Dal 16 settembre il riso non abbonderà più solo sulla bocca degli stolti, ma anche nel Food Truck Riso Goio 1929 che parte da Ravenna.

Chi la dura, la vince: oggi che anche il riso muove i primi passi tra lo Street Food, arriva la nuova idea di riso on the road voluta da Stefano Minervino.

E allora gli ultimi saranno i primi, e poi si sa, ride bene chi ride ultimo. Ma se non lasci la via vecchia per quella nuova, sai quel che lasci ma non quel che trovi. Così Stefano si è fatto coraggio, ha lasciato il Magà, il ristorante a Borgomanero di cui vi abbiamo raccontato storia e mission, e ha preso due piccioni con una fava quando ha incontrato Emanuele dell’Azienda Goio che produce riso.

Pancia mia fatti capanna, perché altro che soliti classici risotti: si interpretano piatti della tradizione piemontese e lombarda in chiave street food, anche se non tutto fa brodo. Infatti si utilizzerà solo ed esclusivamente riso Goio 1929 di baraggia biellese e vercellese DOP, prodotto che si presta a svariate forme di cottura e ad abbinamenti con prodotti ricercati e soprattutto di qualità.

L’appetito verrà mangiando, vi sveliamo in anteprima solo un piatto: le polpettine di panissa, cioè di riso, preparato con vino rosso, lardo, fagioli, salame della duja poi fritto e servito in un cono street.

Stefano è l’ideatore dei piatti, affiancato in cucina da Edilberto Goio, figlio di Emanuele dell’Azienda, insomma buon sangue non mente. Ad affiancare sul mezzo ci sarà anche Melissa Marras che si occuperà per lo più del beverage.

La famiglia Goio ha iniziato a coltivare il riso grazie al fondatore Ernesto che nacque nel 1903. Nel 1929, dall’area di Novara l’azienda si trasferì a Rovasenda e incrementò i terreni a disposizione. Il riso coltivato nel territorio della Baraggia rientra nella “Dop riso di Baraggia Biellese e Vercellese”, riconoscimento europeo ottenuto nel 2007.

Le condizioni ambientali sono differenti da quelle della tradizionale risicoltura: clima aerato e fresco per l’influenza delle vicine colline e montagne, terreno argilloso, acque che derivano direttamente dal ghiacciaio del Monte Rosa, danno alle aziende minor quantità di prodotto per ettaro, ma con caratteristiche uniche: una minore dimensione in volume, peso, lunghezza, una maggiore compattezza dei tessuti cellulari e una superiore traslucidità.

Dunque? Chi ha tempo non aspetti tempo!

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