chateau

Con 60 denominazioni di origine controllata, 110.000 ettari e 7.00 proprietà, l’offerta enoturistica di Bordeaux è davvero notevole: la scoperta degli Chateaux e cantine, corsi di degustazione e serate all’insegna del vino.

cattedrale monolitica

Saint-Émilion non è solo una prestigiosa appellation di Bordeaux, ma anche un bellissimo borgo medievale in mezzo agli Chateaux e alle vigne. Le viuzze lastricate conducono alla Cattedrale Monolitica, un’enorme chiesa sotterranea, costruita nel Medioevo, unica nel suo genere.

Saint-Émilion e i suoi paesaggi viticoli sono considerati parte del patrimonio mondiale dell’UNESCO, ed io sono andata ad esplorare questa parte della Francia tanto famosa, tra Chateaux, vigne e vini.

panorama st emilion

Nella zona di Bordeaux ci sono ben 860 Chateaux, con 18 Premier Grand Cru A e B, tra cui 4 classé A. A Saint-Émilion ci sono 64 Chateaux, ma ancora pochi di essi sono aperti al pubblico. Preferiscono la riservatezza e un pizzico di mistero.

Chateau Troplong Mondot

troplong

La prima tappa è stata Chateau Troplong Mondot fondato nel 1763 (1er Grand Cru Classé B), che, con i suoi 33 ettari di vigneti è considerato il più grande della zona (di solito le proprietà non superano 10 ettari). Intorno allo Chateau, situato su una collina, ci sono infiniti vigneti che si affacciano su Saint-Émilion.

A differenza di molti, qui c’è anche un ristorante e un piccolo lussuoso hotel Le Belles Perdrix con sole tre camere e una casetta in mezzo alle vigne, dorate in questa stagione. Dopo una passeggiata tra i vigneti, è giunta l’ora della degustazione in una graziosa cantina a vetri di fronte al ristorante. Due etichette, Troplong Mondot e Mondot, 90% Merlot, 8% Cabernet Sauvignon, 2% Cabernet Franc. Eleganti, raffinati, sono quei vini che fanno sognare

Château Troplong Mondot Saint-Émilion, Tel: +33 (0)5 57 55 32 05

Château La Dominique 

la dominique

Il secondo Chateau visitato, La Dominique  (Grand Cru Classé), si trova in una posizione davvero invidiabile: dal suo terrazzo panoramico si possono vedere le tenute più prestigiose quali Figeac, Cheval-Blanc, La Conseillante, l’Evangile, Petrus, Gazin, Jean-Faure. L’attuale proprietario lo ha acquistato nel 1969, ma a differenza dei tanti, non era un vignaiolo di professione (è un costruttore), eppure lo è diventato per passione.

sala degustazione la dominique

Mrs Fayat è dell’idea che il vino deve essere condiviso, deve essere a portata di mano di tutti e non reso esclusivo per pochi eletti. Per questo ha deciso di aprire le porte dello Chateau ai visitatori, ha creato una bellissima sala degustazioni, dove si organizzano anche corsi di sommelier, e sul terrazzo panoramico ha costruito un ristorante: La Terrasse Rouge. I vini degustati nella sala dedicata si possono portare al ristorante per accompagnare il pranzo. Abbiamo assaggiato 2 etichette di Chateau La Dominique, 2012 e 2011, entrambi 80% Merlot, 15% Cabernet Franc e 5% Cabernet Sauvignon, ma la differenza tra le due annate era enorme: immediato e fresco il primo, equilibrato e promettente il secondo.

Château La Dominique 1 La Dominique, 33330 Saint-Émilion, Tel: +33 (0)5 57 55 20 73

La Terrasse Rouge

La Terrasse Rouge è un ristorante brasserie con la cucina a vista. Lo chef Nicolas Lascombes è lo stesso de La Brasserie Bordelaise, e lo si nota dallo stile e dai prodotti. Ma il menù, a parte qualche piatto, non è lo stesso, anche se non mancano foie gras, ostriche, entrecote e petto d’anatra.

Oltre le proposte del giorno ci sono anche le proposte di stagione a base di funghi e di castagne. Saporita la faraona servita con i crauti, fresche e croccanti le verdure con la crema di formaggio, delizioso il dessert a base di pain d’èpice, mele cotte e mousse di formaggio fresco.

da 28 €

La Terrasse Rouge1 La Dominique, 33330 Saint-Émilion, Tel: +33 (0)5 57 24 47 05

Château Quercy

chateau quercy

Poi è arrivato il momento di andare allo Château Quercy (Grand Cru Classé), a 4 km da Saint-Émilion, il cui nome è dovuto ad un bosco di querce centenarie intorno all’edificio. E’ stato costruito alla fine del XVIII in perfetto stile neoclassico, con le tre torri dalle quali è possibile vedere il campanile di Saint-Émilion.

E’ una proprietà molto piccola che occupa solo 6 ettari. Gli attuali titolari sono gli imprenditori cinesi che però non vivono qui, ma vengono solo 3-4 volte all’anno.  Il vigneto è composto dalle vigne molto vecchie (del 1901) e dalle più giovani, piantate nel 1964 e nel 1988. L’assemblaggio finale permette di creare due etichette, Chateau Quercy e Chateau Grave de Peyroutas. La produzione è completamente biologica.

Château Quercy3 Grave – Vignonet, St-Émilion, Tel: + 33 (0)5 57 84 56 07

Saint-Émilion

st emilion

Dopo tutto questo vino ci voleva una passeggiata, e così ho deciso di esplorare il borgo. Se non avete le scarpe comode, non ci pensate nemmeno a visitare Saint-Émilion: le pietre con le quali sono lastricate le vie, sono molto peggio dei nostri sampietrini! Così, guardando sotto i piedi e alzando ogni tanto lo sguardo alle vetrine, sono arrivata ad una pasticceria di Nadia Fermigier, famosa per i suoi macarons.

Nadia Fermingier

macaron st emilion

Non sono però quei pasticcini eterei e colorati che conosciamo tutti, i macaron di Saint-Émilion sembrano più gli amaretti, anche se più delicati di quegli italiani. La ricetta di macaron è antica, datata 1620, e apparteneva all’epoca alle monache Orsoline. Dopo una serie di vicissitudini, è finita nelle mani della famiglia Grandet, ed ora viene tramandata da generazione a generazione, restando, ovviamente, segreta.

Nadia Fermigier, 9 rue Guadet, 33330 Saint-Émilion, Tel: +33 (0)5 57 24 72 33

cordelier

Cosa potrei aggiungere? A Saint-Émilion non potevano mancare des bulles, ovvero le bollicine. Crémant de Bordeaux (metodo Champenois tradizionale) si produce qui a partire da 1892, nelle cantine sotterranee, posizionate sotto l’antico monastero dei Francescani. E qui lo dico e qui lo nego: preferisco di gran lunga Grand Cru Classé Saint-Émilion a Crémant de Bordeaux. Mai dire mai.

1 commento

  1. Bellissimo luogo. Ci sono stato a giugno. Luogo nettamente più suggestivo del Médoc, a prescindere dai produttori dell’una e dell’altra zona.

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