Il suicidio assistito del pandoro con Valerio Scanu

Pandoro Melegatti valerio Scanu

Mentre tutto l’universo femminile in età fertile si chiede come sia stato possibile demolire quel colosso di virilità che per anni ha rappresentato Antonio Banderas, mettendolo a farcire merendine mentre parla con una gallina, un‘altra azienda dolciaria, non meno ardimentosa, punta su un altro supertestimonial, forse dalla mascolinità più discutibile, ma dal certo impatto mediatico.

Lui è Valerio Scanu, mediocre cantante uscito dalla scuderia di Amici che tra uno shatush e l’altro (la disquisizione sulle sue messe in piega ha rappresentato un momento di alto giornalismo nel nostro paese) trova anche il tempo per ingozzarsi di merendine e cornetti.

Tale ipercolesterolemico entusiasmo non ci lascia soli neanche a Natale.

Melegatti Scanu

La Melegatti, l’azienda con la quale già da un paio d’anni Scanu fa cose, ha messo in produzione per le prossime festività un pandoro limited edition con su il faccione del cantante.

Una roba di bruttezza rara e preziosa, prodotta evidentemente dalla mente di un sadico.

Ad aggravare la situazione, oltre alla faccia di Scanu sulla confezione del pandoro campeggia anche una specie di brano meta poetico che narra di stelle, cieli, amore. Scritto dallo stesso maître a penser, mi immagino.

Questo è il male assoluto, è il suicidio del pandoro che perde definitivamente la speranza di entrare nelle case degli italiani se non a fine marzo, quando anche i discount mettono in vendita 3 pezzi 5 euro.

PS. Se volete riprendervi, qui c’è la ricetta del pandoro di Renato Bosco.


- lunedì, 16 novembre 2015 | ore 19:44

41 commenti su “Il suicidio assistito del pandoro con Valerio Scanu

  1. Ho letto questo ” articolo” per vedere dove voleva andare a parare…in niente.
    Difficile argomentare senza argomenti se non gusti e simpatie strettamente personali.

  2. Che qualcuno osi parlare di “male assoluto” in riferimento ad un pandoro e a un cantante mentre l’Europa annega nel sangue fa veramente schifo.
    Che quel qualcuno faccia battutine omofobe aggiunge schifo allo schifo.

  3. Che qualcuno non colga l’ironia traboccante di questo discutibilissimo articolo è preoccupante. Quanto a Scanu mi pare di ricordare che tra un cornetto e una brioche abbia fatto outing.

  4. Ma veramente vogliamo tirare una questione sul Pandoro “limàitid edìscion by Valerio Scanu”?!? Un po’ di sense of humor (in tutti i luoghi e in tutti i laghi, magari) che mica stiamo parlando di Frank Sinatra (e Sarah non mi pare l’abbia messa sull’omofobo)…

  5. Posto che ho sorriso (e il cielo sa quanto abbiamo bisogno di un sorriso, sempre, non solo in queste tristi giornate), ho riletto attentamente, e mi pare che davvero Linda si scateni ben oltre la lettera dell’articolo.
    Mi permetto di ricordarLe “omnia munda mundi”; nel Suo ansymo del tutto-politicamente-corretto ha voluto vedere quanto era solamente leggerezza, levità, satira per una scelta di marketing oggettivamente infelice.
    A Sarah, piuttosto, devo fare una precisazione: trattasi al più di coming out, non di outing.
    Quisquilie, ne convengo, ma bisogna pur correggerle, sennò Linda-dalla-penna-rossa se ne adonta di molto assai 🙂

  6. questi sono i tipici articoletti anche simpatici che volgono a screditare la scelta promozionale, (il cantante non è neanche di mio gusto) …ma che in poco tempo e sotto le feste soprattutto se la voce gira potrà solo fare bene al marketing aziendale oltre che al personaggio stesso, come già avvenuto in altri episodi.

    direttore marketing Le tre Marie

    • Avendo seguito come direttore creativo il pandoro Melegatti per tanti anni quando la testimonial era la grande Angela Finicchiaro, so bene il valore di notorietà e simpatia che può riversare un testimonial sulla marca. Per fortuna la confezione col faccione è una limited edition.. Limita i danni di questa bizzarra e irrispettosa scelta nei confronti di un brand centenario, nonché inventore del pandoro!

  7. Vabbe ma cosa c’è di male?… tanta retorica ben articolata e frasi ironico taglienti per quale motivo?… Cioè… È lavoro come tanti altri. E magari anche quel ragazzo Scanu (non conosco chi sia, so che è un cantante) ha bisogno di lavorare… E magari a Melegatti piace, cioe… Gusti… Cosi come son gusti pandoro o panettone, i gusti non si discutono… Io discuto l ironia sul lavoro degli altri… E questo mi schifa. Meglio lui che la solita donna vogliosa fuori luogo con le tette al vento come la Giovanna del silicone.

  8. Tranquilla S.ra Sarah,non troverà il “pandoro con il faccione di Scanu” sugli scafali,informarsi meglio prima di scrivere un’articolo mai vero ? Questa è una “limited edition” in omaggio esclusivamente per i fans in occasione del primo raduno ufficiale che si terrà il 5 dicembre a Bologna,semplicemente un pensiero carino per loro.
    Comunque la ringrazio perché ha contribuito a spargere la notizia (anche se in modo non corretto ) che si sta rivelando vincente…come previsto dal Sig. Cristian!! Buona serata.

    PS. Stia tranquillo Sig.Michele, il pandoro con il faccione non è in vendita, “l’onore” del marchio Melegatti è salvo…che tristezza leggere certe cose.

    • La scelta di un testimonial è sempre molto difficile e inevitabilmente divide. Avendo anche realizzato gli spot tic-tac per oltre tre anni con michelle Hunziker so bene quante ricerche e verifiche abbia fatto la Ferrero prima di avvicinare un volto famoso ad una icona del mercato. Per cui immagino che la scelta sia stata fatta con oculatezza. Per ringiovanire il brand ecc.. L’articolo è molto ironico e fa sorridere. E giustamente è tutta pubblicità. Mi conceda un po’ di nostalgia pensando a Franca Valeri e Angela Finicchiaro. Non dovrebbe mettere tristezza il mio commento.. Solo un inevitabile cambio dei tempi, dello stile e del Natale stesso. Auguri per la stagione di vendite!

      • Sig. Michele troppo comodo adesso cercare di correggere il “tiro” quello che voleva fare intendere si è capito benissimo, non offenda l’intelligenza delle persone per favore e comunque è una sua opinione e come tale va rispettata, lei rispetti il lavoro e le idee degli altri.

        Comunque visto il clamore che sta suscitando questa iniziativa della “limited edition” proporrei alla Melegatti di valutate l’idea di mettere in vendita per tutti il “faccione di Scanu..non hanno ancora capito che si tratta di una iniziativa privata ed eventualmente devolvere una parte del ricavato in beneficenza, in risposta alla “massa di imbecilli anonimi” capitanati dalla Lucarelli che istiga alla violenza verbale (non meno grave di quella fisica e punibile ) e che poi fa puntualmente la vittima…ecco questo purtroppo è lo specchio attuale, la realtà della nostra “evoluta” società, complimenti a tutti, complimenti alla Lucarelli “madre”,complimenti ai suoi seguaci, complimenti a chi insulta perché lo fanno gli altri (fa figo ),complimenti a chi insulta e ha l’immagine della bandiera francese (pace e libertà) ma davvero ci credete?

        Il fatto di essere personaggi famosi ti mette sicuramente al centro dell’attenzione nel bene e nel male, fa parte del gioco,è vero che c’è la libertà di opinione, la puoi esprimere e non essere d’accordo ma nessuno si può permettere di offendere la dignità di una persona,mai!!!

        Questo vale per Scanu come per qualsiasi altra persona famosa o non!
        Rispetto signori rispetto!!!
        È inutile pretendere il rispetto degli altri quando noi per primi non lo diamo e non pretendetelo dai vostri figli quando voi “adulti” date questo esempio..e soprattutto cambiate l’immagine del profilo, è un insulto alla “pace e alla libertà” quella vera.

        PS. Sig. Michele si chiama Angela FinOcchiaro..

        • I miei commenti non erano riferiti a Scanu ma alle scelte della Melegatti che è passata da Veleria Valeri a Scanu.. mi consenta un po’ di perplessità sulle scelte di marca.
          Poi è vero che i tempi cambiano e le marche si devono aggiornare, ma su alcune icone del mercato come i dolci di natali che hanno più di 100 anni, io da vecchio pubblicitario ogni tanto mi domando: ma perché?
          In ogni caso ai consumatori l’ardua sentenza.

          • Guardi Michele, per quanto riguarda Scanu sono a conoscenza che il Sig. Melegatti due anni fa lo ha scelto personalmente come sponsor perché gli piaceva come cantante e perché rappresentava la figura del giovane leale che combatteva il “sistema” per riuscire a portare avanti i suoi progetti. Quest’anno mi sembra di capire che Scanu abbia scelto lui di continuare la collaborazione in accordo con la Melegatti.
            Sinceramente tutto il putiferio mediatico che si è scatenato per le confezioni di un pandoro con la foto di Scanu CREATE ESCLUSIVAMENTE PER I FANS e non destinate alla vendita lo trovo imbarazzante e vergognoso sia nei confronti della Melegatti che ha solo creato un “omaggio” sia nei confronti di Scanu che voleva semplicemente ringraziare i suoi fans…la cattiveria espressa in certi commenti non la giustifico, se l’avvento dei social serve a scatenare la rabbia repressa delle persone per motivi futili allora siamo arrivati a livelli molto molto bassi e questo mi preoccupa..buona giornata.

  9. Posso assicurarvi che l’operazione di marketing può funzionare dato che Scanu, piaccia o non piaccia, è conosciuto alla platea degli spettatori italiani per il programma di Carlo Conti e migiaia e migliaia di massaie over 65 compreranno il pandoro con quel simpaticone che tanto imitava bene da Carlo Conti. I suicidi sono ben altri!!

  10. Io lo comprerò, mi sembra un’iniziativa come un’altra per aumentare le vendite. Scanu può anche non piacere a tutti ma è un ragazzo eclettico, pulito e a suo modo coraggioso.

    • sul coraggio sono perfettamente d’accordo.
      e anche autoironico, direi. se non lo fosse stato non si sarebbe mai tuffato in questa avventura, di cui sono certa non gli sfuggivano le insidie…

    • Il commento di Bruno del 17 novembre 2015 alle 11:57
      “obbiettivo raggiunto: click e commenti a contenuto zero…”
      .
      Bruno ipotizza che un buon numero di click sia stato raggiunto grazie ai commenti stimolati dal post.
      Non mi trovo d’accordo con Bruno sulla qualità dei commenti, che per lui è molto bassa.Invece secondo me il dibattito è stato interessante.
      Ed in particolare lo scambio tra Michele e Marinam8entrambi interessanti)
      .
      Condivido con Bruno il fatto che Sarah abbia saputo stimolare il dibattito e questo può aver aumentato i click.
      .
      Io preferisco un Dibattito vivace con PIU’ VOCI DIVERSE(cioè pluralistico) che si confrontano, e si contrastano anche.
      (Sperando in un confronto civile che eviti gli insulti e altre forme degenerative del dialogo: non è sempre facile)
      E penso che un dibattito pluralistico e vivace attragga i lettori:
      ma una minoranza rispetto alla maggioranza dei lettori/trici che cercano soltanto Informazioni Veloci: es. classifiche ecc…
      .
      Quindi, stimolare i dibattiti può essere una delle tante vie di un blog per aumentare i click.Almeno di quella minoranza che legge i dibattiti.
      E Sarah ha delle grosse capacità nel provocare e quindi stimolare.
      Penso che il punto fino al quale possa spingersi lo stabilisca il Capo ma sono convinto che possa andare anche oltre e vedremo altri articoli…molto stimolanti 🙂
      .
      L’impulso deve partire dal post, dai contenuti e dallo stile con cui viene scritto.
      Dai, Sarah !
      🙂

  11. Sergio forse potevo spiegarmi meglio. Il contenuto zero non è riferito ai commenti degli utenti ma bensì ad un articolo di inutilità assoluta per un sito che parla di cibo. Purtroppo la deriva glamour del settore impone questo tipo di contenuti, sempre di più rispetto a quelli che indagano il mondo dell’enogastronomia. La ricerca del click è alla base delle linee editoriali e queste sono le conseguenze. Si è voluto creare il concetto che interessarsi di cibo è “figo” e così i più, credono di farlo leggendo articoli di questo tipo. Parlare del contenuto enogastronomico di un territorio è più noioso per questo nuovo pubblico cliccante, quindi lo si fa sempre meno. Nella ricerca spasmodica del click anche la forma di scrittura si adegua. Si ricerca questo stile hipster – cojonella tanto in voga adesso e di importanza primaria rispetto alla preparazione effettiva dei redattori.
    Quanto detto rappresenta una mia idea sulla situazione di questo settore. Nulla di personale con il blog, l’editore e i redattori

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