice Bistrò & Bar

Ristoranti

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A fine serata, a Spice Bistrò & Bar, il cuoco, Misha Sukyas, dietro il bancone del bar, lavava i bicchieri, tutto contento. Felicità e divertimento: che è probabilmente l’espressione che meglio definirebbe la mia serata. Che è anche la chiave per definire quello che cerco in una cena, in un locale. Divertimento come sollecitazione dei sensi, piacere e soddisfazione, appagamento. Uguale felicità. Un qualcosa che coinvolge i piatti l’ambiente il servizio le persone in cucina e in sala. Il “comfort” dentro e fuori.

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Insomma, la cena da Spice mi è piaciuta. Conosco Misha Sukyas e il suo “complice” Matteo Simonato da un po’ – senza avere peraltro mai fatto cene complete, non sono mai stato all’Alchimista, nonostante il nome mi attraesse molto, dove entrambi cucinavano fino all’anno scorso: li ho solo incrociati in eventi vari, assaggiando qualche piatto estemporaneo. E tanto mi è bastato, fino a ora.

Ora Misha ha finalmente aperto il “suo” locale. A Spice ha portato tutta la sua esperienza di milanese (da parte di madre) e armeno (il padre), il suo peregrinare, dopo il liceo artistico, pressoché ovunque (fra le altre cose, ha lavorato con Moshik Roth ad Amsterdam, con Antonello Tagliabue da Bice a Londra, con Grant King e con Peter Gilmore in Australia), e soprattutto le sue passioni, le tecniche, la sua esperienza.

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Mi sono lasciato “servire” da loro, dopo aver dato un’occhiata alla carta, scritta a mano, con una grafia che prevede un buon numero di parole da intuire e ogni tanto una illeggibile. Ah, la carta cambia più o meno ogni giorno, e non è detto che la sera sia uguale al mezzogiorno. Peraltro, che i piatti vengano spesso portati direttamente dai cuochi, e debitamente spiegati, è una delle caratteristiche di Spice.

Dal menù dell’altra sera.

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tartare di cavallo e i suoi sfilacci, 11€: la barbabietola (una delle passioni di Misha, mi par di capire dalla sua frequente presenza) ci sta benissimo, ottimo inizio

• vellutata di cavolo rosso ciccioli di agnello e peperone, 8€: perfetta

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pepata di cozze affumicate al toscano, 8 €: ottimo proseguimento, l’affumicatura è un aroma sottile, combinazione perfetta con cozze e pomodorini

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risotto barbabietola e yogurt e capocollo, 10€: molto buono, il tocco del capocollo è un’ottima idea

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pasta alla matriciana, 9€

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• carpaccio di agnello crudo, con funghi pioppini, barbabietola acidulata, sale e pepe, 12€: la carne è quella presa dalla parte fra la pelle e il costato, tagliata con estrema pazienza (il cuoco sostiene di rilassarsi così), dal sapore meno “selvatico”: notevole

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• mi sa che non sono stato attento alla spiegazione del dolce: so che c’è un pacchero sbollentato e fritto, anzi due, dei lamponi, della ‘nduja… va be’, mi ci sono avventato, ed era buonissimo.

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Dei dolci si occupa in particolare Matteo Simonato – ottimamente direi.

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Pienamente soddisfatto, l’ho già detto: c’è attenzione, cura degli ingredienti e degli accostamenti, originalità e tecnica, gusto. Gusto anche in cucina: alle pareti, piastrelle di Fornasetti. Il locale è un po’ carico, ma molto piacevole – i tavoli sono illuminati dall’alto da tubi che concentrano la luce, il che mi ha permesso di fare delle foto in cui non è tutto giallo.

Il menù subirà variazioni, vuoi per la stagionalità, vuoi per la disponibilità del mercato, vuoi per la fantasia dello chef – che mi sembra un ottimo punto di partenza.

La filosofia del locale è presentata sul sito: si tratta di “un gastro-bistrò, un luogo dove coesistono cibo, cocktail, cucina gourmet e piatti di una volta in chiave moderna, ma è soprattutto un luogo dove non ci sono regole, dove si ha libertà di iniziare con un gelato per concludere con una parmigiana di melanzane, accompagnata da champagne. [Questo è un] luogo dove sentirsi bene.”

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C’è anche un bar, con un’interessante carta di cocktail – che proverò quanto prima.

Perché – come altri locali di recente comparsa sulla scena milanese, Trippa su tutti – è uno di quei posti che merita di essere frequentato: con una sua identità, ma mai uguale a se stesso.

Spice Bistrò & Bar. Via De Amicis, 4. Milano. Tel. +39 025810 2106

[immagini: Chefs4Passion, iPhone Emanuele Bonati]

 




Di Emanuele Bonati

Di Emanuele Bonati

"Esco, vedo gente, mangio cose" Lavora nell'editoria da oltre 40 anni. Legge compulsivamente da oltre 50 anni. Mangia da oltre 60 anni. Racconta quello che mangia, e il perché e il percome, online e non, da una decina d'anni. Verrà ricordato per aver fatto la foto della pizza di Cracco.