Le 10 regole per uno scatto perfetto secondo Click4Food

Tempo di lettura: 3 minuti

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Il cibo è come una modella: deve presentarsi bello e riconoscibile. E’ il primo comandamento nel decalogo stilato dal fotografo Paolo Matteoni, ideatore insieme alla blogger fiorentina Chiara Brandi, di un particolare corso di fotografia diretto a foodblogger e foodlovers.

Più che un corso, Click4food è una serie di workshop interattivi che porta i partecipanti ad esercitarsi direttamente nei ristoranti più noti di Firenze. Oggi si tiene la prima tappa da Eataly, in via Martelli, nel tempio del cibo tricolore.

“Fotografare il cibo non è come farlo con un qualsiasi soggetto”, ci racconta Paolo Matteoni. Dunque, prima di instagrammare la prossima tartare di Fassona, mandate a memoria i 10 suggerimenti per fare scatti di gusto per davvero.

1. Il cibo è come una modella

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Il cibo deve presentarsi bello e riconoscibile, ben cucinato e ben decorato, con i vari ingredienti in vista.

2. L’impiattamento prima di tutto

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L’impiattamento conta molto sulla riuscita di uno scatto: deve essere accurato e valorizzare il cibo.

3. Mai la forchetta con la zuppa

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Primo piano o scatto ambientato? Dipende dalla storia che vogliamo raccontare. In un primo piano si deve cercare di rendere la texture per non rischiare un piano piatto, mentre quando si ambienta il cibo in una scenografia bisogna prestare attenzione a oggetti e colori che gli accostiamo: mettereste una forchetta da dolce in una foto con una zuppa?

4. Se dev’esser sfondo che neutro sia

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Lo sfondo è fondamentale: se deve essere neutro che lo sia al 100%, senza ombre o riflessi. Se vi inseriamo oggetti fisici o luminosi, appuriamoci che non creino disturbo o confusione.

5. E luce fu

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La luce, come in tutte le fotografie del mondo, è il fattore principale. Ogni piatto ha la sua luce, non c’è una norma generale. Un consiglio può essere “semplicità”; il contrario potrebbe produrre uno sgradevole effetto costruito. Una luce principale e una di schiarimento sono spesso sufficienti. Invece la tipologia della luce (dura, morbida, calda…) dipende da ciò che abbiamo davanti. Il segreto sta nell’usare la luce necessaria a far risaltare le caratteristiche esteriori del piatto, la sua texture, la consistenza, le sfumature di colore. Alcuni cibi riflettono, altri sono opachi, alcuni sono liquidi altri compatti: non esiste una luce valida per tutti.

6. Gioca con la nitidezza

foto di paolo matteoni

Lavorare con la profondità di campo è divertente e funziona. L’effetto è assicurato se lo facciamo con un senso: nitido deve essere ciò che caratterizza di più il nostro cibo.

7. Se non risichi…

Si può (e si deve) osare, soprattutto quando si sperimenta e non si deve soddisfare nessun committente. L’obiettivo deve essere “un’opera d’arte”, non un menu. Studiare un catalogo di Mirò o Mondrian può dare tantissimi spunti.

8. Studia dai grandi

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Abbiamo Internet, quindi usiamolo. Cerchiamo e studiamo le fotografie di cibo sui siti e blog dedicati; cerchiamo di capire quali ci piacciono e perché; proviamo a capirne la tecnica (posizione delle luci, impostazione della macchina ecc.); proviamo a rifarle introducendo elementi personali e di nostro gusto.

9. Two is megl che uan

Lavorare in coppia, magari con il cuoco, aiuta a confrontare punti di vista diversi.

10. Mangia!

Fatta la foto, mangia! Il cibo è cibo e deve finire il suo percorso vitale nel modo per cui è stato concepito. Quindi, buon appetito.

Il 5 novembre Click4Food farà tappa da Fratelli Cuore, alla Stazione di Santa Maria Novella, e il 4 dicembre al Mercato Centrale di Firenze, mentre a gennaio le lezioni si terranno nel regno di uno dei più noti chef della scena fiorentina (ancora top secret). Massimo 10 posti, costo workshop singolo 45 euro, sconto del 10% sui successivi. Per partecipare non serve essere in possesso di una fotocamera professionale, perché alla fine la cosa più importante è avere una storia da raccontare. Info e prenotazioni: click4foodfirenze@gmail.com

Le foto sono di Paolo Matteoni – www.comunicazionidigitali.com

4 Commenti

  1. “fatta la foto, si mangia! …”

    A far le foto come dite, il cibo si raffredda, a volte si smonta o si affloscia/inzuppa.
    Parlate di sfondi, di luci, di oggetti o colori da accostare…

    Personalmente, quando vado al ristorante, rubo qualche scatto di fretta, prima che il piatto perda la sua identità.

    Parlo, tuttavia, di esperienze enogastronomiche, non di servizi fotografici da studio.

    • Certamente dipende se si scatta al ristorante oppure a casa o addirittura in uno studio fotografico. Ma in fondo basta pensare a tutto prima che arrivi il piatto. Quando arriva, si fa clic, e poi si mangia!

  2. Articolo molto interessante!
    Sarebbe interessante capire anche la dotazione tecnologica necessaria a un buono scatto.
    Che tipo di macchina fotografica consigliereste a un’aspirante food blogger, che desidera immortalare i suoi piatti senza spendere una fortuna?
    Grazie mille!

    • Ciao Alessia,
      poche dritte: una reflex, possibilmente full frame (ma costano), un buon obiettivo capace anche di fare macro (cioè mettere a fuoco da molto vicino), tanta voglia di provarci.
      Le foto dell’articolo sono fatte tutte con luci flash da studio del valore di spesa sotto i trecento euro. Fatti un giro in rete!
      A presto.
      Paolo

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