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Dopo quindici edizioni, la Guida “I Vini d’Italia” si rinnova profondamente per l’uscita ad ottobre.

Si chiamerà – I Vini dell’Espresso – dice il direttore Enzo Vizzari – e l’obiettivo è realizzare uno strumento pensato per il consumatore evoluto prima che per gli addetti ai lavori. Non sarà quindi una pubblicazione generalista e onnicomprensiva, sarà più agile, articolata in diverse sezioni: da – i migliori assaggi dell’anno – ai migliori acquisti – alle migliori bottiglie da acquistare e conservare – ai migliori vini di ogni denominazione… Naturalmente il tutto corredato da schede e commenti sulle aziende”.

Tradotto, occorre “fare accessi e il racconto deve essere orientato.

guide espresso 2016

“I Vini dell’Espresso” grazie alla componente “social” sarà un prodotto vivo, aggiornato, in presa diretta su avvenimenti, banchi d’assaggio, anteprime, e tramite Facebook sarà connesso ai propri lettori.

Avremo quindi con buona probabilità articoli come i 10 migliori Fiano di Avellino oltre a quelli con un eccezionale rapporto qualità-prezzo o i vini da assaggiare senza dubbi in un evento come il Vinitaly o ancora alle classifiche che guardano al futuro.

Vedremo quindi comparire anche le fotografie che secondo gli antichi schemi erano bandite anche perché, soprattutto nel caso dei ristoranti (la guida uscirà in contemporanea e senza cambiamenti), l’anonimato va sempre conservato?

Antonio-Paolini-da-Salvatore-Tassa

Bisognerà aspettare l’autunno prossimo per saperlo, ma intanto sono annunciati i primi nomi che affiancheranno i curatori Antonio Paolini e Andrea Grignaffini in una squadra completamente rinnovata. Veronika Crecelius, Aldo Fiordelli, Elio Ghisalberti, Alessio Pietrobattista, Davide Scapin Giordani, Sabatino Sorrentino, Maurizio Valeriani sono i primi nomi cui seguiranno altri “amici”.

Entrano quindi persone che sanno di vino ma sanno anche stare su Facebook come Alessio Pietrobattista oppure organizzano eventi e degustazioni per le comunità di appassionati come Maurizio Valeriani.

Modalità di interazione per portare la guida al passo dei tempi. Che ne dite?

3 Commenti

  1. Ma cosa vorrà mai dire ” l’obiettivo è realizzare uno strumento pensato per il consumatore evoluto prima che per gli addetti ai lavori”???
    C’è una scala con i consumatori inconsapevoli, gli evoluti e gli addetti ai lavori con i primi che bevono malissimo, i secondi che sanno cosa bere e gli ultimi che bevono a sbafo?
    Sbagliato il target? Agli evoluti serve la guida e tutti quelli che la leggevano prima erano gli addetti ai lavori cioè critici e cantine?
    Aiutate gli inconsapevoli, ve ne prego 😆

  2. Evoluto o (In)voluto ?………..
    .
    Le domande presenti in un discorso, se coerenti, sono sempre stimolanti.
    Mi soffermo sul CONSUMATORE EVOLUTO, ma allargando il concetto a tutti i tipi di cibo e non limitandolo al vino.
    Chi è costui?
    Quali sono le caratteristiche principali di un “Buongustaio-consumatore Evoluto?
    .
    Sinteticamente, penso che oltre a sviluppare delle buone capacità nella degustazione, il buongustaio(consumatore) evoluto nell’epoca del Web debba sviluppare ed acquisire competenze ed abilità di interpretazione, di comprensione degli innumerevoli messaggi, informazioni, che la comunicazione sul cibo gli riversa ogni giorno.
    .
    Evoluto è, secondo me, chi non si fa condizionare, influenzare, manipolare dalla Comunicazione del Cibo sui Media(compreso il web).
    Ed in questo sforzo utilizzi oltre allo spirito-pensiero critico,
    le conoscenze acquisite con lo studio, l’esperienza culinaria
    e il consapevole esercizio della degustazione del cibo(compreso il vino).
    .
    A cosa pensava Vizzari quando ha scritto consumatore evoluto?
    .
    La risposta potremmo trovarla anche riflettendo sull'(in)evoluzione del gruppo editoriale Repubblica-Espresso degli ultimi anni.
    .
    Perché si può…EVOLVERE…in…diverse direzioni.

  3. Seguo da molti anni la guida e vi devo confessare che aspettavo con trepidazione l’uscita del 2017 che si preannunciava nuova sotto tutti i punti di vista. Nuovi anche i collaboratori,coloro che davano un giudizio dei vini Italiani.Io sono toscano e come tale seguo molto da vicino la realtà del luogo, allora secondo le valutazioni della nuova guida il chianti classico ed il brunello di montalcino non sono più vini dell’ eccellenza Italiana . Fra tutte e due le tipologie di vini solo 16 segnalazioni su 300.Che differenza passa fra il primo di ogni categoria e il 100°.Troppo generico. Forse quello di prima era per gli addetti ai lavori come dicono loro,ma io che non lo sono mi trovavo benissimo.Troppi se e troppi ma che non mi convincono su questa nuova edizione,che penso non comprerò più in futuro.

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