Auguri Gino: come è andata la cena in onore di Luigi Veronelli

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Luigi Veronelli Cino Tortorella

Luigi Veronelli, l’hanno praticamente amato tutti. Martedì sarebbe stato il giorno del suo compleanno, spunto per ricordarlo in una memorabile cena di beneficenza in suo onore, “Auguri Gino”. Il suo legame profondo con ciò che amava più fare l’ha reso il precursore della critica enologica per antonomasia, editore, scrittore, giornalista e gastronomo, lui il ruolo della memoria e del racconto, esempio internazionale dell’enogastronomia che ci rende orgogliosi.

Da Vittorio Cantalupa ristorante

Una serata da favola cosi come la location al ristorante Relais Chauteux Da Vittorio a Brusaporto tre stelle Michelin della famiglia Cerea. L’ideatore è stato Philippe Lèveillè con l’organizzazione di Melagrana Food Creative Idea di Valentina Camozzi e Salumificio Squisito di Giuseppe Tognazzi. Questa serata ha voluto rappresentare le opere e la vita del famoso enologo volutamente nel giorno del suo novantesimo compleanno, ricordandolo come se fosse ancora in vita.

I 6 chef hanno elaborato un menù legato alla grande personalità di Veronelli attraverso piatti a lui cari, ognuno legato da un particolare aneddoto.

Massimiliano Alajmo

Ecco la scuderia culinaria: Philippe Leveillè del “Miramonti l’altro”, Max Alajmo, delle “Calandre”, Fulvio Pierangelini, Marco Perez e Giovanni Santini, “Dal Pescatore”, Bruno Federico del ristorante La Caprese e ovviamente i fratelli Enrico e Roberto Cerea

Parlare di Veronelli significa parlare di un pezzo di storia che si muove in quello che è stata la sua vita, così Gianni Mura ci ha accompagnato lungo la trama che è stata la missione di Veronelli.

L’aperitivo ci aspettava con bollicine come da copione Cà del Bosco brut 2011, in accoppiata agli stuzzicanti aperitivi offerti da Fratelli Cerea, Macelleria Cazzamali, Salumificio Squisito.

crudo di pesce

Caldo freddo di cavolfiore con caviale di aringa è di Philippe Lèveillè, mentre Crudo di pesce lo prepara Bruno Federico della Caprese.

terrina di anguilla

I fan di Giovanni Santini del Pescatore hanno sicuramente trovato squisita la Terrina di anguilla, seducente dai toni pungenti della marinatura della carne resa delicata da una cottura chirurgica. In abbinamento un calice di Pithos bianco Igp, azienda COS terre Siciliane: fermentazione spontanea in anfore di terracotta sulle bucce, con lieviti indigeni.

zuppa del cavolo

 Massimiliano Alajmo delle Calandre ha preparato una Zuppa del cavolo con tre elementi si aprono al palato, caldi, freddi, croccanti. Il gelato alla barbabietola è un tocco perfetto. Qui si beve un Vermentino 2014 Solosole Cantina Bolgheri. Piacevole, intenso, tropicale.

fagioli in pasta

Marco Perez, del Master della cucina Italiana, ha preparato Fagioli in pasta, particolari. Trovo eccellente il gambero rosa crudo adagiato all’interno della sfoglia con i suoi fagioli all’occhio in crema. Li troviamo pure interi in un brodo delicatissimo, piatto accogliente. Sauvignon e Chardonay, per un calice di vino bianco del 2014 della cantina Accornero è la scelta del sommelier.

dentice carciofi patate

Dentice carciofi e patate di Fulvio Pierangelini. Piatto godereccio nella sua semplicità con un purè delizioso, quasi crema. Accanto, Grignolino Bricco del Bosco vendemmia 2011, Accornero.

cotechino con purè e spinaci

Cotechino con purè e spinaci di Philippe Lèveillè. Raffinato, presentato in bellezza, un gioco visivo e gustativo. Continuiamo a bere Grignolino.

Il ricavato della cena è stato interamente a scopo benefico in favore dell’AISL, Associazione Italiana Sclerosi Multipla. Sono stati raccolti 15.000 €.

Poi la serata si è trasformata in un familiare discorso degli chef in memoria di Veronelli con la sala piena di sentimenti.

Enzo Vizzari

A concludere un’asta, diretta da Enzo Vizzari, di alcune pregiatissime bottiglie magnum e grandi formati di Bellavista, Braida, Cantina del Glicine, Valentini ed Emidio Pepe.

Dolci fratelli Cereadolci Da Vittorio

Ultimo cambio di rotta, direzione dessert. Di fronte alla saletta appositamente adibita al buffet del dolce si apre il mondo delle creazioni della famiglia Cerea. Mi lascio tentare da un assaggio di crostata alla crema chantilly e fragoline di bosco, un micro assaggio del tiramisù moderno con morbido di caffè, delizioso. C’è anche una quenelle di gelato al pistacchio: cosa dirvi è il mio gusto preferito, e loro lo fanno divinamente.

“ Vini e cibi sono come noi uomini e donne, amici miei; quasi mai monogami”. Lo ha detto Veronelli. Voi ci credete?

[Isabella Scuderi. Immagini: Isabella Scuderi, Annamaria Farina]

 

1 commento

  1. Tra i primi e tra i migliori.Conservo ancora tantissime sue pubblicazioni,ed è un piacere ogni tanto andare a rileggere i suoi scritti.

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