La pizza napoletana perde Michele “Triunfo” Panico

Michele Panico pizzaiolo

Un anno nero per la pizza napoletana. Ci ha lasciati qualche giorno fa Don Luigi Condurro, decano dei pizzaioli con la sua Da Michele, una delle pizzerie più conosciute anche fuori Napoli.

Ed è venuto a mancare anche Michele Panico conosciuto come Zi Michele Triunfo.

La pizzeria in cui ha lavorato per anni era la storica Triunfo alla Duchesca. Da lì ha deliziato generazioni di napoletani alla ricerca di una pizza anche a notte inoltrata.

All’angolo di via Poerio, la pizzeria Triunfo era uno degli indirizzi inseriti nel radar degli appassionati della pizza. Solo un ricordo, però, perché dal 2008 la pizzeria che aveva visto all’opera anche il fratello Don Mario aveva abbassato la saracinesca. A differenza di altre storie di tradizione tramandata, le nuove generazioni avevano detto addio alla pizza dietro Castel Capuano.

Michele Triunfo PanicoCivitiello e Triunfoscuola di pizza Rossopomodoro

“Zi Michele” non aveva smesso di frequentare la pizza e i luoghi della pizza. Tra le sue ultime apparizioni, quella al Napoli Pizza Village, alla Scuola di Rossopomodoro dove aveva partecipato accanto ai campioni del Mondo Davide Civitiello e Valentino Libro ai corsi per gli appassionati.

Una medaglia e il suo ricordo siglano un altro capitolo della pizza napoletana che ora diventa leggenda.

1 commento

  1. Stazione Piazza Garibaldi…si scende.
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    Chi arrivava a Napoli con il treno, forse la conosceva perché era vicinissima a Piazza Garibaldi, nella via più animata per certi versi.
    Conoscevo due amici che, dovendosi recare a Roma per studio, a volte si fermavano brevemente a Napoli per farsi una pizza, poi ripartivano.
    E, nelle vicinanze della stazione ci sono sempre state tante pizzerie, tra cui la celebre Da Michele.
    Anche questa, molto conosciuta.Ho trovato questo pezzo scritto subito dopo la chiusura della pizzeria a cui accenna Vincenzo Pagano.
    E’ molto bello ed è uno spaccato, anche, dei cambiamenti socio-economici di Napoli(ma vale per tutta l’Italia).
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    Rosario Pipolo:
    “Un altro trauma dopo il mio recente ritorno a Napoli. Avevo voglia di una pizza accartocciata e così mi sono diretto da Triunfo nella Duchesca. Stranamente non sentivo il solito profumo. Al posto della storica pizzeria dietro al vecchio Tribunale di Napoli, sono spuntati una coppia di cinesi che vendevano la solita accozaglia. Credevo di aver sbagliato vicolo! E’ stato un signore del quartiere a confermarmi che la saracinesca di Triunfo si era abbassata per sempre. Il figlio non ha voluto continuare l’attività del padre e pare che se ne sia andato in Corea dopo aver venduto agli orientali. Pizza o calzone fritto, da Triunfo dovevi fare la coda a qualsiasi ora e faceva gola pure agli animali: una volta c’è mancato poco che un cane azzannasse un pezzo della mia Margherita fumante! Pure chi veniva dalla provincia – che magari di Napoli sapeva ben poco – conosceva quell’angolo, a pochi passi dalla Ferrovia. L’ultima volta che ci sono passato, invece dei soliti operai o muratori con cui condividevo la pausa pranzo, ho parlato di pizza fritta con marocchini e algerini. Segni che i tempi cambiano e che il fenomeno dell’immigrazione porta nuovi risvolti. Questo paradiso gastronomico della Napoli popolare andava salvaguardato. E adesso chi glielo dice alla buonanima del mio bisnonno, Francesco Mautone, che Triunfo non c’è più? Quella pizzeria che ha sfamato più generazioni della mia famiglia, anche quelli come il nobile ed elegante Francesco che, nella Napoli degli anni ’20, non privava i suoi figli del piacere di “leccarsi le dita” dopo una buona pizza mangiata con le mani!”
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    https://rosariopipolo.wordpress.com/2009/12/11/pizzera-triunfo-duchesca-a-napoli-chiude/

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