Firenze. Berberè svela le pizze primaverili: poco toscane, molto gustose

Tempo di lettura: 3 minuti

berberè firenze sala

Aprire un ristorante a Firenze senza servire niente di toscano né da bere né da mangiare è una scelta coraggiosa. La pizzeria Berberé Firenze lo ha fatto, quando ha aperto i battenti un anno e mezzo fa in Piazza de’ Nerli al posto del locale di un ex giocatore della Fiorentina, e ha tenuto la barra dritta nonostante le raccomandazioni del Sindaco Nardella, riguardo all’uso minimo del 70% di prodotti toscani.

In un momento in cui tutti si (auto)proclamano tuscan bistrot, riempiendo bocche e menu di km zero e cm zero, Berberè Craft Pizza & Beer va avanti per la sua strada. Qui le parole d’ordine sono altre: bio, senza dubbio. Biodinamico, in alternativa. Consapevole, tuttalpiù.

E tanto per rendere i suoi clienti più consapevoli di ciò che mangiano e bevono, Berberè Firenze ha fatto sparire dalla carta dei vini anche quei pochi che avevano la Toscana sull’etichetta (perché sennò avrebbero cannibalizzato le altre).

berberè firenze birre

A dispetto di ciò Berberè Firenze piace soprattutto ai fiorentini. Qualcuno viene tutte le settimane, altri più di una volta alla settimana. D’altronde la pizza di Berberè non è una pizza qualsiasi. La puoi mangiare anche la sera prima di andare a dormire ed essere sicuro di trascorrere una nottata serena.

Perché qui non usano proprio niente di “qualsiasi”. Gli impasti di Berberè sono sette e tutti con cereali alternativi: farro, farro integrale, kamut, enkir, Antichi sapori (mix di 4 farine diverse), Sette farine (grano tenero, duro e saracino, mais, riso, farro e segale) più l’impasto senza lievito, che sfrutta processi naturali di fermentazione (solo nel weekend).

pizza_capperifrancesca sara cauli

Su questa base, che varia ogni sera, si compongono pizze molto particolari: porzionate in cucina e poi condite fetta per fetta, con la giusta dose di ingredienti. Che – ancora una volta – non sono mica ingredienti qualunque.

Nel menu primaverile 2016 di Berberè Firenze (la carta cambia ad ogni stagione) spiccano la Prosciutto cotto di Mora Romagnola, bietole saltate, groviera e fior di latte, e la più sarcigna Patate al fono, salsiccia di Mora Romagnola, pepe nero e fiordilatte. Mora Romagnola altro non è che una razza di suini allevata pressoché allo stato brado in Romagna. Perché dei salumi qualsiasi non avrebbero avuto senso in questo contesto.

berberè firenze pizza

E poi ci sono le best seller di questa collezione primavera-estate di Berberè Firenze: la Zucchine, ricotta, fiordilatte, mandorle tostate e aceto balsamico di Modena (un pasto completo) e la profumatissima Asparagi, cipollotti, fiordilatte e pecorino romano.

berberè firenze pizza e birra

Da abbinare a birre rigorosamente artigianali, dalla meno corposa Giglio alla più strutturata Spaceman (sugli abbinamenti fatevi consigliare da Bernardo, che è sempre disponibile a condividere la scienza della birra con gli avventori).Berberé_MENU_FIRENZE_PRIMAVERA2016_ITA_3-page-001

Se preferite il vino potete scegliere tra calice, bottiglia o biofiasco, ma la filosofia è sempre la stessa: piccole aziende, alta qualità. Potreste anche scoprire che a Sasso Marconi c’è chi produce dell’ottimo spumante.

A chiudere il menu una carta ristretta ma gustosa di dolci ovviamente autoprodotti, tra cui un sorbetto all’amarena con panna da assaggiare senza dubbio e da abbinare a un buon nocino o un liquore di ulivo.

Gli ulivi utilizzati non sono toscani, ma che ve lo dico a fare? Ce ne faremo una ragione, in nome della buona digestione.

Berberè Craft Pizza & Beer. Piazza de’ Nerli 1, Firenze. Tel. +39 055 2382946

3 Commenti

  1. “D’altronde la pizza di Berberè non è una pizza qualsiasi.
    La puoi mangiare anche la sera prima di andare a dormire
    ed essere sicuro di trascorrere una nottata serena”(dal post)
    .
    Qual è invece la pizza che fa venir sete la notte?

  2. Questo link contiene una lunga intervista a Berberè
    http://www.frizzifrizzi.it/2015/01/30/la-pizza-dalla-a-alla-z/
    in cui viene espresso quasi tutto.
    .
    E’ un testo che può essere analizzato con attenzione per capire meglio questa pizzeria.
    .
    Il testo si presta a moltissime considerazione.Mi soffermo solo su 2 punti.

    1
    Retorica del testo
    C’è tutta la retorica letta più volte…dappettutto.
    Se non facciamo uno sforzo di PENSIERO CRITICO rischiamo di essere
    stra-(fatti), abbagliati dai PAROLONI usate nel testo.
    .
    Sapete benissimo come, nell’epoca contemporanea, è importante sapersi vendere, saper comunicare, impressionare…con le parole.
    Gira e rigira il ritornello è sempre lo stesso, ripetuto da moltissimi chef e pizzaioli.
    2
    E’ sugli impasti e su Napoli(v intervista) che, infine, voglio soffermarmi.
    1
    Anche questa pizzeria è collegata al mulino Quaglia.
    Quindi ritroviamo alcune caratteristiche delle pizze nate sotto il marketing di Quaglia.
    1
    Esaltazione delle macinatura a pietra
    2
    Esaltazione della crusca
    3
    Esaltazione delle farine alternative al frumento
    4
    Demonizzazione speculare delle farine che si usano nella Napoletana Classica
    5
    Svalutazione della pizza napoletana classica.
    .
    .
    Non c’è il tempo per smontare i primi 3 punti(che ritroviamo in moltissimi post e, quindi, ne potremo sempre riparlare).
    Ma ho voluto soltanto segnalarli.
    Aggiungo che ognuno è libero di mangiare un pizza alternativa alla napoletana.
    Rispetto i gusti.
    D’altronde, già esiste da decenni la sottile e croccante che è egemone in Italia(v. Roma, Bari e tante città italiane)
    Ma altra cosa è mettere in evidenza le balle che queste nuove pizze(legate a Quaglia) hanno messo in circolazione per vendere a prezzi alti o altissimi impasti (attenzione mi riferisco soltanto agli impasti)
    che non hanno nulla di eccezionale.
    .
    E’ innegabile che questa tipologia di pizza (alla Quaglia, cioè supportata dal marketing spregiudicato di Quaglia)sta avendo consensi.
    Ma, diciamocelo, è anche colpa delle cattive pizze napoletane in giro.
    E poi vi sono nuovi motivi ma da approfondire in altri dibattiti(che come dicevo non mancheranno).
    .
    Conclusione:
    ognuno mangi la pizza che vuole…
    ma senza retorica e senza le balle che la retorica mette in circolazione (v punti 1, 2 e 3)

  3. Condivido quanto scritto da Antonio circa la pizza-a-la-quaglia (mulino) … osservo anch’io (veronese … che adora la pizza a-la-napoletana) che l’effetto espansivo delle pizzerie “tipo” Berberè – a Verona/S. Martino c’è la pluripremiata Saporè, con identica filosofia – è dovuto non solo al marketing ma anche alla (sovente) mancata ricerca di qualità e di tratti realmente distintivi da parte delle “pizzerie napoletane”.
    E’ indubbio che queste nuove tipologie di pizzeria richiamano anche avventori diversi da quelli delle pizzerie classiche, affascinati da esoteriche miscele di farine macinate a pietra e nuances di lieviti madre giunti da epoche lontane etc …

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