vermicelli garofalo

Sarebbero quasi un milione i chili di spaghetti sequestrati dalla Guardia di Finanza nei magazzini del porto di Genova.

La provenienza dichiarata è la Turchia e il problema sarebbe proprio nell’etichetta che invece dichiara il Made in Italy.

Problema che diventa ancora più grande perché il pastificio al centro del contenzioso ha un nome pesante: Garofalo.

Repubblica dà la notizia puntualizzando subito che il sequestro non è legato a motivi di salute, cioè la pasta può essere consumata tranquillamente senza rischi.

Invece diventano rilevanti altri aspetti come la qualità inferiore degli spaghetti di grano tenero che sono stati prodotti in Turchia. E non in Italia come dichiarato in etichetta.

Tradotto: il prezzo al consumatore dei 972mila 147 chilogrammi di pasta “made in Turkey” dovrebbe essere ugualmente inferiore.

Gli spaghetti pubblicizzati come pasta di grano duro conterrebbero in realtà, secondo le analisi effettuate dai laboratori delle Dogane, una percentuale superiore di grano tenero.

Il motivo del discutere, quindi, esula dalla tutela di sicurezza alimentare per toccare il terreno dell’Italian sounding che appare paradossale perché in qualche modo “creata” da una delle aziende di riferimento della vera pasta Made in Italy anche se non fa parte del consorzio di tutela di Gragnano che per gli appassionati di gastronomia si identifica con la pasta della tout court.

L’avvocato Alberto Caselli Lapeschi, che tutela le ragioni del pastificio Garofalo, ha già presentato ricorso in Cassazione per il dissequestro.

“I miei clienti sono i titolari di un pastificio molto noto che produce da sempre pasta di qualità. Credo che la situazione verrà presto chiarita. Abbiamo già presentato ricorso in Cassazione per ottenere il dissequestro e confidiamo che ciò avvenga in tempi brevi. In ogni caso, vorrei ricordare come non è assolutamente in discussione la qualità del prodotto dal punto di vista della sicurezza dei consumatori”, spiega il legale.

I motivi della presenza del milione di chili di pasta a Genova sono riassunti da una nota dell’ufficio stampa del pastificio. La pasta prodotta in Turchia non andrebbe sul mercato italiano: “La pasta di cui si parla non è’ la linea Pasta Garofalo (che viene prodotta a Gragnano) bensì un altro brand del pastificio, che si chiama Santa Lucia ed è un brand nato quasi quarant’anni fa per il mercato africano, a cui è tutt’ora interamente destinato. Inoltre tale prodotto non è stato importano in Italia ma è stato sequestrato allo “stato estero”, in quanto solo transitato per il trasbordo da un vettore all’altro, poiché diretto in Africa.”

Ora qualcuno potrebbe obiettare che tra la Turchia e il Nord dell’Africa non c’è Genova e che comunque sarebbe stato opportuno organizzare il trasbordo da un vettore all’altro in un porto non italiano. Così per non alimentare quello che a detta della Garofalo è solo un grande equivoco.

Chi avrà ragione? Garofalo o Guardia di Finanza?

pasta Santa Lucia Turchia sequestrata

[AGGIORNAMENTO ore 16:27] L’Ufficio Stampa specifica che la notizia è completamente priva di fondamento perché la pasta transitata a Genova – e non sarebbe nemmeno stata immagazzinata – riporta la dicitura Made in Turkey. Quindi si tratterebbe di un grande abbaglio. Gli avvocati sono al lavoro per chiarire gli effettivi accadimenti.

Garofalo ribatte: un errore il sequestro di 1 milione di chili di pasta che danneggia un’azienda premium

Breve storia di Santa Lucia, pastificio di Garofalo ora conosciuto per un milione di chili di spaghetti sequestrati

Aggiornamento del 25 maggio 2017: La Cassazione conferma il maxi sequestro (Ansa)

72 Commenti

  1. il dato che manca nelle notizie di agenzia e nelel repliche che riportate è uno solo, ma dirimente:
    la foto delle confezioni sequestrate.
    Lo ammetto: un colpo al cuore (Kuore, direbbero i gGiòfani) nel leggere questo articolo, ma alla fine il dubbio rimane: fatemi vedere, santa paletta, una foto di quelle confezioni.
    Se c’è scritto “santa lucia”, saranno ben diverse dalla pasta che è ritratta in foto!
    Oh, poffarbacco, nemmeno quando ho scoperto che Elvis era morto per davvero, ho sofferto tanto! 🙂

    • …se mostrassero le foto delle confezioni Santa Lucia non ci sarebbe più la notizia…meglio usare Garofalo, queste si che fanno notizia ?

      • Infatti c’è con tanto di riquadro rosso. E tutte le notazioni insieme ai link alla pagina ufficiale di Pasta Garofalo e agli altri due articoli che spiegano cosa è successo dopo il primo momento in cui le notizie erano confuse innescate anche dalla dichiarazione del legale del pastificio (“I miei clienti sono i titolari di un pastificio molto noto che produce da sempre pasta di qualità”). Proviamo a leggere tutto prima di giudicare. Scatti di Gusto non cancella e non modifica (ma non pubblica i commenti ingiuriosi) ed è tra i pochi siti a utilizzare la data nel permalink a garanzia dei lettori che sanno qual è il giorno in cui è stato pubblicato un articolo.
        Grazie per l’attenzione

        • Ma è fuorviante lanciare la notizia con la foto delle confezioni della pasta Garofalo, che non è oggetto del sequestro. Non è corretto

    • Scusatemi se questa carico , di pasta doveva andare al mercato nord Africa , che ci fa’ a Genova . Io sono un consumatore della garofano e sono molto deluso . Adesso mi dispiace che con molto rammarico ,non so se continuare a consumar la , distinti saluti .

    • Oggi altro che spaghetti…se vuoi ti invio video di cio’ che ho trovato in un pacco di elicoidali Garofalo…un mare di animaletti .

  2. e’ un prodotto che vendiamo in africa con il marchio santa lucia e con la scritta prodotto in italia se lo produciamo noi, mentre su richiesta dei clienti africani ne vendiamo un’altro ad un prezzo piu’ basso prodotti in turchia con la dicitura made in turkey come scritto chiaramente sull’ordinanza. il prodotto non e’ stato scaricato dalla nave ma era in transitro a genova peer esigenze del trasportatore.siamo in attesa della rettifica definitiva

    • si,ti credo ,infatti è stato sequestrato,ahahahahahahaahah
      L’italia: il paese delle frodi ,grazie alle leggi ,ormai fate quello che vi pare.non comprerò mai più la pasta garofalo.

  3. L’ingegner Massimo Menna, amministratore delegato del Pastificio Garofalo ha così commentato: “Sono sinceramente sorpreso dalle notizie riportate che hanno l’unico effetto di danneggiare aziende che da sempre creano valore per se stesse e per il Paese, e che agiscono sempre nel pieno rispetto delle regole. La qualità e la trasparenza sono sempre state le priorità per il nostro Pastificio, sia che si tratti di prodotti “Made in Italy” – come la nostra linea premium e molti altri brand che escono dal nostro stabilimento di Gragnano – sia che si tratti di linee prodotte altrove per altri mercati, come la linea Santa Lucia di cui si parla nel caso specifico, nata e destinata da sempre al mercato africano. Proprio per l’importanza che diamo a qualità e trasparenza tengo a chiarire i diversi e importanti aspetti della vicenda”.

    In merito a quanto riportato nel pezzo “SPAGHETTI TURCHI SOTTO SEQUESTRO”, il Pastificio Garofalo intende chiarire con estrema fermezza i diversi aspetti erroneamente ricostruiti:

    1) Innanzitutto il prodotto di cui si parla non è in alcun modo parte della linea Pasta Garofalo che, come noto, è un brand premium la cui produzione avviene da sempre negli stabilimenti di Gragnano;
    2) Il prodotto di cui si parla fa parte della linea Santa Lucia, storico brand di proprietà del pastificio nato quasi quarant’anni fa appositamente per il mercato africano, a cui è tutt’ora destinato, e non raggiunge pertanto gli scaffali italiani né di altri Paesi europei;
    3) Il prodotto NON E’ STATO IMPORTATO in Italia, ma è stato sequestrato allo “stato estero”. La merce, infatti, come specificato su tutti i documenti d’accompagnamento alla spedizione, era diretta in Africa, ed è transitata nel porto di Genova nelle apposite aree solo per una mera necessità di trasbordo da un vettore all’altro;
    4) La scelta del Pastificio di produrre tale linea in Turchia è stata presa, in accordo e nell’interesse anche della clientela africana, con il preciso obiettivo di mantenere vivo il brand sul mercato, perseguibile solo attraverso l’abbassamento dei costi per arrivare ad un prezzo adeguato rispetto a quello dei competitor stranieri, ed in particolar modo turchi. La qualità del prodotto non è inferiore a quella dichiarata e alla nostra azienda non sono mai stati notificati i risultati di presunte analisi;
    5) Come attore rilevante del “Made in Italy”, il Pastificio Garofalo è da sempre impegnato nella protezione della qualità che la definizione implica, e non è responsabile di alcuna violazione. Le confezioni del prodotto SANTA LUCIA, come risulta dall’Ordinanza di convalida del sequestro, sono contrassegnate dalla dicitura “Made in Turkey” .

    • Stranamente nei chiarimenti del Pastifico Garofalo non viene chiarito l’utilizzo di semola di grano tenero ne pubblicata una foto dell’etichetta per verificare la denominazione legale utilizzata per fugare ogni dubbio sulla frode in commercio ed il luogo di produzione.Sarebbe un obbligo verso i propri clienti!

    • Buongiorno,
      L’Amministratore Delegato della Garofalo
      scrive “sequestrato ad uno stato estero”, ma e’ una contraddizione, il sequestro l’hanno potuto fare proprio perche’ la merce era in Italia e non a bordo di una nave, extraterritoriale.
      Delusione

      • infatti Giovanna stiamo parlando di una vera e propria frode ,tutta rigorosamente made in Napoli. dispiace dirlo ma contano i risultati.

        • Senza voler entrare in polemica con nessuno, una cosa o è italiana, o spagnola, turca, francese, greca, etc.
          L’importante è che sia sana, buona, e prodotta secondo buoni criteri!
          Sta storia che solo le cose italiane sono buone, ha leggermente rotto!

      • Non è vero. La merce proveniente dall’estero in transito per una destinazione estera viene depositata in una zona “estera” il che vuol dire che questa merce non è stata sdoganata per distribuzione nazionale. Il sequestro in zona estera del porto di Genova è perfettamente possibile visto che vengono effettuati controlli regolari di tutte le merci in transito (contrabbando, armi, droga…). Quello che sorprende, chiaramente, è l’interesse di sequestrare un carico di pasta destinata in Africa.

    • la pasta garofalo e la migliore che ci sia la mangio sempre e vi garantisco e una bonta’ io che sono un buongustaio ve la suggerisco

    • Spero che risolviate questo problema è siamo dispiaciuti per quanto successo. Io e la mia famiglia siamo grandi consumatori della vostra pasta e il marchio Garofalo per noi rappresenta la genuinità la bontà e la sicurezza del made in Italy. Vi siamo vicini…..

    • Mi scusi ing. Menna ma se il prodotto è esclusivamente x il nord africa perché non viene specificato sulla confezione ??????????

    • Credo assolutamente a quanto dichiarato dalla ditta Garofalo,tale situazione è comprensibile in un mercato dettato da dinamiche commerciali per molte aziende che operano su mercati internazionali, auspico pertanto che non si cerchi di danneggiare una azienda solo per dare notizie che hanno solo un impatto mediatico su chi “gode”di tali informazioni ,e spero che ci sia un minimo di onestà nel dare informazioni chiare sui fatti.

    • Ottima la pasta garofano!! Tutto questo penso che queste notizie li propagano per rovinare il vs marchio e la ditta mi dispiace!!

  4. A me pare di scorgere un’ammissione dove si dice che le aziende italiane producono prodotti marchiati Made in Italy ma di qualità inferiore destinati al mercato estero…o sbaglio?
    Per quel che mi riguarda, stando all’estero, quel dubbio ce l’ho da sempre, anche di prodotti dall’etichetta uguale ma spediti oltre confine…
    Comunque la notizia mi scoccia non poco, considerando che nel mio ultimo rientro in Italia mi sono fatto una scorta di 10 chili di pasta, proprio Garofalo…attendo gli sviluppi.

    • Sono solo le inutili confusioni create da chi non ha la competenza adeguta per verificare ed eventualmente giudicare.
      Vi sono particolari mercati che richiedono solo prezzo e qualsiasi azienda deve fare del suo meglio per essere presente. Nel caso specifico non vi sono pericoli per i consumatori ed il prodotto è stato posto sotto sequestro allo stato estero.
      Inoltre sui pacchetti di pasta è riportata la dicitura MADE IN TURKEY.
      Non vi sono neanche i presupposti della truffa.
      A questo punto mi chiedo come mai i Cinesi riescono a commercializzare qualsiasi prodotto sul ns territorio eludendo i pochi controlli.

  5. Perchè meravigliarsi,la Barilla ha gli stabilimenti in Usa,ed il gruppo italiano che vende più pasta nel mondo Zara,con diversi marchi è quasi sconosciuto sul mercato italiano se non in qualche discount.

  6. Se dice MADE IN ITALY e fatto in Turchia Gia’ questa e truffa a consumatore
    Io la compro per il mio ristorante a New York
    Non usero’ piu la Garofalo
    Una delle Paste piu care nel Mercato American e Ancora cercano Di fare I truffardini.
    Abbiamo chiuso con la GAROFALO, dille che va a venderla in Africa

    • La foto e l’articolo sono fatti apposta x quelli come te che leggono solo il titolo anche se gli interessa il contenuto

    • Forse il fatto di lavorare all’estero Le ha fatto perdere la capacità di interpretare la nostra lingua. Rilegga tutto l’articolo e magari si faccia aiutare da un buon linguista
      Cordiali saluti

    • Scusa ma leggi bene prima di trarre conclusioni sbagliate , poi se è Cara forse perché è la migliore , comunque puoi sempre comprare un altra marca per il tuo ristorante …. Tanto non noteranno la differenza !!!

  7. Ma a chi la devono raccontare a pinocchio che fanno gli fanno fare il giro lungo ?
    La risposta e facile sono stati scoperti e se ne vogliono uscire con questa scusa truffatori

  8. La giustizia fara’ il suo corso ed ognuno si terra’ la sua verita’. La pasta Garofalo presente su scaffali di GDO, Autogrill, eurospin ed altre amenita’ costa decisamente meno della concorrenza. Gragnano rappresenta per noi gourmet la patria di artigiani e piccoli produttori di pasta. Tonnellate di prodotto, doppi marchi, tripli canali non vanno d’accordo con la qualita’. Gli addetti ai lavori sapevano da tempo che dietro al marchio Garofalo c’era una bufala di tonnellate e tonnellate…

  9. Carissimo ingegnere Menna io sono un vostro grandissimo estimatore e cliente x eccellenza ma leggendo questo articolo le braccia mi cascano a terra spero che rimediate e informerete realmente i vostri affezionati clienti grazie

  10. Una foto e i documenti di transito per smentire quest’articolo, dal quale io ho capito che Garofalo produce pasta diversa in Turchia per il mercato italiano. Qualche concorrente ne trarrà giovamento e ciò è molto grave.

  11. Io avevo già smesso di acquistarla dal momento in cui era diventata spagnola,comunque ho cercato su internet le foto e ne ho trovata qualcuna…. diciamo che se si cerca bene si trova il made in turkey,ma scritto bello grosso sulla confezione c’è scritto che è di GRANO DURO questi comportamenti sono inaccettabili perché nessuno esclude il fatto che un’azienda poco seria nel mercato estero lo sia anche in italia…ciao a tutti

  12. Che tristezza nel mio negozio la pasta garofalo e andata per terra da oggi la togliamo dagli scaffali piu in la si vedra’.. per il momento non la compriamo piu..

  13. Ma la colpa oltre al azienda è anche del italia stessa e delle leggi che ci sono, qui abbiamo mille vincoli, mille leggi, mille quote latte per dirne un altra, e poi arriva anche li il latte dal Austria quando qui buttiamo il nostro per aver superato la quota prevista.
    Ma perchè negli altri paesi riescono a lavorare ed esportare i prodotti e da noi si buttano per poi acquistarli al estero? é proprio la regola italiana che è marcia

  14. un consiglio ai responsabili del pastificio garofalo, fate girare la confezione santa lucia ,interessata al sequestro della finanza cosi’ date un segale anche ai consumatori

  15. Povero Made in Italy, Italia paese dei furbetti! Altro che fuga di cervelli, fuga degli operai all’estero,invece di incrementare la produzione in Italia; per caritá ognuno fa le sue scelte per il bene dell’azienda ma fate più bella figura a dire la verità! Ormai per essere sicuri di comprare un prodotto interamente prodotto in Itala, devi fartelo da solo. Poi nelle confezioni si sprecano i tricolori e i rifermenti al bel paese. Vergogna!

  16. Sono andato sul sito della pasta santa lucia. È chiaramente indicato nel logo “Gragnano”. Esportare nel mondo un prodotto di qualità inferiore essendo in prevalenza di grano tenero, ma chiamandolo con un nome italiano ed indicando un luogo d’eccellenza come Gragnano è di un etica discutibile. Un grande autogol al made in Italy. Immaginiamo cosa succederebbe ad un produttore di vinello frizzante che mette in etichetta “Champagne”… Lo arrestano.

  17. Onore a Scatti di Gusto…………………..
    E lo dice uno che non è…T.E.N.E.R.O(?)… con questo Blog.
    .
    Gli ALTRI(?) bLOG o TACCIONO E SILENZIANO(?) la rilevante notizia
    o attaccano SdG ——->(?)—–> (O’ vice-RE’)
    .
    Comunque, per assorbire l’amarezza ricordiamoci che
    la Garofalo la controllano gli SPAGNOLI.
    .
    Sono venuti a comprarsi non …una storia…ma
    .
    ..

    ….IL MARCHIO….

    per fare i c…. loro per il mondo.
    .
    Perché hanno avuto un IMPERO…
    e
    ..sono
    …tornati a
    …………REGNARE
    .
    .
    .
    a NAPOLI
    .
    PS
    (?)

  18. Studiando l azienda da semplice studentessa ho notato la pecca dell ufficio stampa che è completamente esterno….in casi come qst abbagli o non la comunicazione fa la differenza…credo che nno basterà un video a chiarire il tutto…spero che la direzione spagnola sia attenta a chiarire xk il made in italy e il mare in italy

  19. italia; paese di truffatori ,come si può scrivere made in italy, poi usi prodotti turchi coltivati con diserbanti proibiti

  20. non ha impatto sulla salute? questo lo dite voi,vivo all’estero ed ultimamente ho notato che mangiare in Italia tutto quello che è derivato dal frumento mi crea problemi digestivi!!!

  21. L’Italia sarà anche il paese delle frodi forse ma questa pasta è la piu’ costosa tra le industriali.. io la compro nonostante non potrei perchè preferisco mangiarne poca ma buona, se c’è un fondamento alla notizia bè.. altro che colpo basso, capovolgeremo i trend… la barilla sta ancora arrancando, faremo lo stesso, CHIARITE qui o dove volete la questione ma con il grande pubblico del web in primis, siamo noi a comprarla, e nei tribunali non ci verremo, non possiamo aspettare i tempi legali, abbiamo bisogno di certezze subito. I Canali li conoscete. Io non perderei altro tempo 🙂

  22. Oggi vi sono tecniche raffinate che fanno diventare di qualità prodotti scadenti, senza che il consumatore se ne accorga. Come l’olio extravergine di oliva fatto con l’olio di semi. O come tanti formaggi fatti con il latte in polvere cinese. Non c’è che fare, imbrogliano tutti. E c’è pure qualche sprovveduto consumatore che , scoperto l’imbroglio, continua a difendere il produttore. Pensiamo invece che la frode scoperta è solo la punta di un iceberg.

    • Quando leggo questi tipi di commento mi dico:
      c’è sempre speranza.
      .
      PS
      Nel clima arido che caratterizza, ormai, lo scambio di opinioni
      dei blog gastronomici, è stato bello questo dibattito
      con tante voci e
      diverse tra loro.
      Grazie anche a Scatti di Gusto che usa la CENSURA in modo più
      moderato degli altri blog.
      Spero che le tante voci “nuove” restino e facciano sentire
      il LORO PENSIERO LIBERAMENTE anche su ALTRI TEMI.
      .
      Perché ci sono lettori che leggono o
      1 solo i titoli
      2 o solo i post
      (la maggioranza)
      .
      3 c’è anche una minoranza che legge, vuole leggere
      anche il dibattito che un post può stimolare.
      .
      4 Sarebbe anche bello che tra i lettori-partecipanti
      si creasse un senso comunitario:
      con il tempo ho capito che è impossibile.

  23. Scusate, ma dov’e’ l’illecito? Il marchio e’ diverso, Santa Lucia, la provenienza e’ dichiarata essere la Turchia, si sussurra il fatto
    che la percentuale di grano tenero sarebbe superiore rispetto alle leggi europee per pasta dichiarata di grano duro ( ma …se le leggi del Paese destinatario, in Africa pare, lo consentisse?), la merce era allo “stato estero” , cioe’ non importato nell’UE. Di vero pare ci sia solo il sequestro della GdF, che sara’ probabilmente tolto nonappena sara’ dimostrata dalla Garofalo la destinazione effettiva della merce. Sono frequenti le richieste da Paesi meno sviluppati, di prodotti a prezzi piu’ bassi , anche operando un abbassamento della loro qualita’ , ed operazioni di tal genere sono frequentissime in campo commerciale, ed in nulla biasimevoli o compromettenti la tutela dei consumatori.
    Purtroppo resta un’ approccio giornalistico deleterio e sempre piu’ frequente che non si da’ cura della tutela di individui ed aziende che gli capitano a tiro, pur di fare “notizia”. Eppure tutte le suddette informazioni sono presenti nell’articolo…. Ma.non si rinuncia a seminare sospetti ed ingenerare dubbi. Cosi’ si possono creare danni seri. Sarebbe il caso di non farlo con tale disinvoltura.

    • Ribadiamo che all’inizio la notizia era stata data in questa forma e solo successivamente c’è stata la specifica ufficiale di Pasta Garofalo che il marchio soggetto all’azione è Santa Lucia. Scatti di Gusto ha dato conto della versione di Pasta Garofalo e lo ha fatto con due articoli e, appena è stato disponibile, la foto dell’etichetta e il link alla pagina aziendale.
      Ripetiamo anche che Scatti di Gusto non cancella e non modifica (ma non pubblica i commenti ingiuriosi) ed è tra i pochi siti a utilizzare la data nel permalink a garanzia dei lettori che sanno qual è il giorno in cui è stato pubblicato un articolo.
      Grazie per l’attenzione

  24. “Gli (IN)CREDIBILI, i giornalisti italiani e il problema della credibilità”
    è un libro(uno dei tanti) che affronta il tema della scarsa credibilità della Stampa italiana.
    .
    Questo, invece, è un estratto da un’intervista di Giampiero Gramaglia, ex direttore dell’Ansa:
    “Preferisco soffermarmi su quelli che sono gli elementi di debolezza più giornalistici: l’informazione italiana è sovente approssimativa, non di rado inattendibile, spesso dilatata, quasi sempre più preoccupata di ottenere l’approvazione della fonte più che la soddisfazione del lettore – o equivalente -, tendenzialmente incapace di tenere separati fatti e opinioni e, infine, decisamente autoreferenziale e poco incline a riconoscere – e ancor meno a correggere – i propri errori. Il declino del seguito e dell’autorevolezza dei maggiori media tradizionali va letto anche in questa ottica, al di là dell’impatto, indubbio e importante, dei new media e dell’evoluzione delle abitudini di informarsi dei fruitori.”
    (Giampiero Gramaglia, ex direttore dell’Ansa)
    .
    Nell’ultima parte Gramaglia accenna ai NEW MEDIA(web, blog compresi) che stanno accentuando la CRISI del giornalismo(tagli, prepensionamenti, ecc…)
    Ma la CRISI VERA è di CREDIBILITA'(come dice nella prima parte)
    .
    Sembra che a Bernard Journo(v commento) piaccia il giornalismo italiano, questo giornalismo…Poco Credibile…come dicono tanti esperti…da anni.
    .
    I BLOG
    Forse preferisce dei blog simili al giornalismo italiano.
    Perché CHI(? i blog) ha taciuto, ha silenziato la notizia si è comportato come il peggior giornalismo italiano.
    Ancor più grave, poi, è che sia un giornalista di professione di una testata del Sud a manipolare la rilevante notizia sul suo blog.
    .
    I Blog stanno seguendo la via dal giornalismo italiano…in Crisi ???
    La CREDIBILITA’ (di cui parla il libro e l’ex direttore dell’Ansa) è ancora un valore per i blog gastronomici?
    O pensano di poterne fare a meno?
    Forse sperano in lettori…distratti…da …belle foto?
    Con scarso senso critico?
    Facilmente manipolabili?
    .
    Credibili o (in)credibili ?
    Questo è l’urgente problema dei blog gastronomici italiani
    .
    PS
    Un amico,ex frequentatore dei blog gastronomici, mi dice spesso che la credibilità l’hanno già persa e mi sfotte:
    “Come fai a rimanere ?”

  25. Anche se la pasta in questione finisce al mercato africano significa che qualcuno la compra e la mette in pancia, e vendere pasta che, a quanto pare , su confezione ci sia scritto gragnano e sopratutto che è per la maggior parte di grano tenero è una truffa oltre che una vergogna.
    Dall’amministrazione dicono:” è per il mercato africano” ma chi sono bestie questi africani che gli propinate pasta diversa da quel che dovrebbe essere? Ma….
    COMUNQUE DOVE C’È L’INDUSTRIA GRANDE , E PEGGIO ANCORA LA MULTINAZIONALE, C’È SEMPRE LA TRUFFA E ,AIMÈ ,LEGALIZZATA DA UNO STATO CHE LE AIUTA. questo vale dalla pasta al latte e tutti gli alimentari
    DOBBIAMO ESSERE NOI CONSUMATORI AD ACQUISTARE DA PICCOLI E MEDI PRODUTTORI LOCALI per mettere fine a queste furbate e truffe.
    Se noi dovessimo acquistare alla piccola medio impresa , aumenterà il numero stesso delle imprese dietro una richiesta di prodotto che si incrementa , e torneremmo l’italia di una volta con alimenti più sani , locali , e con una piccola media impresa fortissima( quella che vogliono distruggere)
    Dobbiamo togliere lo scettro alle multinazionali che bene non fanno, ne alla salute ne alle casse dello stato , che, con accordi, riescono a pagare poche tasse , il tutto alla faccia nostra.
    SIAMO NOI A DECIDERE ,SE VOGLIAMO, FACCIAMO ATTENZIONE AGLI ACQUISTI
    Io lo faccio da anni e mi trovo benissimo

    • Giustissimo quello che dice Simone, indipendentemente dalla notizia vera o presunta che il blog ci ha propinato. Noi clienti siamo soltanto vittime delle multinazionali e dello Stato che le favorisce!!

  26. Ma insomma africa o non Africa o turkia si può sapere che cacchio stava a fare a Genova e di che cosa è fatta. Signori produttori se non cambiate testa e coscienza continuerete a far sanguinare il mondo. E i vostri figli e nipoti dovranno curarsi le ferite anche loro. Mi auguro che emerga la verità anche per questo caso. La ” conversione del cuore ” è sempre più lontana

  27. Voglio dire solo una cosa a tutti i saputelli che stanno rispondendo quale azienda e pulita oggi? Scrivetelo ed io vi rispondo

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui