Roma. L’ultima cena al bancone del Tordomatto che cambia la cucina

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Lunedì, per l’ultima volta, gli affezionati clienti di Tordomatto, il ristorante di Adriano Baldassarre, hanno potuto provare l’ebbrezza di cenare direttamente in cucina, con piatti selezionati dallo stesso chef.

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Non solo: si è conclusa anche quella che Baldassarre ha chiamato una “sperimentazione” di sei mesi. Trascorso questo tempo, insomma, lo chef avrebbe dovuto capire cosa fare. Tutto è andato per il verso giusto in questa metà anno e quindi le cucine di Tordomatto si ingrandiscono, “accaparrandosi” anche l’area destinata ai cinque clienti che scelgono di provare un’esperienza a 360 gradi, venendo serviti direttamente dallo chef e ricevendo le spiegazioni proprio durante l’impiattamento e sotto ai propri occhi.

Non c’è però da disperare, perché non si esclude la possibilità di replicare in qualche modo l’esperienza. Quel che è certo è che la cucina diventerà più grande e si arricchirà di un angolo pasticceria da cui usciranno piatti che già ora non deludo. Figuriamoci quando la carta dei dolci diventerà ancora più lunga e golosa.

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Detto ciò, sono stata una delle ultime persone a mangiare direttamente in cucina, servita da lui e con davanti il suo team che senza far caso a me e agli altri quattro commensali preparava sapientemente ogni portata (per chi se lo stesse chiedendo: no, nella realtà non tutte le cucine sono come quelle di Hell’s Kitchen. O almeno non questa).

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Quindi voglio raccontarvi tutto per fila e per segno, elencandovi e mostrandovi i piatti gustati alla cena “Bizzarra” organizzata in collaborazione con Birra del Borgo, che al primo appuntamento romano era stato a Stazione di Posta, mentre chiuderà direttamente nel suo covo in provincia di Rieti con Niko Romito.

Siamo partiti dalle Svogliature, golosi antipastini. Colpiscono per la loro “forma” il brodo di pollo in “provetta” e burro e alici da spremere direttamente sul pane.

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Perfetta la cottura della capasanta con zafferano e sugo di stinco, accompagnata dalla buona birra Saracena (una chicca? Secondo un test di Birra del Borgo in collaborazione con l’università della Tuscia, si è scoperto che la Saracena abbassa il colesterolo!).

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Avrei mangiato un altro piatto dei ravioli con pecora alla cottora, carote arrosto e carrube, su cui però qualcuno ha avuto da ridire: al piano di sopra sarebbero arrivati troppo freddi. Ma se fossero stati troppo caldi avrebbero rovinato la carrube, ha spiegato Baldassarre.

Di una buona cottura al sangue la vacca bruciata con zucca, liquirizia e bagna cauda con la Vecchia Ducale.

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Semplice ma goloso il diplomatico con crema, castagne e Caos (la birra) di meringa. Abbinato, ovviamente, alla birra Caos. Una buona conclusione.

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Devo dirlo: preparatissimi i ragazzi di Birra del Borgo che hanno spiegato perfettamente le qualità d’ogni birra. Io, tra l’altro, mi sono portata via una Saracena. Non solo per la bellissima etichetta e perché abbassa il colesterolo, ma perché è una birra di bassa gradazione (3%), che si lascia bere facilmente anche dalle signorine.

Ma torniamo al “new look” della cucina: che ne pensate? Vale più un dolce o un pasto lì davanti? Io mica lo so.

[Immagini: Valentina Lupia]

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