La pizza stesa con il matterello non è degna dell’Unesco, ditelo a Roncadin

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Pezzella Lello Arena pizza unesco

Oggi, come saprete, c’è a Parigi la consegna all’Unesco delle firme raccolte per sostenere la pizza, rectius, la candidatura dell’arte dei pizzaiuoli napoletani a patrimonio immateriale dell’umanità.

E come in tutte le cose, c’è chi salta sul carro del vincitore con malcelata noncuranza o piazza cappelli sulla sedia che fino a un attimo prima aveva schifato.

Stasera probabilmente potremmo avere qualche flash anche con foto e selfie, c’è sempre speranza.

Dario Roncadin pizza

Dove non c’è speranza è in chi non ha mai capito nulla della (possibile) arte napoletana.

Come Dario Roncadin, amministratore delegato della Roncadin SpA. Che ha costruito le sue fortune sulla pizza. Surgelata.

Il suo cognome ha poco di napoletano, ma come ben sapete in moltissimi ai quattro angoli del mondo hanno sostenuto #pizzaunesco con una firma. C’è anche il governatore della Regione Lombardia Roberto Maroni, per dire.

Lui tranquillo dichiara:

La pizza è un vero vanto italiano nel mondo: per questo plaudo l’iniziativa che vuole inserirla nel patrimonio Unesco. In un’economia globale ad altissima tasso di concorrenza, molto spesso sleale, il nostro Paese deve saper valorizzare e difendere le proprie eccellenze. Non è semplicemente orgoglio patriottico; è un riconoscimento doveroso e che può avere importanti ricadute economiche, dando all’Italia quello che è dell’Italia.  Noi vantiamo un grande numero di siti Unesco, a dimostrazione dell’importanza artistica e culturale italiana nel mondo; allo stesso modo è giusto vedere riconosciuta un’espressione della nostra cultura culinaria come la pizza, tanto presente nell’immaginario collettivo da essere diventata un’icona planetaria.

Ora dico, bel discorso, ecumenico, planetario. Ci mettiamo pure dentro la pizza surgelata (Roncadin ha raggiunto nel 2015 un fatturato di 90 milioni di euro (+12,5%) e ha superato quota 450 lavoratori. Nel 2015 ha inaugurato la propria quinta linea produttiva a Meduno e avviato uno stabilimento dedicato alle pizze gluten free a Genova, mica fichi secchi).

Ma il matterello per avere ragione sul disco cicciotto di pizza nella foto d’ordinanza, scusi Roncadin, è una beffa all’arte dei pizzaiuoli e della pizza. Almeno quella non surgelata che fanno i 10 massimi alfieri della pizza napoletana.

Datemi pure del polentone e ditemi che mi sbaglio, ma forse ci vuole un ripasso delle Lezioni di Pizza.