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Il nuovo segno di qualità a distribuzione capillare è il rosso delle insegne dei Carrefour Market. Ora associato al nome di Gabriele Bonci e della sua pizza.

Il colosso francese ha infatti cominciato a rinnovare (esteticamente e qualitativamente) i suoi punti vendita che offrono uno standard superiore rispetto a molti degli altri concorrenti.

Una mossa per entrare nell’arena dove si scontrano da anni Esselunga e Eataly.

Roma è uno dei centri urbani scelti come manifesto di questa nuova filosofia ed emblema è il punto vendita Carrefour aperto in Via Cesare Fracassini, nel quartiere Flaminio dove troviamo (almeno per ora) la pizza di Bonci.

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Incuriosito sono andato ad assaggiarlo dandomi la possibilità di un confronto diretto con il mitico Pizzarium.

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Al fine di garantire un paragone il più possibile imparziale ho comprato le pizze a breve tempo l’una dall’altra, traffico romano permettendo.

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Come metro di riferimento ho usato la pizza con crema di ceci e mortadella mentre il secondo trancio differiva per ingredienti ma non per “impostazione”.

A sinistra, nella foto, le pizze del Carrefour e a destra quelle del Pizzarium.

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Il primo ad essere esaminato è il trancio in vendita al supermercato che risulta deludente solo per la crema di ceci che risulta un po’ insipida, ma nulla di particolarmente spiacevole. La mortadella caratterizza la focaccia.

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La controparte del Pizzarium, invece, si mostra equilibrata e i ceci sono veramente una crema. La consistenza si sposa benissimo con la croccantezza della pizza. La mortadella è ottima e non pesa sullo stomaco e sul palato. Anche in questo caso domina l’insieme senza però sovrastare il legume.

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Al supermercato ho scelto una pizza con mozzarella di bufala e pomodoro, non particolarmente caratterizzata ma comunque piacevole e…

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al Pizzarium una squisita burrata di bufala, pesto di pomodorini e alici. Anche qui la consistenza della burrata dona una nota di contrasto e risulta vincente nella sfida tra le evoluzioni della margherita.

Insomma, la differenza tra le pizze si sente, o almeno il palato più attento la riconoscerà ma ciò non toglie merito al prodotto servito al Carrefour che si attesta a un prezzo di 17.50 € al Kg contro i 23.50 € del Pizzarium. 

Tirando le somme mi viene naturale indirizzare il gourmet verso il Tempio di Via della Meloria per gustare la “vera” Pizza di Bonci.

E allora perché questa operazione Carrefour tra l’altro a non molta distanza dalla sede del Pizzarium? Lo spiega lo stesso Bonci. Gabriele ottiene un risultato interessante e nobilitante: l’educazione.

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Quel che mi ha colpito mentre facevo la fila al bancone del Carrefour è stata la quantità di bambini pronti ad addentare la pizza e non mi era mai capitato di vedere simile afflusso nelle mie frequenti visite al Pizzarium.

Sarà la location non particolarmente d’attrazione per i più piccoli della pizzeria d’asporto o più facilmente la disponibilità di genitori e nonni a portare con loro al supermercato i bambini per poterli controllare mentre fanno la spesa?

Poco importa.

È innegabile il beneficio di questa educazione alimentare impartita fin dalla tenera età ai ragazzi che si abituano a mangiare un prodotto di qualità. Del resto l’impasto proviene dal forno di Via Trionfale ed è lavorato in loco garantendo una standardizzazione senza compromessi della focaccia.

E voi cosa pensate di questa nuova apertura? Ditecelo nei commenti o provate a replicare a casa con la ricetta originale di Bonci.

6 Commenti

  1. La pizza di Bonci, anche nella sua versione da franchising, sarà nettamente superiore rispetto alle millanta pizzerie al taglio di dubbio gusto che infestano la città.

  2. Spero solo che la GDO non diventi tutta come Carrefour o IPER cove diventa impossibile fare una spesa normale avendo un layout tutto suddiviso in pseudo corner gourmet (anche nel prezzo).

  3. le famiglie non vengono da lui ma poco importa? Magari è pieno di famiglie in fila al supermercato perché da bonci la pizza costa un occhio della testa.

    • Solita solfa, solita risposta. La pizza rossa ha lo stesso prezzo di tutte le altre pizzerie. Certo se si sceglie il foie gras non si può pensare che costi quanto la rossa.

  4. Sono due realtà talmente diverse che fare un confronto è pressoché impossibile. Proprio perché la differenza di prezzo è abbastanza notevole, si può capire che le materie prime non possono essere le stesse, non togliendo comunque niente alla qualità e all’attenzione con cui vengono fatte le cose.
    P.s. La prossima volta provi i crostini 😉

    • Questo mi perplime, gentile Giluia.
      il punto, ci hanno sempre insegnato, è che le materie prime (per quanto costose e curate) rappresentano una frazione non maggioritaria del costo finale al cliente.
      E’ la ragione per cui si sottolinea il differenziale di prezzo tra la pizza di Ciccio-il-dio-pizza nella sua pizzeria di Spaccanapoli e in quella del nuovo spazio nel centro del centro di Milano: “ah, ma sapessi il costo del metroquadro nel centro del centro di Milano!”
      E’ l’esperienza quotidiana nel prepararti una pizza, una focaccia, in casa: quanto è il valore delle materie prime con le quali ti coccoli nel preparare la teglia? Scegli pure le farine macinate a pietra da cento vergini oranti, il pomodoro raccolto all’alba da un coro di voci bianche che intonano antichi canti irpini: alla fine il prezzo è ben distante da qualunque pizzaltaglio di scarso valore.
      Non mi sorprende quindi che in uno spazio GdO l’esercente possa liomare il prezzo rispetto al locale in centro a Roma, grazie anche ad un passaggio di clienti che più rapidamente permette di giungere al punto di pareggio.

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