pizza fritta Milano Sorbillo Ubaldi

Missione possibile.

Mangiare la pizza fritta di Gino Sorbillo senza sporcarsi. Anche per un milanese doc.

Ce lo spiega in un video Giulia Ubaldi accorsa al capezzale della pizzeria di via Agnello, in pieno centro, per certificare il flop preconizzato dal giornalista Vittorio Blùm sulle pagine del Sole 24 Ore.

Sembrerebbe difficile mangiare la pizza fritta.

Vittorio Blùm giornalista pizza fritta Sorbillo

Diciamo sembra perché il novello giornalista enogastronomico Vittorio Blùm sembra un fake: ha scritto un solo articolo per il Sole 24 Ore e non c’è traccia di lui.

E per giunta ha utilizzato una foto di Scatti di Gusto. Senza ovviamente mettere uno straccio di credit. E senza capire nulla di pizza perché la bombatura rivela che si tratta della pizza Cappello di Pulcinella con le polpette. Una pizza fritta che trovate a Napoli.

Anche in fila sono speranzosi. A proposito, una fila indica un flop?

fila pizza fritta Sorbillo Milano pizza fritta Sorbillo Milano file

C’è speranza di mangiare una pizza fritta. Senza sporcarsi, per la fila non c’è rimedio.

Allora, il video vi ha aiutato? O vi siete sporcati?

5 Commenti

  1. Premesso che il fantomatico Sig. Blùm farà presto Sbàmm! ? cioè andrà a sbattere…il naso {sporco di ricotta…?}
    non vedo dove stia il problema…sono andato da zia Esterina lunedì appena ha aperto e me la sono gustata { ancora calda } a casa…sarà pure cibo di strada ma…è o non è da asporto ??? Qui non si discute di cibo Episcopale o no…qui l’unico Cardinale anzi…Santo ? è Gino che ringrazio per aver portato finalmente a Milano la pizza fritta di zia Esterina ! Piuttosto vorrei pregare in ginocchio Gino Sorbillo di voler “supervisionare” di tanto in tanto Lievito Madre al Duomo la cui pizza recentemente presenta “luci ed ombre” come anche altri hanno scritto…rispetto ovviamente alle prime “gloriose” pizze dei giorni e dei mesi subito dopo l’apertura quando ancora c’era “al banco” l’indimenticabile Gennaro Salvo…! Grazie e scusatemi la cattiveria ma come dicono a Napoli città di mio nonno: quando ci vuole ci vuole…! Silvio

  2. Segnalazione: lo spazio “iedo tutorial” compare nel mio browser completamente bianco. Nessuna istruzione, sob 🙁
    Dipende dai settaggi locali o dal sito?

    • Per il suo glorioso passato industriale(è stato il più potente motore del boom economico) questa Milano Postindustriale è anche, forse, la metropoli più postmodernista Italiana.
      E’ come se i cambiamenti di Milano anticipino di pochi anni quello che avverrà nel resto d’Italia.
      .
      Negli anni del boom e seguenti i Pugliesi arrivarono a 300.000 seguiti dai Napoletani e da tutte le altre Regioni Italiane.
      Pensate al cambiamento demografico degli ultimi anni, dopo la postindustrializzazione:
      gli stranieri oggi sono 200.000 su 1.300.000.
      .
      Milano è cambiata molto.Economicamente e demograficamente.
      .
      Ed è cambiata anche culturalmente, antroplogicamente.
      .
      A me sembra, come dicevo, la città più postmoderna d’Italia.
      (Attenzione può essere un fatto negativo o positivo:-)
      .
      .
      Mi hanno colpito particolarmente i due fratelli ragazzini intervistati.
      Non sappiamo quali sono le loro origini.Se Milanesi da sempre.
      O nipoti di italiani provenienti da altre regioni.
      O figli di matrimonio misto.
      .
      Ma ho letto nei loro occhi, negli sguardi, nella voce
      qualcosa che c’è sempre stata in ragazzini di quell’età.
      Una semplicità, una spontaneità che è rimasta la stessa.
      .
      Non siamo più quelli di ieri
      e, velocemente, con l’avvento di internet, non saremo più quelli di oggi.
      .
      Ma alcune cose sono universali e sfidano i secoli.
      …E, forse, continueremo ad essere uomini tra uomini…
      .
      …E a mangiare un pazerotto o un calzone fritto
      sempre con due mani e iniziando della punta superiore…
      .
      PS
      Ma Vittorio Blum chi è?
      Da dove viene?
      Conosce i Milanesi?

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