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Sushi. Zona Brera. Serate con DJ. Una miscela ad alto rischio di fighettaggine costruita a tavolino. Oppure, al contrario, il calcolato insieme di una proposta rinnovata e attraente.

In un momento in cui si parla molto di qualità del sushi a Milano, città dove il mangiare giapponese si raffina e si differenzia di continuo per caratterizzazioni sia di territorio sia di stile sia di posizionamento, siamo andati a cena al Y NOT in via Solferino, accolti dalla patronne Letizia Desideri.

Il Y NOT (leggere “uai not” e tradurre mentalmente “perché no”?) è un ristorante nippo-brasiliano nato due anni e mezzo fa. Per il quartiere in cui si trova, intercetta una clientela interessata tanto alla pausa pranzo quanto agli aperitivi e alle cene. Quindi un misto di tempi veloci e tempi lenti nel locale, prezzi di fascia media, ambiente dal décor metropolitano: led, specchi e vetri serigrafati, colori caldi e scuri, pavimenti in marmo palladiano, soffitti con volte a vista.

Ora offre un nuovo menu, non meno nippo e non meno brasiliano per composizoni e colori, pensato e narrato dal nuovo chef, il filippino Jerome Fandino, e dal nuovo direttore di sala, Andrea Gaito. Vogliamo mostrarvi qualcosa della nuova cucina che, accanto ai classici tiger roll, black cod, ebiten, uramaki, ha introdotto alcune novità.

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Come una raffinata selezione di tartare: gambero rosso e mango, branzino e pesca, tonno e ikura, tobiko, erba cipollina e vinaigrette al lime.

O proposte crunchy, ovvero uramaki cosparsi di filamenti di patata fritta, per divertire il palato con il contrasto morbido-sodo- croccante. Ecco, per esempio, il crunchy salmon.

O il nuovo vestito di uramaki e temaki al riso nero shinjumai, che mantiene bene la cottura, coltivato in Piemonte (ma non ci hanno rivelato il nome del produttore) e le birre artigianali.

O i bellissimi temari sferici ripieni di tartare di salmone e o di gamberi, gioia per gli occhi, con l’avocado che li avvolge e li fa sembrare grandi biglie decorate con tobiko e ikura. I miei preferiti.

Riassumendo, per aiutarvi a decidere quando provare il Y NOT, in tranquillità o con movida.

  1. A pranzo, business lunch da 10/18 €.
  2. Happy hour (mi rifiuto di scrivere aperisushi) da 8 € e i cocktail della barlady Francesca Ghezzi.
  3. A cena, prezzo medio 35 €.
  4. DJset ogni giovedì e venerdì con i djset di Mattway e Louis Vega.

Y NOT – Urban SushiVia Solferino 25, Milano. Tel +39 02.29060332

4 Commenti

  1. “Una miscela ad alto rischio di fighettaggine”
    Grazie per l’avvertimento. A volte, con gli amici, discutiamo di gastrofighettismo, fenomeno diffuso un po’ in tutta Italia. Non ci troviamo d’accordo sulla classifica delle città più gastrofighette. Né sulle caratteristiche principali del gastrofighettismo. Stiamo anche elaborando una speciale classifica sui food blogger più gastrofighetti del web.
    Il motivo per cui non riusciamo a trovare un accordo è che tra noi c’è un gastrofighetto.

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