Shitstorm, ovvero come ti affosso all’istante un ristorante con 50 recensioni negative su Facebook

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Shitstorm

La dannazione della critica ai ristoranti è l’anonimato delle recensioni su TripAdvisor. Meglio, lo era. Oggi fa più paura la “shitstorm“, letteralmente una “tempesta di letame“. Cioè quella che gruppi di bulli su Facebook scatenano ai danni di qualcuno.

In questo caso di un ristorante.

Lo ha segnalato Selvaggia Lucarelli in un tweet con una schermata del dialogo di un gruppo chiuso con l’invito ad attaccare il ristorante vegetariano Quinoa di Firenze. Tweet che è stato ripreso da Repubblica Firenze.

Risultato dell’azione di cyberbullismo: il rating, cioè il punteggio, del ristorante è sceso da 4.9 su 5 a 3.6 producendo un immediato danno di immagine, ha spiegato a Repubblica la social media manager del ristorante, Paola Monticelli.

Che poco ha potuto fare se non segnalare a Facebook la “tempesta di letame” che ha travolto il Quinoa.

E più della denuncia alla polizia postale dell’attacco, portato a segno con una somma di commenti volgari, ha avuto effetto la reazione dei clienti più affezionati che in una sorta di guerra lampo della critica 2.0 hanno tempestato a loro volta la pagina Facebook del Quinoa con una serie di recensioni positive.

E c’è anche chi si è convinto ad andare per la prima volta al ristorante in una sorta di afflato gastronomico di solidarietà.

piatti Quinoa ristorante Firenze

“Molti dei nostri clienti affezionati o che conoscono come lavoriamo hanno lasciato la loro recensione positiva per aiutarci a recuperare”, spiegano dal locale. Negli scorsi giorni altre shitstorm erano state fatte contro le pagine di altre aziende, sempre da quanto segnala Selvaggia Lucarelli che avvisa: “Le shitstorm sono incitamento all’odio e cyberbullismo, fate attenzione, molta attenzione. Sono reati.”

Anche il Corriere Fiorentino ha messo in prima pagina la storia e il Quinoa ha rilanciato con un post l’appello a segnalare i gruppi che praticano la shitstorm.

Con l’augurio che Facebook migliori la risposta in casi di attacchi al letame e che non si debba registrare questa pratica alle derive della “critica gastronomica” che già annoverano le recensioni false su TripAdvisor, palcoscenico anche della creazione di un ristorante virtuale da primo posto in classifica che nella realtà non esisteva.

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